Valutazione, stereotipi e cattiva coscienza
Ci sono due errori valutativi che osservo spesso. Il primo è il fatto che quando dovremmo fare valutazione formativa, cioè durante l'anno, non la facciamo e continuiamo a stampare voti uno dietro l'altro; poi però quando invece dovremmo tirare le fila della situazione, alla fine dell'anno, definendo se gli obiettivi di apprendimento sono stati raggiunti, in che grado e come, improvvisamente, agli scrutini, guardiamo o fingiamo di guardare l'aspetto formativo; allora la paura dei ricorsi, la volontà di non mettere in discussione il proprio metodo di insegnamenti, ci paralizza e ci diciamo che "chissà però forse più in là c'è la farà". Magicamente voti negativi elargiti per tutto l'anno (spesso mai accompagnati da feedback costruttivi) divengono miracolosamente valutazioni sufficienti, anche in questo caso, più per giustificare noi stessi che per fornire poi un riscontro costruttivo al discente. Il risultato è un messaggio contraddittorio che, anziché fa...