Wallace, il soliloquio, Faulkner e Proust
Nell'immaginario comune, nella gran parte dovuto e modellato dalle esigenze scolastiche, le grandi innovazioni della letteratura contemporanea traggono origine nelle opere di Virginia Woolf, Joyce, Mann, Pirandello e Svevo (al massimo D'Annunzio). Lasciando perdere la sopravvalutazione dell'impatto e dell'importanza dei tre italiani, chi rimane fuori da questo panorama sono due autori, in realtà molto più influenti, ma di molto più difficile lettura. Parliamo ovviamente di Proust e Faulkner. La scrittura novecentesca, anzi, si forma ad imitazione o in contrapposizione al periodare di questi due grandi. Quanto detto prima risulta evidente osservando il periodare di alcuni giganti contemporanei. Fra i grandi degli ultimi quindici anni, uno risulta particolarmente influenzato dalle sperimentazioni sopracitate: David Foster Wallace. Si legga per esempio il seguente soliloquio tratto da La scopa del sistema (capitolo V), Mettiamo che qualcuno mi avesse detto, dieci ...