Verità, vero e verosimile nell'epoca dellle epistemie e delle pareidolie
Mi è successa una cosa "interessante" e su cui riflettere, per la quale ho chiesto il parere di diversi colleghi: ho chiesto a Claude di tradurmi e rendere un testo "didattico" un articolo di The Conversation che ho usato con la mia quinta per l'analisi del testo argomentativo. L'articolo è questo: Is democracy always about truth? Why we may need to loosen our views to heal our divisions, e ho deciso di proporlo perché sembra rispondere ad una delle argomentazioni del discorso del presidente del Canada Carney a Davos, discorso che ho assegnato alla classe come esercizio di analisi (beccando, per inciso, metà degli studenti a far svolgere la consegna all'IA senza alcun tipo di rielaborazione: ci lavoreremo su). Il prompt dato in pasto a Claude era questo
"Puoi tradurre per me in maniera precisa e in un buon italiano questo articolo? Lo devo adoperare in una mia classe quinta per un'esercitazione sull'analisi del testo argomentativo, per cui aggiungi delle note a spiegazione dei concetti più complessi e per introdurre i pensatori citati:
Is democracy always about truth? Why we may need to loosen our views to heal our divisions https://theconversation.com/is-democracy-always-about-truth-why-we-may-need-to-loosen-our-views-to-heal-our-divisions-269038"
Ora, la cosa "interessante" è che Claude, nel suo intento didattico, al primo tentativo ha completato il testo aggiungendo citazioni e paragrafi, effettivamente utili alla comprensione e al completamento del ragionamento, ma estranei al saggio. Solo alla seconda interazione ("Però non hai solo tradotto l'articolo, lo hai anche completato inserendo paragrafi e citazioni non presenti nel testo originale. Riporta il testo alla traduzione fedele e accurata del testo originale, aggiungendo solamente le note esplicative") ha prodotto la traduzione letterale con le note esplicative. Cosa adoperare con la classe? Perché, effettivamente, il testo completato da Claude è migliore dell'articolo originale, ma non è il "vero" articolo di The Conversation, semmai è il "verosimile" articolo di The Conversation. Che si fa? Quale proporre? Alla fine, dopo aver sentito i pareri di diversi colleghi che si sono divisi tra la versione originale e quella "aumentata" del testo, ho optato per il "verosimile" anziché per il "vero", in primis perché risponde meglio alle mie esigenze didattiche. Sono abbastanza sicuro, infatti, che nessuno tra i miei studenti si porrà la questione del verificare se la fonte fornita dall'insegnante sia o no corretta o artefatta; la visione dell'autorità dell'insegnante non è del resto molto dissimile dalla visione oracolare dell'IA. Quindi, a partire dallo smascheramento delle modifiche apportate da Claude, potremo introdurre in classe i concetti di verosimiglianza nella produzione delle intelligenze artificiali, di epistemia e di pareidolia. Insomma, ci attende un bel lavoro.
Versione aumentata
https://drive.google.com/file/d/1YQekUZUqNVtozo3FhnpfRxaoZ6bn6dZ5/view?usp=drivesdk
Versione solo annotata
https://drive.google.com/file/d/1IQfgUGzvo9qnqdnzyK4A9vUTsjgRCvlu/view?usp=drivesdk

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