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Visualizzazione dei post con l'etichetta istruzione

Considerazioni attuali su A che serve Hegel in quinta: la nuova maturità è il trionfo dell’utilitarismo, di Christian Raimo

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C'è poco da aggiungere rispetto a quanto scritto da Raimo su Domani nel suo articolo A che serve Hegel in quinta: la nuova maturità è il trionfo dell’utilitarismo . L'esame, così come immaginato dal ministero Valditara , riporta indietro la scuola di 50 anni. Questi cambiamenti non valuteranno l'acquisizione di competenze, alimenteranno l'idea di un sapere settoriale, spingeranno gli studenti e i docenti a una forma di didattica performativa che, gioco forza, a un certo punto lascerà da parte le discipline non coinvolte nelle prove scritte e nell'orale; in ultimo, la scelta di punire gli studenti che faranno scena muta all'orale con la bocciatura ha l'unica funzione di sanzionare ogni possibile forma di dissenso rispetto alle politiche ministeriali, tra l'altro mettendo i docenti in una condizione paradossale: dato che la norma prevede la bocciatura per chi "sceglie" il silenzio all'orale, come faranno i docenti a discriminare tra chi no...

Due tracce della diffusione della scrittura con o tramite LLM

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Volete una traccia reale dell'impatto degli LLM sulla scrittura degli italiani? Fateci caso, sempre più persone adoperano la lettera maiuscola subito dopo i due punti (:) a prescindere dal fatto che quello che stanno scrivendo sia un discorso diretto tra virgolette o se la parola con cui inizia la frase sia un nome proprio. Un altro esempio? Sempre più persone scrivono i titoli dei loro testi (ma anche i sottotitoli e i titoli dei loro paragrafi) adoperando la maiuscola per la prima lettera di ogni parola. Noto questi errori di ortografia tra i miei alunni, ma sarebbe interessante osservare e confrontare la frequenza tra gli adulti. In generale in un primo momento questi dettagli erano dei chiari pattern di uso dell'IA per farle scrivere un testo per intero; ora spesso sono: a) tracce del fatto che un testo è stato elaborato con la collaborazione dell'IA; b) che le convenzioni ortografiche provenienti dall'inglese e fatte proprie dall'IA vengono accettate come corre...

Una postilla ad un articolo de L'Espresso

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Il 28 febbraio L'Espresso pubblica un articolo, ben scritto e ben informato, titolato  Che disastro una società che si accontenta di appunti e dispense. Perché trova i libri troppo faticosi ; la tesi dell'articolo è tutto sommato ben condensata nel titolo: lo sviluppo argomenta come oggi 4 studenti universitari su 10 arrivino alla laurea senza aprire un manuale universitario, fondando il proprio apprendimento su altri medium, quali appunti e slide. L'articolo, attraverso vari interventi, preconizza una parcellizzazione e un impoverimento del sapere, in favore di un apprendimento più rapido, confortante, ma in fin dei conti non strutturato. L'articolo si chiude con un appello ad abbracciare la complessità del sapere e a valorizzarla. Alle giuste considerazioni esposte, mi permetto di aggiungere una postilla, che non mi pare ben approfondita: tutto quello che è argomentato nel pezzo pubblicato da L'Espresso è vero, ma è anche vero che oggi noi chiediamo agli studenti ...

Lettera ad una professoressa, Lorenzo Milani

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Lettera ad una professoressa (1967) di don Lorenzo Milani è un'opera di saggistica che colpisce gli insegnanti che la leggano, oggi come ieri. Colpisce dell'opera la lucida analisi che mette in relazione la dispersione scolastica e condizioni sociali di partenza degli studenti - aspetto tutt'oggi trascurato da molti critici del sistema scolastico  -, evidenziando come gli stessi risultati scolastici dipendano spesso dalle condizioni di nascita e dai risultati attesi dagli insegnanti: se oggi anche in Italia si parla largamente di distorsioni della valutazione, di effetto alone, di iperstereotipia e di effetto Pigmalione è anche per l'impatto che l'opera di Milani ha avuto. Ne viene fuori un mondo degli insegnanti che nel nostro paese, ieri, più che ambire a modificare la realtà che lo circondava, ne dava notarilmente conferma: il poverò è ignorante perché il povero è ignorante e non può essere altrimenti. Gianni è milioni La scuola ha un problema solo. I ragazzi che...

Un po' di cose su educazione e formazione dette in questa campagna elettorale

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Durante questa orrenda campagna elettorale diverse cose sono state dette e scritte su educazione e istruzione. Ho preso un po' di appunti, per commentare e vedere cosa ci sia di sensato  nei programmi e o nei proclami dei diversi partiti. Cominciamo da Letta: al meeting di Rimini, e non solo lì, il leader del PD ha proclamato la necessità di far iniziare l'obbligo scolastico a tre anni, ovvero dall'asilo. Al meeting di Comunione e liberazione sono partiti i fischi, ugualmente la proposta è stata criticata dal mondo cattolico (proposta sovietica, queste le parole usate da Carfagna di Azione). Sempre Carfagna fa notare la carenza di asili nido al meridione: peccato che la proposta del PD non riguardi i nidi, la scuola materna, ma proprio la scuola dell'infanzia, gli asili, quella che precede la scuola primaria, le elementari. Già oggi circa l'89% dei bambini frequenta la scuola dell'infanzia, si tratterebbe di portare questo dato al 100% con spese totalmente a car...

Una riflessione su "La notte della scuola" di Roberto Maragliano

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Leggendo l'articolo La notte della scuola , pubblicato su Doppiozero, mi  sono venute in mente alcune riflessioni, frutto anche della condivisione e della discussione con alcuni colleghi. Mi sembra che Maragliano parta da alcuni punti fondamentali: la scuola post covid e immersa nella guerra è costretta a prendere atto di alcune considerazioni che, a dire la verità, appartengono alla riflessione filosofica e culturale già da almeno un cinquantennio. È  da notare che questa consapevolezza, parallelamente, secondo Maragliano dovrebbe sempre di più appartenere anche all'opinione pubblica. Maragliano cita ad uopo le considerazioni di Esposito su EditorialeDomani : il filosofo sostiene che, con lo scoppio della guerra, siamo entrati in una nuova fase per l'Occidente (e del resto è stato facile per tutti osservare in questi mesi come le previsioni di Fukuyama sulla cosiddetta fine della storia siano miseramente cadute); facendo la parafrasi di quanto sostenuto da Esposito, ed agg...