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Visualizzazione dei post con l'etichetta Philip Roth

L'animale morente, Philip Roth

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 In L'animale morente Roth analizza la spinta vitale di un professore universitario sessantenne, David Kepesh a partire dalla controversa relazione, una delle tante, intrapresa con una sua studentessa, Consuela Castillo, di origine cubana. La ragazza è ingenua ma non stupida, attratta dalla cultura senza esserne pienamente partecipe, sensuale ma non volgare, consapevole della propria formosa bellezza ma senza malizia. David intraprende questa relazione come abituato a fare da anni, alla fine del proprio corso annuale, seducendo una delle sue tante studentesse durante la festa che come d'abitudine tiene nel momento in cui i ragazzi e le ragazze che hanno frequentato il suo corso di studi di critica d'arte smettono di essere sui discenti. David è divorziato, suo figlio lo odia ma non può fare a meno di lui per rappresentare a se stesso l'immagine del martire a causa dell'immaturità di un padre che ha preferito la libertà alla responsabilità della famiglia; anche il fi...

La lezione di anatomia, Philip Roth

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Uscito nel 1983, Le lezione di anatomia di Philip Roth conclude la trilogia che vede come protagonista l'ebreo americano Nathan Zuckerman. In questo romanzo Zuckerman, dopo aver lottato per affermarsi come scrittore, si trova a perdere a poco a poco contatto con la propria arte e con gli stessi scopi della propria precedente vita. A scatenare le danze della trama, l'improvviso malessere che ha colpito il protagonista, un dolore inspiegabile che lo colpisce alla nuca e che da lì si espande verso il cranio, le spalle, la schiena, impedendone i movimenti e, soprattutto, la concentrazione. A Zuckerman non restano che due cose: le droghe per ingannare il dolore, il sesso per ingannare la noia. A questo punto il protagonista, novello inetto postmoderno, è costretto a fare i conti con il passato che, ad un'interpretazione psicologistica, parrebbe aver originato il dolore a cui è soggetto: i matrimoni falliti, la sofferenza inferta ai propri familiari dileggiando le tradizioni...

Philip Roth, Pastorale americana

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Pastorale americana è un libro ingombrante, nel senso che non si può non rimanere colpiti da un testo così complesso e significativo, eppure non si può neanche non notarne certi paradossali difetti. Il libro è ridondante, prolisso, di una lunghezza, e in certi tratti pesantezza, disarmanti, tanto da stendere anche il lettore accanito: per esempio la prima sezione del romanzo si dilunga in maniera così approfondita sulle circostanze in cui l'autore è venuto a contatto con la storia che si appresta a narrare, da lasciare sconcertato il lettore. Un senso di straniamento protratto sino all'eccessivo. Un altro difetto del romanzo, ed è paradossale, è il dire spesso troppo poco: la psicologia di alcuni personaggi resta poco più di un abbozzo, uno stereotipo; altri personaggi, che sconvolgono la vicenda, giungono nella storia dal nulla e nel nulla spariscono, per essere ripescati all'occorrenza, ma senza che questo possa dare al lett...