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Visualizzazione dei post con l'etichetta Alessandro Baricco

City, Alessandro Baricco

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 City, di Alessandro Baricco, uscito nel 1999 è forse uno dei più importanti romanzi pubblicati dall'autore nella prima fase della sua carriera. L'opera racconta diverse storie che procedono in parallelo tra di loro. La prima storia è quella di Gould, piccolo genio, bambino che frequenta l'università, destinato secondo i professori al nobel ma prigioniero di un'infanzia mai vissuta, dell'assenza della famiglia, il padre generale e la madre ricoverata in una casa di cura per malattie psichiatriche; Gould si circonda di amici immaginari e si chiude in bagno per immaginare nella sua mente l'ascesa e la caduta di un genio della boxe, Larry Gorman. Con Gould finirà per vivere Shatsy, donna enigmatica e fatale, anche lei misteriosa e concentrata sul suo mondo in cui sta scrivendo un western incentrato sulle vicende delle sorelle e dei fratelli Dolphin e della cittadina nata attorno alle loro azioni. Gould finirà per scappare dal suo destino senza lasciare tracce, ment...

The game, Alessandro Baricco

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The game di Alessandro Baricco è un libro interessantissimo; non tanto e non solo per la precisione dell'analisi, che anzi talvolta è deficitaria, quanto per l'acume di alcune intuizioni. Nella sua disamina sulla rivoluzione digitale, Baricco nota con genio felice che questo fenomeno nasce come reazione alla cultura novecentesca (ma manca qualsiasi riferimento al fenomeno più ampio che è stato il postmodernismo): in particolare l'autore osserva come all'immobilismo della tradizione, la rivoluzione digitale contrapponga la mobilità del gioco, nell'apprendimento, nelle dinamiche combinatorie e destrutturate della società, dell'organizzazione del lavoro, della politica e dell'informazione (mancando, come già detto, il confronto con la destrutturazione del sapere nell'arte postmoderna). Baricco osserva poi che la rivoluzione digitale si sviluppa con l'introduzione di nuove tecnologie che inconsapevolmente rispondono all'esigenza di superare la cultur...

Alessandro Baricco, Castelli di rabbia

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Quando, agli esordi degli anni '90 del Ventesimo secolo, usciva Castelli di rabbia di Alessandro Baricco, il libro poteva realmente apparire come una novità nel panorama letterario dell'epoca. Gli anni '80 infatti erano stati, per la narrativa italiana, un'epoca di conformismo e massificazione: d'improvviso nel panorama letterario mainstream questo giovane, appena sopra i trent'anni, si proponeva come riformatore (rottamatore?), causando con la sua opera prima una serie di fraintendimenti che, forse, falseranno la sua opera successiva. Baricco, infatti, nel suo Castelli di rabbia appare come un ardito sperimentatore (e la sua storia letteraria invece lo mostrerà poi un solerte colezionista di idee altrui), sia dal punto di vista tematico, che sui piani della struttura e della lingua. Come nella migliore tradizione postmoderna, ciò che prevale in Castelli di rabbia è l'aspetto ludico: Baricco gioca; il problema sta nel fatto che gioca da solo. La vicenda ra...

Mr. Gwyn, Alessandro Baricco

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Mr. Gwyn è uno scrittore, uno bravo; ecco, questo scrittore ad un certo punto non ha più nulla da dire, così, con ma trovata ad effetto, pubblica sul Guardian un elenco delle cose che non ha più intenzione di fare. Tra queste, appunto, c'è lo scrivere. Queste le premesse di questo romanzo, e della ricerca di Mr. Gwyn di un nuovo senso per il suo vivere artistico e per il suo bisogno di adoperare la parola come uno strumento, come un pennello. Un romanzo autobiografico, almeno in apparenza, e metanarrativo, almeno in apparenza, in cui Baricco sembra parlare di sé, della sua conclamata crisi autoriale e di un bisogno di reinventarsi. Peccato che il tutto sia condito dalla inossidabile presunzione di Baricco, sempre più abituato a considerarsi vate dei nostri tempi. Il romanzo che ne esce fuori è inutilmente verboso, condito di riflessioni banali e sviluppate a malapena, narrativamente debole; la prima metà del romanzo si trascina stancamente senza alcun perché, con un espediente...

Tre volte all'alba, Alessandro Baricco

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Quando si parla di Baricco non si può mai davvero giungere ad una definizione univoca, stabilire se i suoi libri siano più frutto di ingegno o di arte. Come nel caso di Tre volte all'alba, tre racconti lunghi accomunati dal contesto temporale in cui si vanno a svolgere, l'alba a punto. Personaggi diversi, ma motivo comune è sempre il rapporto uomo donna, che al sorgere del sole confrontano le loro vite, i loro successi e le loro sventure, all'interno di storie che occhieggiano il poliziesco e il noir. Fra i tre racconti il primo è, a mio parere, il meno riuscito, mentre negli altri due Baricco riesce a trasmettere qualcosa al lettore, la sensazione di un barlume oltre le parole, quel giocattolo con cui troppo spesso si sollazza. Una buona lettura in fondo. Di certo non il capolavoro che alcuni critici e non hanno acclamato (certo che se teniamo come termine di paragone D'Avenia...) Postato con Blogsy

Alessandro Baricco, Omero, Achille e Priamo

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Alessandro Baricco è uno di quegli autori con cui per forza di cose ti scontri, con cui non puoi avere un rapporto sereno. Anche nelle sue idee geniali, è sempre controverso. Pubblico qui la sua versione di un passo famoso dell'Iliade, l'incontro tra Achille e Priamo per il cadavere di Ettore. Omero Achille e Priamo Baricco pdf Powered by ebookbrowse.com

Questa storia, Alessandro Baricco

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Questa storia, di Alessandro Baricco, è un gran libro. Davvero. Una storia corale, avvincente, in cui lo stile dell'autore sa realmente ritagliarsi il suo spazio pur nell'infinito variare attraverso il gioco di specchi dei personaggi. Tutti coinvolti nella stessa vicenda, la storia di Ultimo Parri e della sua "ombra d'oro"; sullo sfondo sta la realizzazione di un sogno, quel sogno che Ultimo si porta con sé dall'infanzia, realizzare il circuito che nelle sue curve avrebbe compreso tutte le curve del mondo, tutte le esperienze della sua vita, tutto racchiuso nella pista che avrebbe segnato il suo agire. Ma il romanzo vive di tutti gli altri personaggi, tanto che Ultimo rimane quasi emblema metafisico davanti alla carnalità di Elizaveta o del fratello, lì dove la capacità creativa della lingua di Baricco si supera realmente. Un testo assolutamente consigliato, da leggere, di quei libri che ti ricordano che c'è realmente una grande differenza fra mer...