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L'ordine nel disordine, riflessioni sul Postmoderno e la necessità di superarlo

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Marco (Polo) entra in una citta’; vede qualcuno in una piazza vivere una vita o un istante che potevano essere suoi; al posto di quell’uomo ora avrebbe potuto esserci lui se si fosse fermato nel tempo tanto tempo prima, oppure se tanto tempo prima a un crocevia invece di prendere una strada avesse preso quella opposta e dopo un lungo giro fosse venuto a trovarsi al posto di quell’uomo in quella piazza. Ormai, da quel suo passato vero o ipotetico, lui e’ escluso; non puo’ fermarsi; deve proseguire fino a un’altra citta’ dove lo aspetta un altro suo passato, o qualcosa che forse era stato un suo possibile futuro e ora e’ il presente di qualcun altro. I futuri non realizzati sono solo rami del passato: rami secchi. Se ti dico che la citta’ cui tende il mio viaggio e’ discontinua nello spazio e nel tempo, ora piu’ rada ora piu’ densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. L'inferno dei viventi non qualcosa che sara’; se ce n'e’ uno e’ quello che e’ gia’ qui, l'...

La postmodernità ed il moderno scrivere

Quando Zygmund Bauman  parla della postmodernità e della sua società liquida svela ciò che chiunque, nel suo piccolo, può avvertire quotidianamente: la sensazione di mancanza di qualcosa, di assenza di senso. La fine della guerra fredda è stata per l'Occidente una rivoluzione senza vincitori: l'ultima pagina del capitolo conclusivo di una storia che però ne ha disvelato una nuova, non ben chiara. La morte delle ideologie dell'Ottocento e del Novecento, quelle grandi costruzioni sociali, politiche e filosofiche che in un modo o in un altro avevano caratterizzato il vivere dell'Europa e degli Stati Uniti, non ha prodotto nuove certezze e nuove ideologie. Anzi, l'omologazione ai modelli diffusi sempre più rapidamente dalla globalizzazione imperante ha invece causato la trasformazione della società, come dice Bauman, dalla società di produttori a quella di consumatori. Dalla società della contrapposizione tra ricchi e poveri, che fossero i nobili, i patrizi, i plebe...