Maus, Art Spiegelman


 Maus, di Art Spiegemlman, è un fumetto pubblicato tra il 1986 e il 1991. 

Protagonista della serie, poi edita in volume unico, è Vladek Spiegelman, padre dell'autore, che su richiesta del figlio, secondogenito, racconta l'ascesa del nazismo dal punto di vista di un polacco ebreo. Così ci viene narrata la normalità, o l'apparenza di normalità in cui vivevano gli ebrei nella Polonia degli anni trenta del XX secolo, mentre l'antisemitismo montava sempre di più nell'Europa dell'est. Vladek ci racconta del suo matrimonio con la ricca Anja, del suo primogenito Richieu e di come la vita felice venga rotta dall'arrivo delle truppe tedesche; seguiranno la la requisizione delle proprietà e delle aziende di famiglia, i continui trasferimenti forzati e i sotterfugi per poter nascondersi e nascondere le poche ricchezze rimaste. Vladek e Anja si ricongiungono e sono costretti a separarsi più volte, fino all'arrivo ad Auschwitz, mentre di Richieu si sono perse le tracce. Ad Auschwitz la detenzione diventa ancora più pesante, Vladek all'inizio riesce a condurre una vita accettabile grazie alla sua forza fisica e alle sue doti da lavoratore, mentre ad Anja va peggio, lei che già è mentalmente più fragile. Poi però  Vladek si ammala di tifo, rischia la vita, e solo il finire della guerra lo salva, con i nazisti che spostano tutti i detenuti dalla Polonia verso la Germania nel tentativo di non lasciare tracce. A questo punto Anja trova la libertà tornando in Polonia, mentre Vladek finirà in Svizzera e solo successivamente riuscirà a tornare in patria. Vladek e Anja, scoperta la morte di Richieu e di tutta la famiglia di Anja, andranno in Svezia e poi si trasferiranno, definitivamente, negli USA, dove nascerà Art. Anja morirà suicida nel 1968, non avendo mai del tutto superato la terribile esperienza attraversata, mentre Vladek morirà nel 1987.

Maus è un fumetto acclamato dalla critica, che si caratterizza per la tematica forte affrontata e per lo stile grafico caratteristico: gli esseri umani vengono rappresentati come diverse specie di animali, e così, simbolicamente, gli ebrei saranno disegnati come topi, i nazisti come gatti, i vari collaborazionisti come maiali. L'angoscia dell'esperienza della discriminazione e della persecuzione non viene addolcita, e non vengono sottaciute le idiosincrasie e le contraddizioni dei protagonisti, ad esempio mostrando, sul finale della storia, lo stesso Vladek nel suo razzismo nei confronti dei neri in America.

Maus è quindi una lettura consigliata, un libro importante in cui il linguaggio del fumetto favorisce l'approfondimento del tema affrontato attraverso il linguaggio simbolico delle immagini.

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