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La prima volta che mi hanno definito radical chic



La prima persona che mi ha definito radical chic la ricordo bene: una collega, lo stesso mio stipendio, però a quanto pare se io prendo 1400 euro al mese sono borghesia che non ha diritto ad essere solidale, se lei prende lo stesso (con qualche sgravio fiscale di più, in realtà), lei è "popolare" col sacrosanto diritto ad essere incazzata col mondo. Se io devolvo parte del mio stipendio ad Amnesty International o a Save the children lo faccio decidendo di sacrificare un giocattolo per mio figlio o una maglia firmata per me o mia moglie. E non lo dico per avere il plauso, francamente non me ne frega una mazza e scrivere, sui social o un libro, per me è in primis uno sfogo; ma rivendico il diritto ad essre dissidente, ad essere fermamente razionalista in un epoca di nazionalisti; rivendico il diritto di dire che lo studio non è un inutile orpello e che la competenza non è una vergogna; e rivendico il diritto di dire che non c'è vergogna nel non sapere, ma che la peggiore macchia è quella del dilettante che non vuole riconoscere la propria ignoranza; rivendico il fatto che se passo le mie notti a studiare mio figlio un giorno forse potrà essere orgoglioso di suo padre; rivendico il diritto di dire che prima di essere italiano sono un essere umano; rivendico il diritto di dire che esiste una sola razza e che se siete razzisti non vi sono sinonimi che rendano più accettabile la vostra scelta.

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Sulla questione bullismo e insegnanti: fino a questa mattina lamentavo che tutti, ma proprio tutti, hanno parlato della questione senza mai interpellare la categoria (per dire, ecco una carrellata incompleta di articoli e opinioni di giornalisti vari ed eventuali: AGI, Amabile su La Stampa, Imarisio sul Corriere, Polito, ancora sul Corriere, Di Stefano, sempre sul Corriere, persino gente senza arte né parte come Lambrenedetto su Youtube si sono sentiti di dover dire la loro, infine Serra sul Corriere)




Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

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Per i motivi sopra elencati, riguardo all'opera di Gabriele Rapagnetta, in arte D'Annunzio, è da tempo aperto un controverso dibattito. In sostanza, la questione che si pone è la seguente: quello dannunziano è reale Estetismo?

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I cambiamenti alla prima prova dell'Esame di Stato sono una resa (e un capo d'accusa)

Il MIUR, con a capo il ministro Bussetti, ha pubblicato finalmente i cambiamenti apportati all'Esame di Stato, cambiamenti largamente anticipati e attesi, ma che ora possono essere realmente commentati nel merito.
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