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Aaron Sorkin e il difficile amore del pubblico italiano

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Aaron Sorkin è uno dei più celebrati sceneggiatori e registi americani contemporanei. La sua penna brillante ha firmato capolavori come The West Wing , The Social Network e The Newsroom , opere in cui il ritmo serrato dei dialoghi e la complessità delle tematiche politiche si fondono in narrazioni intellettualmente stimolanti. Eppure, in Italia, la sua fortuna è rimasta confinata a una nicchia di appassionati. Perché le opere di Sorkin faticano a conquistare il grande pubblico italiano? La risposta si articola su più livelli: culturale, stilistico e distributivo. Un successo limitato dalla programmazione La programmazione televisiva italiana ha sempre trattato Sorkin come un autore per intenditori. Un esempio significativo è The Newsroom , trasmesso su Rai Tre in seconda serata. Una collocazione che, pur riconoscendo il valore della serie, l'ha destinata a una platea ristretta. Allo stesso modo, Il processo ai Chicago 7 , distribuito su Netflix e in poche sale cine...

Addio a Matthew Perry

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Come tanti, ho conosciuto Matthew Perry come Chandler Bing in Friends. Poi, da adulto, l'ho scoperto attore drammatico in West Wing, ad impersonare un avvocato e a costruire una strana e magica alchimia con un altro grande attore, Bradley Whitford. Il duo tornerà assieme in Studio 60, dove Perry impersona il ruolo di un autore comico dipendente dall'alcool. Un ruolo, evidentemente, tagliato su misura per lui da un altro grande, Aaron Sorkin. Ruolo che Perry ha amato, e forse una delle sue più grandi frustrazioni è stata la chiusura anzi tempo di quella serie, la possibilità per lui di diventare qualcosa di diverso da Chandler Bing, qualcuno in cui essere se stesso ed aprirsi al pubblico. Ma il pubblico, quella stupenda serie, non la seguì, malgrado un'ottima sceneggiatura e due grandi attori.

Aaron Sorkin, scrivere, parlare, agire, parlare di scrivere, scrivere di parlare, parlare per agire

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 "Nella mia famiglia se dici con una parola una cosa che potresti dire con dieci parole, vuol dire che non ti stai impegnando" Aaron Sorkin è uno dei più grandi autori e sceneggiatori americani della sua generazione, noto per le sue opere teatrali e televisive. Sorkin ha creato alcune delle serie televisive più famose e amate degli ultimi decenni, come "The West Wing", "The Newsroom" e "Sports Night". È anche un acclamato autore teatrale, con opere come "A Few Good Men" e "The Farnsworth Invention". La poetica di Aaron Sorkin è caratterizzata da una scrittura acuta, rapida e complessa, con dialoghi serrati e intensi. Sorkin è noto per la sua capacità di creare personaggi memorabili, che si muovono in ambientazioni che esplorano i temi politici, sociali e culturali del nostro tempo. Le sue opere spesso offrono una visione idealizzata del mondo, in cui i personaggi lavorano insieme per risolvere problemi e superare ostacoli inso...

The West Wing, Aaron Sorkin

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Fra i pregi della piattaforna on demand Prime Video c'è quello di proporre al grande pubblico italiano serie tv che inspiegabilmente sono passate in sordina tra i nostri canali televisivi. Una di queste è la stupenda serie diretta da Aaron Sorkin The West Wing. Occorre subito precisare che in realtà Sorkin ha diretto e sceneggiato la serie fino alla quarta stagione, e che quindi le ultime tre stagioni sono passate sotto la direzione di ben altre mani. Si tratta di una serie corale: protagonista è lo staff del presidente degli Stati Uniti Josiah Bartlet, ovviamente inventato, del partito democratico. Il presidente, premio nobel per l'economia e laureato anche in teologia,  guida il paese con un largo consenso, pur avendo il congresso contro perché a maggioranza repubblicana. Tra lo staff del presidente emergono le figure di Josh Lyman, Leo McGarry, Toby Ziegler, C.J. Cregg, Sam Seaborn, ciascuno portatore di una certa visione dell'America, pur essendo t...

Il processo ai Chicago 7, Aaron Sorkin

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  Aaron Sorkin Il processo ai Chicago 7 è un filmm sceneggiato e diretto da Aaron Sorkin per Netflix.  La storia, vera, racconta del processo avvenuto nel 1969 contro Abbie Hoffman, Jerry Rubin, Tom Hayden, Rennie Davis, David Dellinger, Lee Weiner, John Froines e Bobby Seale, accusati di cospirazione contro gli USA per il loro tentativo di organizzare delle  manifestazioni di protesta contro la guerrra in Vietnam durante la convention del partito democratico del 1968, a Chicago. Il processo-farsa vedrà la condanna di quasi tutti gli imputati, ma verrà ribaltato in appello. Tuttavia già al primo grado di giudizio, grazie all'azione del team legale della difesa e alle azioni e alle parole degli imputati, emergerà quanto il processo sia in realtà un processo politico con lo scopo di silenziare quella parte di opinione pubblica contraria al conflitto, tacciandola di spirito antipatriottico e antidemocratico. La mano di Sorkin si vede tutta, in quella che è forse la sua opera...