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L'Odissea di Nolan è un film scritto male

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Tre ore che nessuno mi restituirà. Questo è quello che ho provato di fronte ai titoli di coda de l'Odissea, film scritto e diretto da Christopher Nolan. Certo, il classicista che è in me ha guardato il film in una maniera che non è per forza quella di qualsiasi spettatore, eppure anche mia moglie, accanto a me, conclusa la visione è uscita dal cinema quanto meno perplessa. Ma cos'è che non mi ha convinto in questo film? Praticamente tutto, ad eccezione dell'unica cosa su cui si è fatto polemica prima dell'uscita del film, ovvero il casting. Nulla da dire sugli attori, ottime prove da parte più o meno di tutti, nessuna interpretazione sopra le righe o eccessivamente caratterizzata. Non cercavo nell'Odissea la verosimiglianza, intanto perché non se la spettavano neanche i greci di 2500 anni fa, e poi perché allora ci sarebbe da mettere in discussione tutto il comparto costumi, le armi, le armature. Insomma, non si guarda l'Odissea di Nolan pensandola u...

Epica e parodia: proemi a confronto da Omero ad Ariosto

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Mettere a paragone i  proemi di quattro grandi pomei epici può dirci tanto dell'evoluzione del genere, ma anche della temperie culturale che conduce alla stesura di quelle opere. Volendo tracciare un parallelo tra Omero, Virgilio e Ariosto, emergeranno differenze, similarità, echi, riprese e rovesciamenti che diranno tanto degli uomini e delle epoche. Partendo dall'Iliade, leggiamo:  Cantami, o Diva, del Pelíde Achille L’ira funesta che infiniti addusse Lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco Generose travolse alme d’eroi, E di cani e d’augelli orrido pasto Lor salme abbandonò (così di Giove L’alto consiglio s’adempía), da quando Primamente disgiunse aspra contesa Il re de’ prodi Atride e il divo Achille. Il proemio dell'Iliade nella celeberrima traduzione del Monti permette di osservare quello che a partire dal testo omerico diverrà il canone del proemio epico: l'invocazione alla musa ispiratrice e la rievocazione dei fatti salienti dell'opera (o, in questo cas...

Odissea, Omero

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Odisseo è, fra le altre cose, il personaggio della letteratura antica che rappresenta al meglio la contraddizione. Infatti in ogni circostanza della sua avventura, l’Odissea così come ci è tramandata da Omero e dal ciclo omerico, Odisseo appare impregnato e circondato da situazioni non volute e comportamenti non sempre consequenziali. Odisseo è così l’eroe viaggiatore, ma al contrario della vulgata comune, non è l’eroe che ama viaggiare, caratteristica che, in contrapposizione, viene evidenziata nei suoi soccorritori, i Feaci. Il protagonista dell’Odissea si comporta e si pone come l’eroe responsabile verso i suoi compagni di viaggio, come nel caso dell’episodio delle greggi sacre ad Apollo; tuttavia lo stesso eroe assume atteggiamenti irresponsabili o largamente pericolosi, come nell’episodio delle sirene, fino all’apice del suo azzardo, la sfida a Polifemo (e a suo padre) con la dichiarazione del proprio nome. Odisseo ama Atena, la sua dea protettrice eppure non disdegna di t...