Disinformazione su disinformazione, perché i precari della scuola a volte dicono castronerie
Va bene tutto, ma negare l'evidenza diventa paradossale. È quanto avviene quando si leggono certe cose che stanno circolando nell'ambiente scolastico riguardo all'annunciato concorso e alla recente intervista del ministro Profumo sulla Repubblica. Pur avendo simpatia per alcune ragioni dei precari storici della scuola pubblica e per la loro battaglia per il passaggio in ruolo dopo tre anni di precariato continuativo, non si possono sostenere certe tesi. In primo luogo la necessità di concorsi nella scuola pubblica è evidente, dato il semplicissimo e manifesto fatto che nelle graduatorie manca un criterio di vera meritocrazia. Le graduatorie premiano l'esperienza pregressa e quasi sempre sistemi più o meno leciti per creare punteggio. In secondo luogo è la stessa normativa vigente a prevedere i concorsi come canale di immissione parallelo alle graduatorie e de hanno sbagliato i ministri precedenti a ignorare colpevolmente questo fatto per ingraziare questo o quel partit...