Questa è l'acqua, David Foster Wallace
Questa è l'acqua è un volume che raccoglie sei testi di David Foster Wallace, tra cui anche l'omonimo discorso tenuto dall'autore al Kenyon College per la sessione di laurea del maggio 2005. Tra i sei testi, dopo la prefazione firmata da Don DeLillo, il primo, Solomon Silverfish, affronta il cancro terminale della moglie del protagonista in maniera dolce e al contempo ironica, nel contesto di una forma di narrazione parodica del romanzo ebraico americano alla Roth. Il secondo testo, Altra matematica, pone al centro il tema dell'alienazione determinata dall'affrontare un amore paradossale razionalizzato in una struttura perfettamente geometrica. Se i primi due testi appartengono alla fase iniziale della produzione di Wallace, con il terzo entriamo nella piena maturità: Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta racconta l'esperienza della psicopatologia e della depressione, nonché la dipendenza dai farmaci per dare un senso alla realtà. Con Il crollo del '69 e Ordine e Fluttuazione a Northampton si torna indietro nella produzione di Wallace, e di nuovo tornano la forma paradossale della vita e dell'amore affrontato con ironia e ordine analiticamente geometrico. Infine, il discorso Questa è l'acqua affronta con realismo l'essenza della cultura umanistica nella società contemporanea: emerge il tentativo di Wallace di superare l'ironia e l'anti-ideoligia del Postmoderno recuperando una visione critica ed empatica della realtà nello spirito di una condivisione laica dell'esperienza della vita.
Wallace ha la capacità di unire ragionamento e struttura analitici ad una scrittura sperimentale, ironica e creativa; soprattutto, Wallace attraversa la realtà della società contemporanea con l'occhio, sebbene coltissimo, della vittima, dipendente, come sappiamo, dalla televisione e dagli antidepressivi; sofferente e lucida la parola di DFW scava le idiosincrasie dell'America degli anni '80 e '90, la fine di un'epoca, l'emergere di qualcosa di nuovo che l'autore non arriva a conoscere perché, malgrado la sua analisi limpidissima, l'autore finirà per compiere quello che al protagonista del suo Il pianeta Trillafon in relazione alla Cosa Brutta non riesce, il suicidio. Una perdita enorme per la letteratura americana e mondiale.

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