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Platone, Apologia di Socrate

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L'Apologia di Socrate è uno di quegli scritti su cui torno quando vivo un momento di ansia o di crisi. L'esempio del filosofo greco allora mi appare come uno dei massimi apporti alla stessa umanità, uno dei momenti più alti della storia dell'Occidente, sempre che l'Occidente esista. La storia è nota ai più: Socrate, ormai anziano, dopo il fallimento del governo dei Trenta, tra cui il suo allievo Crizia, e dopo la fine ingloriosa di Alcibiade, anch'egli suo discepolo amato, viene portato in tribunale dai nuovi leader della rinascente democrazia ateniese. L'accusa, sebbene grave, è in realtà una scusa per colpire colui che viene considerato il padre putativo degli oligarchi e del più carismatico leader che Atene abbia conosciuto dopo Pericle. Socrate sarebbe un corruttore di giovani e un ateo. E Socrate si difende, lo fa certo con le parole di Platone, ma non c'è reale motivo per non credere che il filosofo, magari dicendolo in maniera diversa, abbia usa...