Il potere performante delle parole: "operazione speciale" o "guerra", "adesione" o "espansione" e simili
Una delle cose più interessanti del dibattito attuale sul conflitto ucraino è la riflessione possibile sull'uso delle parole nella propaganda. Da un lato e dall'altro dello schieramento mediatico si combatte una guerra di parole che ben definisce una caratteristica saliente della lingua: le parole non sempliemente leggono la realtà che ci circonda, ma ne formano la nostra percezione; le parole sono, in questo senso, performanti, ovvero formano l'idea stessa che abbiamo della realtà e degli eventi che accadono attorno a noi. Esempi concreti di questo valore della parola sono l'uso discorde di alcuni termini, a seconda della parte che li adoperi. Così ad esempio sin dall'inizio del conflitto discutiamo sulla definizione: guerra o operazione speciale? Adoperando uno strumento come Visual Thesaurus ci accorgiamo di come la scelta non sia casuale: scegliere di adoperare il termine guerra conduce, attraverso i campi semantici afferenti, a concetti indiscutibilmente più ...