Sul caso Cucchi, non sulla sentenza
Mi sono preso un po' di tempo prima di scrivere qualcosa su Stefano Cucchi. Perché non volevo parlare a caldo, non volevo che ciò che avrei scritto fosse frutto dell'emozione. Era un rischio tangibile, soprattutto di fronte alle dichiarazioni di alcuni politicanti pronti a bearsi di una giustizia (sic) finalmente fatta. È vero, le sentenze non si contestano; si può e si deve ricorrere quando si ritiene ingiusta una sentenza, si può e si deve cercare di modificare dall'interno uno stato, lavorando sulle sue leggi, sui suoi ordinamenti, sulla sua cultura. Non sismo con chi manifesta contro un'istituzione come la magistratura, soprattutto se questa scardina un sistema di potere e corruzione come quello che da anni regge il nostro paese. Ma l'orrore per il caso Cucchi non sta (solamente) nella sentenza. L'orrore è più profondo: è l'orrore di fronte alla barbarie, di fronte ad un paese, prima ancora delle sue istituzioni, che non è capace di fare i conti con ...