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Il problema che abbiamo con l'integrazione

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Immagine generata con Vibe di Mistral Già in passato ho parlato di integrazione , per esempio  qui  e qui , ma anche e non senza enormi contraddizioni qui ; oggi, di fatti, rileggendo questo vecchio post, non posso non pormi domande su di me e sulla situazione che descrivevo, per esempio, perché non mi sono chiesto se il mio interlocutore dell'epoca avesse avuto o meno le occasioni per imparare l'italiano? E perché, per il me dell'epoca, dovesse essere tanto scontato che a casa sua e nella sfera della propria vita privata quella persona dovesse per forza parlare con me nella mia lingua, anziché io cercare di adattarmi a lei, visto che stavo invadendo i suoi spazi, sebbene al telefono? Questo tema è uno di quelli che compare fra gli argomenti di discussione per tutto il ciclo di vita di un blog, di una testata giornalistica, forse persino di un paese. Il motivo per cui accade ciò è semplice: non c'è una reale volontà condivisa di risolvere la questione dell...

Il commento alle tracce della prima prova, Esame di maturità 2026

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Anche quest'anno è arrivato il momento di commentare le tracce della prima prova, questa volta dell'Esame di maturità: il ministro Valditara ce l'ha fatta a ripristinare la denominazione storica, e i maturandi possono finalmente sentirsi più maturi di prima (come se la maturazione di qualcuno si possa quantificare con un esame). Cominciamo, come da tradizione, dalla tipologia A. La proposta A1 propone la lirica Passerò per Piazza di Spagna di Cesare Pavese , scritta per Constance Dowling , l'attrice americana di cui si innamorò senza essere ricambiato. La traccia è tra le migliori dell'anno: la poesia è accessibile, le domande di comprensione e analisi sono pertinenti, e la richiesta interpretativa finale, che chiede di riflettere su come scrittori e artisti proiettino i propri sentimenti sull'ambiente circostante, avrebbe potuto davvero portare gli studenti ad esprimere confronti e connessioni con altri testi del canone letterario affrontato nel corso del p...

Il disastro del ministero Valditara

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  Immagine: Wikipedia Giuseppe Valditara è al Ministero dell'Istruzione e del Merito dal 22 ottobre 2022. Nel momento in cui scrivo siamo a giugno 2026: quasi quattro anni di governo della scuola italiana, abbastanza per tracciare un bilancio, che risulta sconfortante. I l ministero ha prodotto una quantità impressionante di interventi normativi, la maggior parte dei quali fatta di misure simboliche, spesso frammentarie e quasi mai organiche, nella maggior parte dei casi dannose e ideologiche. Più che una politica scolastica, quella del ministero Valditara sembra una campagna di comunicazione permanente. Un antefatto trascurato Prima di parlare di ciò che ha fatto questo ministero, bisogna ricordare quello che lo ha preceduto, e che purtroppo ne ha costituito parzialmente il modello. Il decreto legislativo n. 61 del 2017 , approvato durante il governo Gentiloni , riformò gli istituti professionali , che rappresentano circa il 13% deg li studenti della scuola secondaria di secondo ...

Armi che decidono da sole chi uccidere, la fantascienza che anticipa la realtà e Gundam Wing

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Spesso la fantascienza anticipa la realtà perché può permettersi di chiedersi cosa succederebbe se qualcosa in particolare davvero si realizzasse. Così, quando oggi si discute di sistemi d'arma autonomi , come i droni che selezionano e colpiscono bersagli senza intervento umano diretto, ci si trova a osservare un dibattito che la narrativa fantascientifica conduce da decenni.Proprio leggendo e guardando la fantascienza, ci si accorge che la questione non è tecnica, o meglio, lo è solo in maniera secondaria. Semmai stiamo parlando di responsabilità. Un'arma che uccide in modo automatico produce una cosa che fino ad ora è stata data per scontata (si pensi, per esempio, ai processi per crimini di guerra e contro l'umanità condotti nel XX secolo): dissolve la catena di imputabilità; chi risponde della morte? Il progettista? Il comandante che ha ordinato o il soldato che hanno attivato il sistema? La risposta pratica tende a essere che è difficile dirlo con chiarezza, e quindi,...