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Sulla polemica tra La Verità e Luciano Canfora

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La Verità ( Prima ha invaso l’ateneo coi parenti. Ora Canfora vuol fare invadere la Ue ) attacca Luciano Canfora perché, semplicemente, lo storico e grecista afferma quello che molti storici dell'antichità affermano ormai da qualche decennio, ovvero che la purezza della cultura occidentale non è mai esistita, e che già nell'antichità il Mediterraneo è stato luogo di scambio culturale e interscambio economico. Luca Pignataro, che non è uno sprovveduto né certamente un ignorante in merito alla storia, usa fondamentalmente due argomenti nel suo attacco:      1. il primo, ad hominem, l’accusa di nepotismo nei confronti di Canfora. Eppure a ben vedere l’attacco non è altro che una fallacia logica, di quelle da retorica di bassa lega, facilmente smontabile con una risposta: se Pignataro sa di illeciti nelle nomine dei parenti di Canfora a Bari, perché non denuncia? E se non denuncia, è forse perché teme di non poter dimostrare gli illeciti? E se non li può dimostr...

Iliade, Omero

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Leggere l’Iliade nel 2019 non è affatto cosa semplice: intanto perché quasi sempre si tratta, inconsapevolmente, di una rilettura, dato che in un modo o in un altro per tutta la tua vita, sin dalla scuola primaria, hai avuto a che fare con il testo omerico, sminuzzato e parcellizzato in letture antologiche più o meno fuorvianti; in secondo luogo perché sul testo originario si sono stratificate decine di interpretazioni e riletture diverse nel corso dei quasi tre millenni di storia che ci separano dal momento in cui Omero o chi per lui ha deciso di mettere assieme quelli che probabilmente erano dei canti distinti recitati nelle pubbliche piazze o nelle corti e farne un testo, orale, unitario. Sia come sia, ancora oggi, dopo tutto questo tempo, l’Iliade rimane un testo magistrale e sorprendente. Sorprendente perché stupisce vedere la finezza narratologica con cui l’opera è stata costruita: il protagonista, Achille, dopo la rapida furia che lo coglie a partire dai primi versi del comp...

Sulla disfatta del M5S e il tradimento degli italiani

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Ho letto da qualche parte che il M5S sarebbe stato punito per il suo tradimento. Tralasciando il fatto che, per quanto mi riguarda, il M5S non era da votare prima e non sarebbe da votare ora, tradimento di chi e di cosa? M5S, prima delle politiche, si era presentato come avversario e contendente alla Lega, non come suo alleato, il primo governo Conte è nato dopo dall'esigenza di trovare risposta parlamentare agli esiti delle elezioni, elezioni che avevano visto M5S primo partito, PD secondo ma in forte calo e Lega terzo ma in forte ascesa. Alla caduta del primo governo Conte per volontà di Salvini, legittimamente il M5S ha cercato in Parlamento una nuova maggioranza comparabile numericamente e nell'esigenza di rappresentatività del voto delle politiche Insomma, nessun tradimento né letterale né simbolico. Ma c'è un punto in più: la categoria del tradimento è una categoria politica individuale, non collettiva. Quando io uso la categoria del tradimento sto individualizz...

Legami di sangue e legami volontaristici nell’interpretazione strutturalista del testo

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Di sconosciuto - Jastrow (2006), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1314418 A partire dagli scritti di Levi-Strauss l’interpretazione strutturalista del mito, in particolare nella sua rappresentazione tragica, vede nell’azione dei personaggi e nella reazione dell’ambiente che li circonda l’espressione di un conflitto fra diverse strutture sociali (Lévi-Strauss, 2015)⁠. È perciò ipotizzabile, secondo questa visione, che il cantore o il tragediografo che mettano in scena il mito siano più o meno consapevoli interpreti di tale conflitto, endemico alla società e che in essa sta causando tensione, finanche generando una crisi. Esempio celebre di questo tipo di interpretazione del mito è la vicenda degli Atridi (Eschilo, 2010)⁠, in particolare nel suo esito ultimo raccontato sia da Omero nell’Odissea che da Eschilo nell’unico ciclo di tragedie che possediamo interamente. Nella famiglia degli Atridi, funestata da uccisioni di consanguinei sin dalle ...

Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams

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Immagine: Mondadori Guida galattica per autostoppisti è un romanzo del 1979 scritto da Douglas Adams. Lo si potrebbe definire un romanzo di fantascienza umoristica, ma forse più correttamente si potrebbe definire un romanzo di fantascienza postmoderno. A più riprese l'autore fa sfoggio della propria cultura matematica e scientifica, adoperandola ironicamente per affrontare le improbabili avventure di Arthur, Ford, Zaphod e Trillian, partendo dalla Terra e girovagando in giro per la galassia; scopriamo così che la Terra non è altro che un pianeta artificiale, costruito dagli abitanti di Magrathea per compiacere una potentissima razza di creature intergalattiche, i topi, che nel pianeta avevano istallato un computer in grado di trovare la domanda alla risposta fondamentale: 42. Insomma, tra un colpo di scena e l'altro, tutti, letteralmente, improbabilissimi, giungiamo alla conclusione che tutto quello che conosciamo è sistematicamente diverso da quello che immaginiamo, e che...

Due parole per quelli che credono ancora a Babbo Natale

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Il M5S non è postideologico, semplicemente perché il postideologismo non esiste. Non esiste sul piano logico e non esiste sul piano politico: sul piano logico perché ogni insieme di credenze è un’ideologia, quindi anche le idee condivise da chi si ritiene postideologico sono, di per sé, parte di un’ideologia; sul piano politico perché la divisione tra progressisti e conservatori, ovvero destra e sinistra, non è roba nata ieri, non è qualcosa che dipende dalla contingenza della fase politica attuale, è qualcosa di connaturato alla costruzione delle società da almeno 2500 anni, insomma da quando abbiamo iniziato a pensare che non esistono solo i legami di sangue, da quando abbiamo iniziato a pensare che le condizioni date non sono per forza le uniche, da quando abbiamo iniziato a pensare che esistano le persone, da quando abbiamo ipotizzato l’esistenza della scienza al di là e oltre la religione, da quando abbiamo concepito i diritti umani, da quando abbiamo messo in discussione l’es...

Ma quindi, chi ha vinto davvero il dibattito tra Salvini e Conte, o della retorica a grado zero di Salvini

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Se lo scontro tra Salvini e Conte in Senato fosse stata una gara di dibattito, chi avrebbe vinto? Da un lato Conte ha sostenuto una tesi ben definita (la crisi oggi è inutile e irresponsabile e colpa di un uomo che mira solo ai propri interessi personali) argomentando con attacchi ben definiti e circostanziati (Salvini ha chiaramente dichiarato al presidente del consiglio di voler capitalizzare il consenso nei sondaggi), su ogni piano: per Conte Salvini avrebbe aperto la crisi anteponendo interessi personali e di partito a quelli del paese; Salvini avrebbe più volte minato la credibilità del governo e avrebbero denotato scarsa cultura istituzionale (addirittura per dimostrare queste sue argomentazioni Conte ha addotto diversi esempi: le continue dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa e social durante le trattative per evitare le sanzioni dell'UE, le frequenti intromissioni nel lavoro degli altri ministri, la lunga attesa prima di fornire il nome dei delegati della Lega per la stes...