Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta pdl

Uno a zero, ma attenzione al contropiede.

Immagine
  Dopo il voto di fiducia in Parlamento e la spaccatura di fatto del PDL, va riconosciuto a Letta di essere riuscito in qualcosa in cui il PD da anni fallisce, vincere. Letta ha vinto una battaglia parlamentare contro chi lo voleva fare cadere, certo, giocando d'attacco sul fronte nemico, lusingandone l'area governativa, inducendola a creare un filone sempre più vicino a CL (e solo il destino conosce quanto pagheremo in futuro questa decisione). Ma si tratta della vittoria di una battaglia, non di una guerra. Certo, sembra vero che da oggi Berlusconi conti molto meno in Parlamento, ma ne siamo sicuri? La scelta apparentemente ridicola del fare retromarcia e votare la fiducia ha in realtà una sua logica: mette in difficoltà gli scissionisti mostrando un lato ragionevole del leader e lo fa ancora salire sul carro del vincitore, ben consapevole di come la memoria degli Italiani abbia breve corso. Quando ci sarà da vantare il governo Letta, anche Belusconi lo potrà fare, ment...

Allora il metodo Boffo esiste

Immagine
Quindi il metodo Boffo esiste, il metodo con cui i giornali di Berlusconi massacrarono il direttore dell'Avvenire e poi l'ex alleato Gianfranco Fini; con cui tentarono di ricattare l'allora presidente di Confindustria Marcegaglia; a dircelo non è un subdolo comunista o un detestabile no global, bensì i neo ex ministri pidiellini del governo Letta che, a fronte dell'editoriale di oggi del direttore de Il Giornale Stefano Sallusti, comunicano che non si lasceranno intimidire e che non permetteranno che su di loro ci si scagli con il sopra citato metodo. Quindi il metodo Boffo esiste, e a dircelo sono gli stessi esponenti della destra che se ne sono avvantaggiati per anni. È una bella scoperta, ma come detto ieri, anche questa uscita ha un che di satirico. Ancora una volta la fronda interna del PDL richiama alla mente Gianfranco Fini e la sua uscita dal partito di Silvio Berlusconi. E non ci si può non chiedere quanto tempo si è perso.     Postato con Blogsy

Dimissioni dei berluscones, parliamo del nulla

Immagine
Come spiegato bene oggi su Polisblog, la minaccia dei berluscones di dimissioni di massa dal Parlamento non può non essere una bufala. Innanzitutto perché le dimissioni di massa non esistono e andrebbero discusse ad una ad una in Parlamento, ma sicuramente i presidenti di Camera e Senato darebbero la precedenza a temi ben più importanti; inoltre andrebbe in Parlamento una sfilza di non eletti non così strettamente legati al PDL e forti di un succulento stipendio. Insomma Berlusconi diverrebbe schiavo della legge elettorale che tanto difende. Ma il punto vero è un altro. Siamo schiavi di un partito che minaccia di uscire fuori dalla democrazia, non per un eccesso di dignità, ma per la sua totale mancanza. Viene paventato un Aventino a difesa di un pluricondannato, di un uomo dalle chiare collusioni con la mafia, e soprattutto, se quanto detto non bastasse, l'uomo che ha chiaramente governato in maniera indegna il paese per la gran parte degli ultimi vent'anni. Un uomo che d...

Ci vogliono dieci milioni di voti, Galan, Berlusconi e l'impunità

Immagine
Stando al pidiellino Galan un uomo che ha preso per anni dieci milioni di voti starebbe per essere fatto fuori, politicamente, dalla magistratura. Perché, sempre secondo Galan, se un uomo, dopo un processo durato anni, vede sopraggiungere l'ultimo grado di giudizio, evidentemente subisce ingiustizia. Ora, se qualcuno nota delle contraddizioni in questi ragionamenti, allora vede bene. Partiamo dal presupposto: se un processo giunge a compimento, allora di certo non sarà il suo compiersi l'ingiustizia. Pensare che sia più giusto giungere ad un nulla di fatto, ad una prescrizione, anziché giungere ad una sentenza, indica un volersi prendere gioco della giustizia, delle leggi. Giungiamo poi alla conseguenza del ragionamenti di Galan e della gran parte dei sodali del suo partito: se un uomo come Berlusconi viene votato dagli Italiani, allora dovrà vivere la sua vita politica senza che essa subisca alcuna delle conseguenze prevedibili per chi commette un reato, perché questo vor...

La gestione dinamica della finanza

Cicchitto rimprovera Saccomani dicendogli, lui politico ad un economista, che si deve abituare ad una gestione dinamica della finanza. Buono a sapersi: il pdl ha trovato un eufemismo, una maniera gentile per definire il togliere tasse a cazzo di cane prima delle elezioni e rimandare i rimedi per i danni creati al governo che verrà.

Lo stato di chi ripudia diritti e doveri

Immagine
Il governo PD PDL ormai esiste, è cosa fatta, con tutto quello che ne consegue. E già arrivano le prime tirate, le prime proposte discutibili imposte come ricatti. Già il PDL parla di abolizione dell'IMU e dell'ingiustizia della tassa sulla casa. Intanto la società si spacca sul ministro di origine congolese Kyenge e guarda allibito al matrimonio e all'adozione per le coppie gay in Francia. Vedete, questo è uno stato che non lavora per l'inclusione e la parità dei diritti. Gli Italiani non sono abituati ad essere trattati da pari. Sono forti con i deboli e deboli con i forti. Sono sopravvissuti così dall'epoca dei Greci e dei Cartaginesi, non sanno fare altro. Così vediamo la proposta dell'abolizione della tassa sulla proprietà della casa. C'è da dire che abolendo una norma simile, l'Italia torna di fatto ad una condizione medievale, pre rivoluzione francese. È infatti con l'Illuminismo e la Rivoluzione che si inizia a pensare che la tassazione n...