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Un po' di cose su educazione e formazione dette in questa campagna elettorale

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Durante questa orrenda campagna elettorale diverse cose sono state dette e scritte su educazione e istruzione. Ho preso un po' di appunti, per commentare e vedere cosa ci sia di sensato  nei programmi e o nei proclami dei diversi partiti. Cominciamo da Letta: al meeting di Rimini, e non solo lì, il leader del PD ha proclamato la necessità di far iniziare l'obbligo scolastico a tre anni, ovvero dall'asilo. Al meeting di Comunione e liberazione sono partiti i fischi, ugualmente la proposta è stata criticata dal mondo cattolico (proposta sovietica, queste le parole usate da Carfagna di Azione). Sempre Carfagna fa notare la carenza di asili nido al meridione: peccato che la proposta del PD non riguardi i nidi, la scuola materna, ma proprio la scuola dell'infanzia, gli asili, quella che precede la scuola primaria, le elementari. Già oggi circa l'89% dei bambini frequenta la scuola dell'infanzia, si tratterebbe di portare questo dato al 100% con spese totalmente a car...

Seinfeld, l'arte di scrivere un finale e il "non si può più dire nulla"

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 Seinfeld è una delle serie tv piiù iconiche degli anni novanta dello scorso secolo, tanto da avere ancora un'accanita schiera di fans. Caratteristica della serie è la comicità, mai banale ma senza la pretesa di essere significativa o morale. La sceneggiatura è in controtendenza rispetto a quanto abituava il pubblico dell'epoca: episodi sostanzialmente autoconclusivi, assenza di una trama orizzontale, citazionismo interno (il continuo ritorno di alcuni stereotipi, di personaggi anche solo citati, di cliché, di dialoghi ed espedienti) ed esterno (citazioni da film, serie e show tv, opere teatrali).  David Foster Wallace cita Seinfeld come uno degli esempi di opera postmoderna che la cultura di fine Novecento deve superare: è chiaro a cosa DFW si riferisce. Seinfeld ironizza su tutto, non si fa problemi di moralità, anzi sbeffeggia la morale condivisa, dal sentire religioso al sentiment politico passando per gli opposti ideali di destra (la passione per le armi o il mai nascosto...

Il nome della rosa, Umberto Eco

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Il nome della rosa di Umberto Eco è uno dei capolavori della letteratura italiana degli ultimi cinquant'anni. Già dalla sua pubblicazione nel 1980 il romanzo ha rappresentato la summa del postmodernismo italiano, rappresentando la via nostrana all'acquisizionne delle idee del movimento culturale. Nel romanzo il protagonista, Adso da Melk, si presenta, all'epoca dei fatti che racconta era un giovane novizio, affidato alle cure del monaco francescano Guglielmo da Baskerville, dotto teologo ed ex inquisitore. I due sono in viaggio verso un'abazia italiana presso cui si terrà un incontro fra i teologi imperiali, fra i quali Guglielmo, e i teologi del papa avignonese. Tema del dibattere è la povertà francescana. In realtà però la permanenza dei protagonisti presso l'abazia viene funestata da una serie di ommicidi e dal mistero della biblioteca labirinto con i suoi inestimabili tesori, tra i quali il libro perduto di Aristotele, il volume sull'arte della commedia.  Il...

Il caffè della gioventù perduta, Patrick Modiano

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 Ne Il caffè della gioventù perduta Patrick Modiano racconta da punti di vista diversi la vicenda di una giovane donna, Louki, della sua fuga dalla famiglia, del suo matrimonio e della sua sparizione. L'artificio adoperato dall'autore ha origine in un non luogo, il caffè Le Condé, presso cui ad un certo punto della sua vicenda la donna ha l'abitudine di trascorrere le sue giornate; qui vediamo Louki attraverso gli occhi di due astanti, un giovane studente ed uno scrittore, Roland, che ne diviene l'amante; a questi punti di vista si alternano quelli dell'investigatore privato assoldato dal marito per cercarla e che, avendo trovato sue notizie, decide di difendere la vita privata e il sentire della donna fingendo con il suo cliente l'impossibilità di svolgere il suo compito, e il punto di vista della donnna stessa, che attraverso dei flashbak ci introduce al suo passato, alle sue passioni, al  suo contatto con gli alcolici e la droga, fino al tragico finale. Ma un...

Parlando di competenze: da Il nome della rosa al dibattito tra virologi durante la pandemia di Covid-19

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  Spesso nel dibattito pubblico sentiamo parlare di "competenti" e di "competenza"; quando, ogni anno, arrivano i risultati delle prove INVALSI, riparte sui media nostrani il ginepraio sulla perdita di competenze degli studenti, sulla scuola che non insegna, etc; ma anche in altro contesto si tira fuori il concetto di comeptenza, per esempio, chi è competente per parlare della pandemia? Chi per parlare della guerra in Ucraina? Forse quindi andrebbe meglio definito il concetto di competenza, allora, almeno agli occhi di chi, di questo concetto, ha un'idea tutto sommato vaga.  La competenza è il saper adoperare in contesti concreti abilità possedute e affinate e conoscenze acquisite. Proprio per questo la competenza è "plastica", mutevole, ed esiste solo in contesto. In realtà è sempre stato così, anche prima che venisse sviluppato il concetto di competenza: agli albori della scrittura il sapiente non era tale solo perché sapeva scrivere, ma perché con q...

La prima prova dell'Esame di Stato del 2022 è da bocciare?

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Ormai svolta la prima prova dell'Esame di Stato 2022, non ci resta che giudicarne il valore. La prova prevedeva, per gli alunni del quinto anno delle scuole superioriori, la possibilità di scegliere fra sette tracce: le prime due sotto la forma di analisi e interpretazione di testi appartenenti alla tradizione letteraria italiana; tre tracce di analisi e produzione di testi argomentativi; due tracce di produzione di testi espositivi-argomentativi. Prima osservazione: è uscita di scena definitivamente la traccia atta a dimostrare le conoscenze storiche. Le tracce   Guardando le tracce, anche solo ad una prima occhiata, sono evidenti dei problemi. Le prime due tracce, quelle di analisi del testo, riguardano opere e autori ottocenteschi, per quanto fondamentali, ovvero Pascoli e Verga. Qui occorre chiarire una questione: l'alunno dovrebbe essere in grado, in quinta superiore, di analizzare qualsiasi tipo di testo, dal menù del ristorante ad un saggio scientifico di media difficolt...

Una riflessione su "La notte della scuola" di Roberto Maragliano

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Leggendo l'articolo La notte della scuola , pubblicato su Doppiozero, mi  sono venute in mente alcune riflessioni, frutto anche della condivisione e della discussione con alcuni colleghi. Mi sembra che Maragliano parta da alcuni punti fondamentali: la scuola post covid e immersa nella guerra è costretta a prendere atto di alcune considerazioni che, a dire la verità, appartengono alla riflessione filosofica e culturale già da almeno un cinquantennio. È  da notare che questa consapevolezza, parallelamente, secondo Maragliano dovrebbe sempre di più appartenere anche all'opinione pubblica. Maragliano cita ad uopo le considerazioni di Esposito su EditorialeDomani : il filosofo sostiene che, con lo scoppio della guerra, siamo entrati in una nuova fase per l'Occidente (e del resto è stato facile per tutti osservare in questi mesi come le previsioni di Fukuyama sulla cosiddetta fine della storia siano miseramente cadute); facendo la parafrasi di quanto sostenuto da Esposito, ed agg...