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Perché non è corretto addossare alle vittime la responsabilità degli stupri

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 Riflettendo su alcuni recenti casi di cronaca, e su come i media ne stanno discutendo ( Giambruno è la controfigura di polemisti come Shapiro ) ho deciso di provare a condurre un ragionamento che spieghi il fenomeno della vittimizzazione secondaria . Sostanzialmente in questi giorni da più parti si è sentito dire che chi rischia di essere vittima di un reato legato alla violenza di genere, parliamo soprattutto degli stupri, dovrebbe adottare comportamenti responsabili: il non detto (neanche troppo taciuto) sarebbe che chi subisce reati legati alla violenza di genere è stato con i suoi comportamente parzialmente responsabile di quanto accaduto, perché, adottando comportamenti non responsabili la vittima si è messa in pericolo.  Possiamo osservare qui un primo problema, al contempo terminologico e concettuale: secondo questo ragionamento rischio e pericolo sono la stessa cosa. Si fa evidentemente confusione: il pericolo è per definizione totalmente indipendente dalle azion...

L'evoluzione della rete: democrazia o populismo?

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 L'evoluzione di internet è stata senza dubbio uno dei fenomeni più rivoluzionari del nostro tempo. Da una rete di computer nata con lo scopo di condividere informazioni e di rendere il mondo sempre più connesso, internet si è trasformato in un mezzo di comunicazione e di espressione personale senza precedenti. All'inizio, internet era considerato soprattutto come un enorme archivio di informazioni, un luogo dove si poteva trovare qualsiasi cosa, dalle notizie di attualità ai manuali per la riparazione di elettrodomestici. Questo ha portato ad una democratizzazione dell'accesso alle informazioni, che ha permesso a chiunque di apprendere e di crescere culturalmente in modo autonomo. Ma con l'avvento dei social network, internet ha subito un cambiamento radicale. Oggi, i social network come Facebook, Twitter, Instagram e TikTok sono diventati uno strumento per l'espressione personale e per la condivisione di opinioni e idee. Ciò che prima era riservato ad un ristretto...

Dovevamo uscirne migliori, ne verremo fuori reazionari

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Foto: http://www.felicitapubblica.it/2020/09/14/ne-usciremo-migliori-dicevano/ Premssa, d'obbligo: questo post si fonda su percezioni, non su dati. Non ho dati sull'argomento; ho letto, sì,  qualche intervento di psicanalisti e psicologi, ma non ho nulla che confermi in maniera scientfica quanto affermerò nei prossimi paragrafi. Wittgenstein sosteneva fosse meglio non dire ciò di cui non si poteva parlare, ed è sicuramente vero; tuttavia mi permetto di esprimere qui un dubbio, che magari potrebbe alimentare future ricerche di persone ben più titolate di me. Nelle discussioni in classe, una cosa che mi pare emergere fra gli adolescenti e non solo, è il malessere. Non il malessere di cui tanto si sta parlando, la crisi degli adolescenti dovuta alla distanza e alla mancanza di relazioni sociali (malessere che non ho intenzione qui di sminuire, affatto). Mi  riferisco qui ad altro. Il malessere che sto osservando  è una sorta di fastidio strisciante. Fastidio verso cosa?...

Marco Travaglio, il nemico e la fuffa

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Di Niccolò Caranti - Own work (also on Flickr), CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10211899 Partiamo dall'ultimo fatto, ovvero  la probabile archiviazione dell'inchiesta sulle ONG da parte della procura di Catania. Come detto proprio da Il fatto quotidiano, l'inchiesta spartiacque tra il popolo della sinistra "radical-chic" e Marco Travaglio troverà un largamente anticipato esito che non potrà che essere un nulla di fatto. Eppure, a leggere l'articolo, Travaglio e i suoi non ce la fanno proprio a dire che hanno preso una, l'ennesima, cantonata. Infatti vengono citati fonti e strumenti di tipo militare di cui, in realtà, poi non viene dato reale riscontro, e così, quello che si sapeva già, ovvero che non ci sono prove per la correlazione tra ONG e scafisti, viene da Il fatto comunque sottoposto ad un sospetto immotivato. Non si tratta, tra l'altro, neanche della prima archiviazione: mesi fa la procura antimafia di Palermo ...

Come costruire e diffondere bufale: il caso di Italiani VERI e TG News-24

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Bazzicando sui social capita di tanto in tanto di beccare il post o il commento di qualche conoscente o collega che cattura la tua attenzione. A me capita particolarmente quando le news, condivise o commentate, non mi convincono, e così, dall'alto della mia nerditudine, finisco spesso per andare a cercare le fonti. Onestamente, spesso capita che l'accertamento delle fonti porti a dover riconoscere la bontà della notizia, tuttavia non è sempre così. Se poi mi capita di osservare come un gruppo Facebook o su Google+ non faccia altro che condividere e spammare i contenuti di un solo sito, l'associazione fake news/gruppo di propaganda politica diventa abbastanza evidente, soprattutto se le notizie sono di carattere scandalistico o si fondano sulla volontà di credere ad ogni cosa confermi i nostri pregiudizi. Tanto per non fare nomi, facciamoli. Per esempio quello del gruppo Facebook Italiani VERI Il gruppo condivide post e commenti di presunti patrioti contro il rischio ...

Discutiamo razionalmente di ius soli?

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Come si sa, quello dello ius soli è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Non di meno, discutere online di questo argomento è particolarmente complicato, soprattutto perché il tema suscita reazioni isteriche e da tifoseria. Per condurre una discussione razionale sul tema ho quindi deciso di adoperare un portale gratuito, Kialo, che consente di moderare gli interventi e di strutturarli in maniera razionale, secondo lo schema di una mappa concettuale, con una componente valutativa data dal giudizio di pertinenza ad ogni intervento dato dai partecipanti e dai lettori del dibattito. Chiunque volesse quindi seguire o partecipare al dibattito, troverà qui il link

Ma di che scuola stiamo parlando?

Certe giornate in classe sono giornate no: capita, perché tu docente non sei in forma, quel giorno proprio non riesci a coinvolgere, perché l'argomento da spiegare è ineluttabilmente palloso, o semplicemente perché quel giorno, nell'ora successiva, c'è la verifica della materia più difficile della tua e la concentrazione degli studenti sta tutta lì; capita anche, e non è poi così infrequente, che semplicemente gli studenti non abbiano la benché minima voglia di ascoltarti. Insomma, c'è una vulgata sulla scuola, quella di libri come Bianca come il latte rossa come il sangue o di film come L'attimo fuggente, secondo cui, in un processo deterministico, al buon docente corrisponde, sempre, la motivazione degli studenti e il successo formativo. Ecco, diciamolo una volta per tutte, questa è una gran cazzata. Diciamoci che, per vie non del tutto spiegabili, pur con cattivi docenti si può realizzare il successo formativo, così come, malgrado degli ottimi docenti, si può inc...

Ci sono due coccodrilli ed un orangotango... sulla satira e i suoi fraintendimenti

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Fra le tante questioni apertesi in Europa con gli attentati di Parigi, una che sta sottilmente attraversando l'opinione pubblica e gli scritti degli intellettuali o presunti tali è la questione sulla legittimità e i limiti della satira. Lo dico subito. Non mi sento e non mi riconosco nella definizione secondo cui tutti siamo Charlie Hebdo. E mi spiego, ma almeno abbiamo tagliato la testa al toro. La libertà di stampa e di opinione, compresa la libertà di satira, come sappiamo, è una delle grandi conquiste della cultura occidentale, conquista nel calderone delle libertà individuali inviolabili. Quelle libertà e quella difesa dell'individuo che, ci hanno insegnato i totalitarismi tutti occidentali del Novecento, sono l'unica difesa contro l'imposizione di uno stato etico. Ma come lo stesso Novecento ci ha insegnato, il limite delle libertà individuali si pone nelle libertà altrui e nel principio di responsabilità individuale. Prima di essere accusato di qualsiasi a...