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Visualizzazione dei post con l'etichetta storia

La memoria e la Storia con la lettera maiuscola

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Fonte dell'immagine: https://www.campifascisti.it/mappe.php?all=on&17=on&1=on  Faccio molta fatica ad accettare l'idea di una "memoria condivisa", perché la memoria, come ogni storico sa, è di per sé fragile e spesso fallace. A me non interessa la memoria, a me interessa la Storia. E la Storia ci ricorda che i crimini dei partigiani, che ci sono stati, non hanno avuto lo stesso peso e numero dei crimini fascisti. La Storia ci ricorda che l'Italia fascista ha dato il suo contributo alla discriminazione e alla segregazione razziale già a partire dal 1936, prima dell'alleanza con Hitler, e che ha edificato e mantenuto campi di concentramento in tutto il suo territorio, colonie comprese, e nei territori conquistati: eccoveli i 150 campi di concentramento fascisti. La Storia ci ricorda che l'orrore delle foibe e delle violenze sul confine orientale, terribile e incancellabile, comincia prima del 1943, comincia per esempio a Rad, comincia in luoghi in cu...

Di cosa parliamo quando parliamo di Occidente, di cosa parliamo quando parliamo di mondo islamico (piccolo spoiler, di fuffa resa credibile dall'interesse)

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In questi giorni mi è capitato di andare a recuperare due splendidi saggi su Aeon . Il primo, titolato What is the Muslim world? , di Cemil Aydin ; il secondo, What is ‘the West’? , di Faisal Devji . I due saggi analizzano due concetti di cui oggi discutiamo tanto e drammaticamente, ovvero l'idea di "Occidente" e l'idea di "mondo islamico". L’articolo di Aeon intitolato  What is ‘the West’? propone una riflessione profonda sull’idea stessa di “Occidente”, smontando l’immagine di un blocco culturale, politico o geografico stabile e unito. Fin dalla sua origine, l’Occidente non è mai stato un luogo fisso né un’entità definita una volta per tutte: è piuttosto un concetto in costante movimento, plasmato dalle trasformazioni storiche, dalle guerre, dalle colonizzazioni e dalle crisi identitarie. L’idea di Occidente è nata in opposizione a qualcosa — prima all’Oriente, poi al comunismo, oggi a minacce vaghe e spesso costruite — ma ogni volta che ha cercato di def...

I miei due contributi in Antico & IA. Intelligenze artificiali e didattica del mondo antico: Riflessioni e proposte

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Ho il piacere di annunciarvi la pubblicazione di Antico & IA. Intelligenze artificiali e didattica del mondo antico: Riflessioni e proposte , a cura di Gianfranco Mosconi , e a cui ho partecipato con due contributi. Eccovi il link Eccovi anche la presentazione dei miei due contributi. Prometeo o automa? L’Intelligenza Artificialecome risorsa critica per la didatticadella storia e delleletterature antiche il saggio analizza le implicazioni dell’ Intelligenza Artificiale generativa nella didattica delle discipline  classiche.  Dopo una decostruzione dell’immaginario collettivo, propone una tassonomia delle tecnologie AI, con focus sui Grandi Modelli Linguistici (LLM). Vengono introdotti concetti come la ‘ pareidolia semantica ’ ( Floridi ), i tre paradigmi d’uso dell’IA (Trinchero), i sette approcci pedagogici all’integrazione e la ‘cognizione midtended’(Baran-diara,Pérez-Verdugo). Si discutono opportunità e criticità nell’insegnamento di storia e lingue antiche, evidenzian...

Odio gli indifferenti, Antonio Gramsci

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  Odio gli indifferenti . Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani». Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costrutti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozz...

Tra la Storia schiacciata sul presente e la storia lunga: una riflessione sull'insegnamento

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Insegnare la storia, oggi più che in passato, significa, inevitabilmente, dover operare delle scelte. È materialmente impossibile trattare ogni singolo evento occorso, anche volendosi limitare ad un'area geografica piuttosto ristretta come quella del Mediterraneo o dell' Europa centro-occidentale , e occorre dunque effettuare una selezione degli argomenti. Tuttavia, questa scelta non deve cadere nella trappola di visioni ideologiche che esaltino la presunta eccezionalità dell’Occidente o che riducano il passato a esclusivamente alle radici del presente e a strumento per perseguire obiettivi politici : in un caso, rischiamo di rinchiuderci dentro il recinto di un costrutto ideologico che ha una sua origine molto recente e che alla costruzione del presente è rivolta, anche a costo di falsificare il passato; nell'altro caso, benché da sempre si guardi al passato per capire il presente, pensare che tutto ciò che è accaduto abbia come sua unica soluzione l'oggi finisce per...

Il dibattito sulle Indicazioni Nazionali Per l'Insegnamento della Storia nella scuola Primaria, mappato

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  Quello che potete leggere qui è il dibattito, mappato, pubblicato oggi 6 aprile 2025 su La Lettura , l'inserto domenicale del Corriere della Sera , sulle  Indicazioni Nazionali Per l'Insegnamento della Storia nella scuola Primaria . A confrontrarsi quattro storici, Galli della Loggia e Migliaro , fra gli estensori del documento, Scarpari e Cardini , critici del documento dall'altra parte.  Se ne avete la possibilità, consiglio comunque di leggere l'articolo, e di contare il numero di volte in cui si usa la parola " programmi " (che non esistono più), tanto per avere un'idea di quanto conosca la scuola chi parla di scuola. Ne emerge in ogni caso un quadro nitido, in cui chi ha steso il documento è portatore di una visione che distorce il termine inclusione (che è per costoro assimilazione) e in cui l'unica prospettiva storica possibile è quella occidentale (con tutti i problemi che si porta la definizione di Occidente ) per una forma di cupio disso...

Webinar Formazione IA x IA, l'intelligenza Artificiale per Insegnare l'Antico, AICC 2025

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Pubblico  la playlist con una serie di webinar, due dei quali miei, sull'integrazione dell'intelligenza artificiale nell'insegnamento della storia antica e delle lettere classiche. Ringrazio Gianfranco Mosconi per l'occasione.  

Memorie di Adriano, Marguerite Yourcenar

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 Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar esce per la prima volta nel "lontano" 1951. Il romanzo riprende il filone del romanzo storico, figlio di profondo studio della letteratura storiografica a cui l'autrice può attingere.  Il romanzo, scritto in prima persona, assume la forma di una lunga lettera dell'imperatore morente al futuro imperatore Marco Aurelio. Attraverso questa scrittura all'apparenza intima e personale l'autrice traccia un quadro della Roma del II secolo d. C. all'apice della sua forza e della sua grandezza, sotto l'imperatore che più a lungo, dopo Ottaviano, ne aveva saputo fino a quel momento garantire la pace. Al contempo il romanzo disegna il profilo dell'imperatore e in questo maggiormente si osserva la distanza tra la cultura storiografica dell'autrice e gli studi più recenti su Adriano e sulla sua epoca. Ugualmente Yourcenar non può attingere a tante conoscenze sulla cultura materiale romana che affioreranno dagli stud...

Sulle statue, il patrimonio artistico e la storia

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Foto: Wikipedia È di questi giorni il dibattito sulle statue e in generale sui simboli del passato, come oggetti di ideologica venerazione o contestazione. Ovviamente il dibattito parte dall'osservazione dei fatti che stanno accadendo negli USA e non solo, ovvero la deposizione e l'abbattimento di statue riguardanti gli eroi sudisti, schiavisti e coloniali, nonché di Cristoforo Colombo. A partire da questi episodi la protesta anticolonialista e antirazzista si è estesa anche all'Europa e in alcune circostanze ha fatto assistere alla contestazione di simboli apparentemente intoccabili, come Chirchill, colpevole di essere artefice di una carestia che causò circa 3 milioni di vittime in Bengala, o, in Italia, figure come quella di Montanelli, già in passato contestato per il suo aperto razzismo, maschilismo, nonché per aver aderito al fascismo e per un caso di pedofilia e schiavismo che lo vide protagonista all'età di venticinque anni. Sì sostiene quindi come sia n...

Sulla polemica tra La Verità e Luciano Canfora

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La Verità ( Prima ha invaso l’ateneo coi parenti. Ora Canfora vuol fare invadere la Ue ) attacca Luciano Canfora perché, semplicemente, lo storico e grecista afferma quello che molti storici dell'antichità affermano ormai da qualche decennio, ovvero che la purezza della cultura occidentale non è mai esistita, e che già nell'antichità il Mediterraneo è stato luogo di scambio culturale e interscambio economico. Luca Pignataro, che non è uno sprovveduto né certamente un ignorante in merito alla storia, usa fondamentalmente due argomenti nel suo attacco:      1. il primo, ad hominem, l’accusa di nepotismo nei confronti di Canfora. Eppure a ben vedere l’attacco non è altro che una fallacia logica, di quelle da retorica di bassa lega, facilmente smontabile con una risposta: se Pignataro sa di illeciti nelle nomine dei parenti di Canfora a Bari, perché non denuncia? E se non denuncia, è forse perché teme di non poter dimostrare gli illeciti? E se non li può dimostr...

Il ragionamento economico ai tempi del principato di Domiziano

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Foto: Wikipedia Uno degli errori di prospettiva in cui imbatte spesso chi insegna, così come chi si interessa più in generale alla storia antica, è quello di applicare teorie e visioni moderne a civiltà che, per motivi storici, non potevano non solo conoscere, ma neanche concepire quelle teorie. Questo tipo di errore, per esempio, lo facciamo quando pensiamo di applicare le visioni economiche contemporanee alle società tradizionali (e viceversa).  Allo studio delle fonti risulta infatti abbastanza evidente come nell'antichità esista una concezione molto vaga, comunque diversa dalla nostra, della teoria politica: i bilanci dello stato non erano conteggiati in maniera precisa e la stessa azione economica degli stati rispondeva più a interessi di carattere politico o morale che a ragionamenti di carattere economico. Se guardiamo all’analisi dell’operato di un imperatore come Domiziano (Geraci G., 2017)⁠ possiamo osservare come numerosi provvedimenti di carattere economico pos...

Il momento in cui siamo diventati uomini moderni

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Il grafico in alto mostra l'andamento del popolamento mondiale negli ultimi duemila anni. Osservandolo bene risulta abbastanza evidente come, almeno fino, più o meno, al 1250 d. C., le "regole del gioco" demografico fossero abbastanza stabili e, apparentemente, immodificabili. Sostanzialmente, nell'ambito di una mortalità molto alta e di una aspettativa di vita molto bassa, la società si divideva in due modelli base, anche se poi declinabili con mille sfaccettature, quelli del popolamento basato su società agricole e quelli del popolamento basato su società nomadi. La maggioranza della popolazione viveva così lavorando i campi, all'interno di tre aree che costituivano i principali poli di attrazione, l'Europa mediterranea e occidentale, il subcontinente indiano e la Cina; a quest'ultima in particolare spettava, in maniera schiacciante almeno a partire dall'anno mille, il primato demografico. Tra XIII e XIV secolo le cose iniziarono gradualmente a...

Dai Gracchi a Silla

Dai Gracchi a Silla from Sebastiano Valentino Cuffari

Le riforme dei Gracchi

Le riforme dei Gracchi from Sebastiano Cuffari

La guerra dei trent'anni

La guerra dei trent'anni from Sebastiano Cuffari

Sul reato di apologia di fascismo o della damnatio memoriae

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La questione dell'estensione del reato di apologia di fascismo è complessa. Trasformiamo il  ragionamento comunemente espresso in questi giorni dai detrattori del provvedimento del governo in un sillogismo:  abbiamo avuto un passato fascista; abbiamo fatto i conti con il nostro passato; non dobbiamo temere il nostro passato. Il sillogismo però è fallace perché una delle due premesse è falsa: noi NON abbiamo fatto i conti con il nostro passato. Nessun gerarca fascista è stato condannato per crimini di guerra o contro l'umanità; in pochi sanno di avere avuto magari dietro l'angolo dei campi di concentramento e in pochissimi sanno che la percentuale di morti nei campi in Slovenia era pari o superiore ai campi di sterminio tedeschi; la maggiorparte degli italiani non sa che la gran parte dei fascisti sono stati amnistiati e non conosce la gravità dei reati commessi in Italia, Grecia, Albania, Etiopia e Libia; relativamente in pochi conoscono le falsità della propagan...

La crisi del Trecento e il trapasso al Quattrocento

La crisi del Trecento e il trapasso al Quattrocento from Sebastiano Cuffari

Post-verità e postmodernismo

E così si parla tanto, ma proprio tanto, di post-verità. Questa discussione porta con sé una premessa, d'obbligo, che certifica che una bella fetta di intellighentia italiana si era illusa di aver capito cosa stava accadendo nel mondo, non capendoci invece nulla. Diciamo che, malgrado quello che si è detto più o meno a sproposito, siamo ancora belli immersi nel postmodernismo. E uno dei postulati del postmodernismo, riprendendo Nietzche, è che non esistono i fatti, ma solo le interpretazioni. Tutto il moderno discorso sullo storytelling della realtà si fonda su questo postulato, e i più avvertiti pubblicisti e comunicatori da decenni fondano la loro fortuna su questa sensazione diffusa. Per carità, di interpretazioni della realtà a proprio uso e consumo la storia è piena, a partire dalle letture funzionali dei testamenti di Cesare e Marco Antonio. Prima ancora, nel 1275 a. C., dopo la battaglia di Qadesh in cui si scontrarono, i sovrani Ittiti ed Egizi potevano reclamare la vitto...

Movimenti riformatori nella Chiesa del Basso Medioevo

Movimenti riformatori nella chiesa del basso medioevo from Sebastiano Cuffari

I Cretesi

I Cretesi from Sebastiano Cuffari