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Armi che decidono da sole chi uccidere, la fantascienza che anticipa la realtà e Gundam Wing

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Spesso la fantascienza anticipa la realtà perché può permettersi di chiedersi cosa succederebbe se qualcosa in particolare davvero si realizzasse. Così, quando oggi si discute di sistemi d'arma autonomi , come i droni che selezionano e colpiscono bersagli senza intervento umano diretto, ci si trova a osservare un dibattito che la narrativa fantascientifica conduce da decenni.Proprio leggendo e guardando la fantascienza, ci si accorge che la questione non è tecnica, o meglio, lo è solo in maniera secondaria. Semmai stiamo parlando di responsabilità. Un'arma che uccide in modo automatico produce una cosa che fino ad ora è stata data per scontata (si pensi, per esempio, ai processi per crimini di guerra e contro l'umanità condotti nel XX secolo): dissolve la catena di imputabilità; chi risponde della morte? Il progettista? Il comandante che ha ordinato o il soldato che hanno attivato il sistema? La risposta pratica tende a essere che è difficile dirlo con chiarezza, e quindi,...

Grammatica valenziale e strumenti digitali: un anno di analisi della frase nelle classi seconde

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Insegno in un istituto professionale, e ogni anno mi trovo a fare i conti con una domanda che non ha risposta facile: come si insegna la sintassi a ragazzi che spesso arrivano alla scuola secondaria di secondo grado con lacune strutturali nella comprensione della lingua, e che nel migliore dei casi ricordano dalla scuola media qualcosa sull'analisi logica, ma nella maggior parte dei casi l'hanno dimenticata o non l'hanno mai davvero capita? Nell'anno scolastico 2025-2026 ho affrontato la questione in modo sistematico nelle mie classi seconde, organizzando un percorso che si è esteso per l'intero anno: prima la frase semplice, poi quella complessa, con un filo conduttore metodologico preciso: il modello valenziale , ovvero quell'approccio all'analisi della frase che mette il verbo al centro, come nucleo attorno al quale si organizzano gli altri elementi. Non è una novità assoluta nel panorama della didattica italiana — Lucien Tesnière e Francesco Sabatini ...

I venditori di emergenze alla Filippo Caccamo

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I venditori di emergenze sono quei figuri che, per tornaconto personale, sono ben disponibili a fare insorgere paure e indignazione nell'opinione pubblica. Il problema di questo tipo di personaggio è che, per accorgersi del loro operato, spesso occorre avere tempo e voglia per informarsi sui temi sui quali lanciano strali o beffe, o meglio ancora essere esperti nel settore. La storia italiana è costellata da simili personaggi, qualcuno ci ha fondato la sua carriera politica, altri, molto più prosaicamente, la loro carriera nello spettacolo. A cavallo tra XX e XXI secolo Beppe Grillo è stato un fulgido esempio di quest'arte. Oggi, nel piccolo del settore in cui, per sua sfortuna, lavoro, lo fa Filippo Caccamo . Per evitare ogni possibile incomprensione: Filippo Caccamo è un comico che sa fare ridere solo parlando di un mestiere che conosce, in realtà, per un'esperienza brevissima e per vie traverse, grazie al genitore dirigente scolastico. Il resto, il corpo dei suoi spett...

Un'analisi etnosemiotica di Non chiederci la parola di Eugenio Montale

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 Quella che segue è una prova: ho provato a fare analizzare Non chiederci la parola di Eugenio Montale a Claude, dando all'IA come criterio l'uso del quadrato semiotico, strumento tipico dell'analisi etnosemiotica. Lo spunto per questa idea è venuto dalla puntata di giorno 16 maggio del podcast Saussure e grida , reperibile su tutte le principali piattaforme di streaming di podcast.  L'analisi è frutto di diverse interazioni con Claude, durate più o meno qualche ora di lavoro, interazioni con le quali ho posto i miei dubbi sui primi tentativi di interpretazione del testo generati dall'IA, fino ad arrivare alla stesura attuale, che mi risulta sufficientemente accettabile, anche solo per le cautele emerse e proposte nell'analisi. In ogni caso, dato che il lavoro mi sembra accettabile, anche solo come spunto di riflessione su un possibile uso dell'IA per l'insegnamento e l'apprendimento, propongo alla lettura quanto prodotto. «Non chiederci la parola» A...