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Addio alle armi, Ernest Hemingway

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Addio alle armi, di Hemingway, pubblicato nel 1929, racconta una storia parzialmente autobiografica. Il protagonista, Frederic, come l'autore, partecipa alla Prima guerra mondiale nella Croce rossa americana, vivendo il fronte italiano fino alla disfatta di Caporetto. Sul fronte Frederic conosce un'infermiera inglese, Catherine, e se ne innamora; la storia tra i due ha modo di divenire vero e proprio amore durante un lungo congedo di Frederic, ferito sul fronte a causa dello scoppio di una bomba. Finito il congedo e scoperto che Catherine è incinta, Frederic torna al fronte, rendendosi sempre più conto dello sconforto tra le truppe e del malcontento che cresce tra gli Italiani; del resto il protagonista non ha motivo per non credere che la stessa situazione la stiano vivendo gli Austriaci dall'altra parte del fronte. Alla notizia della disfatta di Caporetto, Frederic e i suoi uomini si ritirano e il protagonista concepisce finalmente l'inutilità e il non senso d...

Ecco perché Galiano ha torto sull'insegnamento a distanza (ma ha ragione sull'insegnamento) o della scuola ai tempi del Coronavirus

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Da quando il ministero ha chiesto/ordinato alle scuole di attuare la didattica a distanza, fioriscono le prese di posizione contro questa scelta. Per fare ordine fra le varie posizioni, potremmo dire che la fazione dei contrari alla didattica a distanza motivano la propria posizione con le seguenti argomentazioni: alunni e docenti non hanno  per forza a disposizione una buona connessione ad internet; ci sono problemi di privacy e di gestione dei dati sensibili dei minori; alunni e docenti non sono stati formati adeguatamente; la didattica a distanza non è vero insegnamento. Volendo seguire le argomentazioni proposte, si possono obiettare una serie di dati e fatti.   Riguardo alla prima argomentazione, ISTAT riporta che il 95% delle famiglie con un minorenne in casa hanno accesso ad internet con una rete a banda larga: insomma, se fra i vostri alunni avete qualcuno che appartiene al 5% di coloro che non dispongono di accesso ad internet, è giusto certo tute...

Limonov, Emmanuel Carrère

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Limonov, di Emmanuel Carrère, è una biografia romanzata con protagonista Eduard Limonov, scrittore e politico russo. Alla lettura l'opera, di enorme successo internazionale, lascia interdetti. Il più delle volte la scrittura di Carrère risulta ridondante, sentenziosa e tendenziosa, difetti ancora più fastidiosi se si pensa al supposto intento realista dell'opera. Contribuisce alla sensazione di fastidio il fatto che Limonov, nella descrizione che ne fa l'autore, è un personaggio assolutamente odioso, narcisista, supponente, vicino a posizioni politiche esecrabili e fasciste, al limite del parodistico nel suo misticismo orientaleggiante.  La sensazione è che l'opera di Carrère nel descrivere Limonov e le sue peripezie all'apparenza tenti di metterne in luce oggettivamente pregi e difetti, ma più volte l'autore finisce per usare il suo protagonista per attaccare il mondo culturale parigino. Dietro la biografia di Limonov insomma sembra celarsi un attacco al mondo ...

Puttane assassine, Roberto Bolaño

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Puttane assassine , di Bolaño, è una raccolta di racconti che ha come protagonista la controfigura dell'autore, B, oppure personaggi vicini allo spirito dell'autore, come lo scrittore fallito/insegnante di scrittura Gomez Palacio. In ogni caso i temi autobiografici si mescolano ad ambienti surreali. Ricorre in alcuni racconti una sorta di realismo magico alla cilena (come in Silva, detto l'Occhio o in Buba ), e frequente si fa la malinconia del dissidente esule in terra straniera ( Giorni del 1978 e Vagabondo in Francia e Belgio ). Nondimeno quando Bolaño guarda al mondo degli esuli lo fa con pragmatico disincanto, riconoscendo miserie e mediocrità dei suoi compagni di sventura e di lotta; a questo riconoscimento però non segue il disprezzo, come sarà per altri esuli volontari, come il Limonov di Carrere. Il rapporto padre figlio e il tema dell'amore familiare sono analizzati in Ultimi crepuscoli sulla terra e in Silva, detto l'Occhio , nel primo caso una placida...

Odissea, Omero

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Odisseo è, fra le altre cose, il personaggio della letteratura antica che rappresenta al meglio la contraddizione. Infatti in ogni circostanza della sua avventura, l’Odissea così come ci è tramandata da Omero e dal ciclo omerico, Odisseo appare impregnato e circondato da situazioni non volute e comportamenti non sempre consequenziali. Odisseo è così l’eroe viaggiatore, ma al contrario della vulgata comune, non è l’eroe che ama viaggiare, caratteristica che, in contrapposizione, viene evidenziata nei suoi soccorritori, i Feaci. Il protagonista dell’Odissea si comporta e si pone come l’eroe responsabile verso i suoi compagni di viaggio, come nel caso dell’episodio delle greggi sacre ad Apollo; tuttavia lo stesso eroe assume atteggiamenti irresponsabili o largamente pericolosi, come nell’episodio delle sirene, fino all’apice del suo azzardo, la sfida a Polifemo (e a suo padre) con la dichiarazione del proprio nome. Odisseo ama Atena, la sua dea protettrice eppure non disdegna di t...

Annibale e Scipione, del titanismo e di Nemesi

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Annibale Foto: Wikipedia La storia di Annibale e Scipione l’Africano è una di quelle storie che, come direbbe Baricco, sembra fatta a posta per diventare la sceneggiatura di un film o di un romanzo. Nelle vicende di questi due grandi dell’antichità non si può non avere l’impressione che agisca la mano di un regista occulto, che a volte vuole condurre la vicenda in maniera talmente iperbolica da creare corrispondenze che apparirebbero persino banali in un romanzo d’avventura. Come nella loro entrata in scena nelle vicende dei rispettivi popoli. L’uno si chiama Hanniba'al, sarà più famoso come Annibale. Ha diciassette anni, è troppo giovane per essere un soldato, eppure sta sul campo di battaglia da quando ha nove anni. Ha seguito il padre Amilcare Barca in giro per la penisola iberica mentre ricostruiva il potere cartaginese distrutto dai Romani, quei Romani che il padre gli ha fatto giurare di odiare in eterno. Amilcare gli ha dato i migliori maestri, Greci, è gli ha fatto far...

I test OCSE PISA e gli analfabeti funzionali, quelli veri

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Sui risultati dei test OCSE PISA ieri l'Italia ha vissuto un mirabile esempio esplicativo di cosa sia l'analfabetismo funzionale , a partire da tanta stampa che prima ha titolato in maniera allarmistica i suoi articoli, per poi andare a rettificare durante la giornata, a danno ormai fatto (Repubblica e TPI, per dirne due). In pratica il 70% di adulti italiani, che non capisce una fava di quel che legge o sente, ha commentato dei dati che non ha neanche letto, riportati in un articolo di cui ha letto solo il titolo, secondo cui solo un ragazzo quindicenne su venti capisce quel che legge, mentre i dati dei suddetti test parlano in realtà di un 23% di studenti italiani che non possiede competenze linguistiche neanche sufficienti a comprendere un testo di media difficoltà; a questo punto, quel 70% di adulti che ha dimostrato sciatteria e incompetenza, si è sentito in dovere di recriminare sulla scuola, tutta senza distinzione di grado, perché non boccia, non forma, ha doce...