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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Il concetto di "persona" da Cicerone ai Severi

L’identificazione nelle fonti romane di un concetto assimilabile al moderno concetto di “persona” è questione controversa e ampiamente dibattuta, in primis perché lo stesso concetto moderno è dibattuto e spesso forse adoperato a sproposito. Partendo dall’orgine etrusca della parola, essa ha viaggiato nel tempo e attraverso diverse accezioni, per arrivare fino a noi.1 Varie risultano le possibili interpretazioni del concetto, per cui si rimanda alle diverse analisi filosofiche, sociologiche e antropologiche. Nondimeno, forse quella più esauriente nella sua icasticità rimane la definizione di Locke:
a thinking, intelligent being, that has reason and reflection, and can consider itself as itself, the same thinking thing, in different times and places (Locke, 1777).
Per le società complesse come le nostre una buona definizione di “persona” può essere inoltre quelladi Pardi:
la "persona" emerge presso di noi tutti e presso ciascuno soltanto quando il riconosci-mento contiene …

Perché l'attacco al politicamente corretto dovrebbe farci paura

Vittorio Feltri, campione del politicamente scorretto, oggi ci delizia con un suo nuovo articolo in cui, con evidente trasporto, ci tiene a farci conoscere la sua posizione sui fatti di Macerata, alla luce degli esiti delle indagini così come a ieri sera. Tralasciamo la seconda parte dello screenshot, il riferimento alla vendita del cuore della vittima, Pamela, dato che per ora in realtà le fonti, tutti quotidiani di orientamento conservatore, partendo da un'intervista al criminologo Meluzzi hanno ipotizzato pratiche woodoo con i resti della ragazza. Si tratta quindi, in attesa di chiarimenti, di un'affermazione senza riscontro, per il pubblico, tra le presunte fonti. Lasciando perdere quindi questa parte, certamente inquietante, altrettanto inquietante e per diversi motivi è la parte evidenziata. Cosa fa infatti qui Feltri?  La vittima del delitto viene qui definita come un'oca (animale) e i suoi carnefici subumani (parola che ha una lunga tradizione atta a giustificare …

APPELLO DI UN LESSICOGRAFO BUONISTA

APPELLO DI UN LESSICOGRAFO BUONISTA.
PER FAVORE, DATO CHE NON SOPPORTO PIU' L'USO INVETERATO DEI TERMINI 'BUONISMO' E 'BUONISTA', VORREI CONTRAPPORRE ALLE DUE VOCI IN QUESTIONE DUE DEFINIZIONI LESSICOGRAFICHE CHE SPERO VI PIACCIANO. PER FAVORE, POTRESTE CONDIVIDERE E USARLE A PIU' NON POSSO? MAGARI SI FA IL BOTTO COME CON 'PETALOSO'. Giuseppe Antonelli, Cristina Faloci, Paolo Di Paolo, Errico Buonanno, VOI CHE BAZZICATE I MEDIA, POTRESTE DARE UNA MANO? GRAZIE. (VA BENE ANCHE IL COPIA E INCOLLA).

cattivista s. m. e f. (plur. m. -i, f. -e) chi pratica il cattivismo
cattivismo s. m. (plur. -i) ostentazione di cattivi sentimenti, di intolleranza e di malevolenza portate al massimo grado verso altri esseri umani diversi per etnìa, nazionalità, fede religiosa, identità sessuale, bassa o bassissima condizione socioeconomica, praticata in particolare da uomini politici (o anche da giornalisti che ne condividono le posizioni) al solo fine di ottenere una manci…

Q di Luther Blisset

Quando nel 1999 Luther Blisset, poi membro del collettivo Wu Ming, pubblica il romanzo Q, si tratta della prima opera narrativa del membro di un gruppo di provocatori culturali. Così fu interpretato il libro, ma si trattava in realtà anche di altro, ovvero il primo tentativo di riportare in vita un genere dato per morente, il romanzo storico, primo passo verso la nuova epica su cui si concentrerà la produzione del collettivo negli anni successivi, un'epica fondata sul dato storico e su personaggi provenienti dalle classi sociali più disagiate o sconfitte, ma non per questo incapaci di un agire fiero, razionale, coerente, coraggioso.
Nello specifico Q racconta le vicissitudini quasi trentennali di un tedesco dai molti nomi, l'ultimo sarà Gert dal pozzo, studioso di teologia, riformatore, avverso alla chiesa cattolica come a Lutero, e della spia papale Q, agente segreto del Sacro Uffizio guidato dal cardinal Carafa, inviato in Germania prima e poi a Venezia per combattere l'…

Il ragionamento economico ai tempi del principato di Domiziano

Uno degli errori di prospettiva in cui imbatte spesso chi insegna, così come chi si interessa più in generale alla storia antica, è quello di applicare teorie e visioni moderne a civiltà che, per motivi storici, non potevano non solo conoscere, ma neanche concepire quelle teorie. Questo tipo di errore, per esempio, lo facciamo quando pensiamo di applicare le visioni economiche contemporanee alle società tradizionali (e viceversa). 
Allo studio delle fonti risulta infatti abbastanza evidente come nell'antichità esista una concezione molto vaga, comunque diversa dalla nostra, della teoria politica: i bilanci dello stato non erano conteggiati in maniera precisa e la stessa azione economica degli stati rispondeva più a interessi di carattere politico o morale che a ragionamenti di carattere economico.

Se guardiamo all’analisi dell’operato di un imperatore come Domiziano (Geraci G., 2017)⁠ possiamo osservare come numerosi provvedimenti di carattere economico possano indurre a frainte…