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Una postilla ad un articolo de L'Espresso

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Il 28 febbraio L'Espresso pubblica un articolo, ben scritto e ben informato, titolato  Che disastro una società che si accontenta di appunti e dispense. Perché trova i libri troppo faticosi ; la tesi dell'articolo è tutto sommato ben condensata nel titolo: lo sviluppo argomenta come oggi 4 studenti universitari su 10 arrivino alla laurea senza aprire un manuale universitario, fondando il proprio apprendimento su altri medium, quali appunti e slide. L'articolo, attraverso vari interventi, preconizza una parcellizzazione e un impoverimento del sapere, in favore di un apprendimento più rapido, confortante, ma in fin dei conti non strutturato. L'articolo si chiude con un appello ad abbracciare la complessità del sapere e a valorizzarla. Alle giuste considerazioni esposte, mi permetto di aggiungere una postilla, che non mi pare ben approfondita: tutto quello che è argomentato nel pezzo pubblicato da L'Espresso è vero, ma è anche vero che oggi noi chiediamo agli studenti ...

Un controverso articolo sulla storia della letteratura italiana

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In questi giorni ha suscitato un discreto dibattito un articolo, pubblicato su Il Post, titolato Storia tossica della letteratura italiana . Va precisato che in realtà l'articolo, a firma Lorenza Pieri e Michela Violante, è un post di uno dei blog ospitati dal giornale online, ma sui quali la redazione sostiene di non avere potere decisionale né di correzione o discussione dei contenuti. Ciò premesso, l'articolo fa una carrellata sui principali autori canonici nella letteratura italiana insegnata nelle nostre scuole, mettendone in evidenza un atteggiamento sostanzialmente sessista e semplificatorio nei confronti della figura femminile. Da Dante a Pirandello, agli occhi delle autrici dell'articolo, praticamente nessuno dei nostri autori canonici e innocente dal ritrarre la figura femminile secondo due stereotipi, quello della donna angelo e quello della donna diabolica e tentatrice. In ogni caso, la donna o è oggetto, o se è soggetto, lo è perché malvagia. E a qu...

TINT come strumento per la didattica della lingua italiana - un'esperienza d'uso

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Per le vacanze ho assegnato ai miei alunni di  quinta delle esercitazioni sulla produzione e l'analisi di testi argomentativi o poetici. Le produzioni, volontarie, sono state consegnate e corrette in digitale su Google Classroom. Oltre alla classica correzione degli errori, grammaticali, sintattici, lessicali, di comprensione e di contenuto, ho associato come strumento di valutazione un'analisi sulla leggibilità del testo condotta tramite software gratuito e open source TINT . Oggi abbiamo analizzato assieme i risultati, in particolare abbiamo visto come i testi analizzati si ponessero secondo l'indice GULPEASE (un indice matematico di complessità di lettura di un testo determinato da una funzione matematica che mette in relazione lunghezza delle frasi, numero di parole per frase e numero di lettere che compongono le frasi), secondo i tre livelli minimi di ricchezza lessicale catalogati da Tullio De Mauro (le 500 parole più semplici, le 2500 e le 5000 parole più semplici e ...

Nel crepuscolo sussurra antica

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 Nel crepuscolo sussurra antica l'ombra, e il silenzio tocca pensieri, in un giardino di parole fragili, dove l'anima si perde nei misteri. Orme eteree s'aggirano, sospese, tra fiori sfiorati da un vento lieve, come pensieri vagabondi, incerti, che danzano su fili di seta breve. Nella penombra dell'anima stanca, L'orizzonte si scioglie in un velo; S’intrecciano fiori, sfioriscono sogni tra petali di luna sospesi nel cielo. In questo giardino di sfumature, I fiori notturni, timidi custodi, si schiudono al chiarore d'un mistero; si dipana un intreccio di cure, come note su un foglio leggero. Così, tra  reale e irreale, si snoda il filo del pensiero, e un sussulto si fa il respiro, e il cuore perde il sentiero.

Antonio e Cleopatra, William Shakespeare

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Di Sébastien Bourdon - [1], Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=10591540 Antonrio e Cleopatra, scritta e messa in scena tra il 1607 e il 1608 da William Shakespeare, è fra le tragedie dell'autore più ambigue. La trama del dramma segue lo sviluppo della passione amorosa di Antonio, triumviro di Roma, e Cleopatra, regina d'Egitto, già amante di Giulio Cesare. Antonio si barcamena tra l'amore per la regina e la posizione politica che lo vede alleato di Ottaviano e Lepido, gli altri due triumviri che avevano ereditato il potere politico di Cesare e ne avevano vendicato la memoria, come magistralmente raccontato dallo stesso Shakespeare nella tragedia Giulio Cesare. Nel tentare di mantenere la propria posizione Antonio accetta di sposare la sorella di Ottaviano, Ottavia, ma infine gli risulta impossibile tenere contemporaneamente in vita il matrimonio e la relazione esotica con Cleopatra. Quando Antonio decide di ripudiare la moglie, e Ottaviano fa ...

Della scuola di Messina, degli esami, delle vittime e dei carnefici, e dei deficit nella valutazione

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Rispetto al caso della scuola di Messina di cui si è parlato in questi giorni, vorrei proporre due osservazioni. La prima che mi ha molto colpito: osservando come il caso è stato coperto sui giornali e negli altri media, mi è parso di poter notare come quella che comunque a tutti gli effetti sarebbe la vittima, cioè la ragazza che in qualche modo è stata penalizzata all'esame di luglio, sia invece passata come la carnefice per avere costretto tutti gli altri, con il suo ricorso, a ripetere l'esame di stato. Tanto per essere chiari, l'esame non sarebbe mai stato ripetuto se non ci fossero state delle irregolarità commesse dalla docente che aveva passato le domande alla classe, e dai ragazzi, che non possono essere immaginati come puri e innocenti e non conniventi con la docente, anche solo per non avere denunciato loro stessi l'irregolarità. A riprova di questa inversione di ruoli i giornali che hanno raccontato la ripetizione dell'esame hanno tenuto a precisare come...

Addio a Matthew Perry

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Come tanti, ho conosciuto Matthew Perry come Chandler Bing in Friends. Poi, da adulto, l'ho scoperto attore drammatico in West Wing, ad impersonare un avvocato e a costruire una strana e magica alchimia con un altro grande attore, Bradley Whitford. Il duo tornerà assieme in Studio 60, dove Perry impersona il ruolo di un autore comico dipendente dall'alcool. Un ruolo, evidentemente, tagliato su misura per lui da un altro grande, Aaron Sorkin. Ruolo che Perry ha amato, e forse una delle sue più grandi frustrazioni è stata la chiusura anzi tempo di quella serie, la possibilità per lui di diventare qualcosa di diverso da Chandler Bing, qualcuno in cui essere se stesso ed aprirsi al pubblico. Ma il pubblico, quella stupenda serie, non la seguì, malgrado un'ottima sceneggiatura e due grandi attori.