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Visualizzazione dei post da Luglio, 2018

La differenza tra legalità e giustizia

Ci mancava il buonismo della Corte Europea per i Diritti dei Rom😮https://t.co/vsm5eghGIB — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 24 luglio 2018 🔴 È in corso lo sgombero del campo Rom Camping River di Roma. Legalità, ordine e rispetto prima di tutto!https://t.co/0lrPhjHTlOpic.twitter.com/9GII9EWwz5 — Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 26 luglio 2018 La Corte europea dei diritti dell'uomo aveva sospeso lo sgombero del Camping River di Roma fino a venerdì, ma il ministro @matteosalvinimi ha deciso che per lui le disposizioni delle Corti non valgono. Evidentemente le leggi hanno urgenza e immediatezza soltanto per i suoi nemici — Sebastiano Cuffari (@sebascuffari) 26 luglio 2018 Questi i fatti: il ministro degli interni Matteo Salvini ordina, in accordo con la sindaca di Roma Raggi, lo sgombero di un campo nomadi. È da notare che nessun piano è stato studiato per il post sgombero, in pratica si compie un atto di forza, adducendo come motivazioni l'ordine pubblico e il rispetto della…

Quasi tre anni fa parlavate di deportazione

Quasi tre anni fa, era la fine dell'agosto 2015, infuriava la polemica sulla riforma della scuola. In particolare una parola andava di moda: deportazione. Era il termine con cui tanti insegnanti, assunti a tempo indeterminato, appellavano il loro infausto destino, l'obbligo di trasferirsi da un capo all'altro della penisola per ottenere la cattedra sperata dopo anni di sacrifici. Quel termine, il cui uso era incoraggiato da tanti sindacalisti che oggi si sono convertiti al nazionalpopulismo gialloverde, e dagli stessi partiti oggi al governo, venne ampiamente criticato da politici della maggioranza, nonché da figure di spicco della comunicazione e dei media, come per esempio il direttore del TG de La7, Enrico Mentana. All'epoca io e Giulio Iraci scrivemmo questo articolo per l'associazione di cui facevamo parte, Gessetti Rotti:
Gentile direttore Enrico Mentana,

in una celebre scena di “Palombella rossa”, Mariella Valentini, nel ruolo di una giornalista, intervista…

Un post politicamente scorretto

Se si pensasse davvero sia giusto abolire “tutti i privilegi”, varrebbe anche per il privilegio di essere italiani. A dimostrazione che gli slogan generano contraddizioni e che alcuni privilegi si vuole mantenerli (i propri, di solito). — Luca Sofri (@lucasofri) 18 luglio 2018


Visto che siete fan del politicamente scorretto, vi accontento: paragonare la situazione di un migrante che viene da paesi in guerra o in cui il reddito pro capite annuo spesso equivale a quanto prende un salariato medio in italia in un mese con situazioni, seppur tragiche, vissute dai poveri o dai disoccupati o da coloro che hanno vissuto la disgrazia di una calamità naturale in Italia. è voler non vedere che tra le due situazioni c'è un abisso. Se vogliamo essere seri, dobbiamo dire che in Italia, uno dei paesi più sviluppati al mondo, un paese altamente progredito dal punto di vista industriale, in cui, malgrado tutto, il sistema del welfare funziona dal decentemente al bene, in qualche modo si sopravviv…

La prima volta che mi hanno definito radical chic

La prima persona che mi ha definito radical chic la ricordo bene: una collega, lo stesso mio stipendio, però a quanto pare se io prendo 1400 euro al mese sono borghesia che non ha diritto ad essere solidale, se lei prende lo stesso (con qualche sgravio fiscale di più, in realtà), lei è "popolare" col sacrosanto diritto ad essere incazzata col mondo. Se io devolvo parte del mio stipendio ad Amnesty International o a Save the children lo faccio decidendo di sacrificare un giocattolo per mio figlio o una maglia firmata per me o mia moglie. E non lo dico per avere il plauso, francamente non me ne frega una mazza e scrivere, sui social o un libro, per me è in primis uno sfogo; ma rivendico il diritto ad essre dissidente, ad essere fermamente razionalista in un epoca di nazionalisti; rivendico il diritto di dire che lo studio non è un inutile orpello e che la competenza non è una vergogna; e rivendico il diritto di dire che non c'è vergogna nel non sapere, ma che la peggiore …

Trasformiamo le scuole in centri di ricerca

Come molti avranno notato, da tempo scrivo poco di scuola. Non è che l'argomento non mi interessi più, anzi, ma è che altre questioni, più impellenti, mi costringono a trattare argomenti che eviterei volentieri, se la schizofrenia non stesse colpendo l'opinione pubblica e l'agenda politica del paese, Tant'è.

Un argomento mi sta tuttavia particolarmente a cuore, quello delle sperimentazioni didattiche riguardanti i cosiddetti "nativi digitali". Più in generale poi quello che noto è la scarsa propensione ad una sperimentazione sistematica e scientifica in ambiente scolastico. In parole povere: sebbene ad un livello che appartiene al mondo della ricerca universitaria sia ormai acclarato come il metodo trasmissivo funzioni poco e male, specialmente con gli alunni nati dopo il 1999 (data spartiacque che divide, simbolicamente, nativi digitali ed immigrati digitali), nelle scuole la sperimentazione viene demandata a pochi volenterosi, quasi mai è sistemica, e, in …

Platone, Apologia di Socrate

L'Apologia di Socrate è uno di quegli scritti su cui torno quando vivo un momento di ansia o di crisi. L'esempio del filosofo greco allora mi appare come uno dei massimi apporti alla stessa umanità, uno dei momenti più alti della storia dell'Occidente, sempre che l'Occidente esista.
La storia è nota ai più: Socrate, ormai anziano, dopo il fallimento del governo dei Trenta, tra cui il suo allievo Crizia, e dopo la fine ingloriosa di Alcibiade, anch'egli suo discepolo amato, viene portato in tribunale dai nuovi leader della rinascente democrazia ateniese. L'accusa, sebbene grave, è in realtà una scusa per colpire colui che viene considerato il padre putativo degli oligarchi e del più carismatico leader che Atene abbia conosciuto dopo Pericle. Socrate sarebbe un corruttore di giovani e un ateo.
E Socrate si difende, lo fa certo con le parole di Platone, ma non c'è reale motivo per non credere che il filosofo, magari dicendolo in maniera diversa, abbia usato q…

Beppe Grillo plagia TED e questo è il minore dei problemi

Mi sono andato a leggere il post di Beppe Grillo sulla sostituzione del sistema elettivo con il sorteggio (link: http://www.beppegrillo.it/il-piu-grande-inganno-della-politica-e-farci-credere-che-servano-politici/ ). Per carità, interessante, se non fosse che si tratta di un plagio. Infatti il buon Beppe ha preso un  video pubblicato su Ted il giorno precedente alla  pubblicazione del suo post e l'ha tradotto, spacciando per sue le idee altrui (link: https://youtu.be/cUee1I69nFs). In merito poi alla proposta, non mi dilungo tanto: comparare la democrazia antica fondata sul sorteggio in comunità di non più di 50/60.000 cittadini con democrazie moderne da milioni di abitanti è come voler mettere a paragone balene e scimpanzé perché tanto sempre mammiferi sono; lo puoi fare, ma fino ad un certo punto. Due passaggi mi risultano interessanti: nel primo si sostiene che la volontà di rappresentanti così scelti rappresenterebbe più della somma delle singole volontà, e in questo a chiare l…