Una cosa spiacevole che continuerò a fare
Al bancone del check-in non c’è ancora nessuno ma la fila ha già iniziato a formarsi, istintivamente, quando sui display è comparsa la scritta che dava, per il volo AP8079, semplicemente l’indicazione 34-35. Iniziamo ad essere in tanti ai banconi 34 e 35, tutti fermi, immobili, accaldati. L’aria condizionata è spenta, o forse è la folla a renderla inutile. Un cagnolino soffre rinchiuso nella sua gabbietta, tenta di aprirla con la zampetta, guarda con occhi pietosi i passanti. La fauna locale è varia: stranieri in pantaloncini dai colori pastello, l’ingegnere con il maglioncino leggero addosso, ad Agosto; le famigliole con figli a seguito, sudacchiati, gli imprenditori o presunti tali in giacca e cravatta, ad Agosto, gli insegnanti al rientro ai paesi, con le facce smunte e in piena crisi d’astinenza dalle graduatorie. Sopraggiunge una donna, sarà sulla quarantina. Indossa dei pantaloncini di jeans, abbastanza corti, ma è bassa, non mettono in luce chissà che gambe. La scollatu...