Dieci falsi miti e dieci regole per insegnare bene, Antonio Calvani e Roberto Trinchero


Dieci falsi miti e dieci regole per insegnare bene, di Calvani e Trinchero, cerca di portare in Italia principi e studi riconducibili all'evidence based learning. Il volume quindi procede prima smontando dieci tra i falsi miti più diffusi nell'insegnamento, come quello delle diverse forme di Intelligenza, per poi fornire dieci proposte didattiche e strategie il cui funzionamento, contestualizzato nelle condizioni e nelle teorie psicopedagogiche che ne fanno da cornice, è dimostrato da ricerche scientifiche e analisi quantitative e qualitative. Fra i pedagogisti più citati dai due autori c'è senz'altro Hattie, e fra i parametri maggiormente sfruttati nel volume compare l'effect size, dato frutto delle metanalisi dello studioso australiano che permette di quantificare quanto una metodologia, una condizione o un'attitudine degli insegnanti funzioni bene o male nella pratica didattica quotidiana, fornendo reali miglioramenti negli apprendimenti.
Dal volume emerge un quadro che ridona una dignità a certe modalità di insegnamento apparentemente tradizionali e contestate da forme banalizzate dell'attivismo pedagogico. Il quadro degli studi su cui Calvani e Trinchero si appoggiano sembra, anzi, contestare i reali risultati di gran parte delle pratiche didattiche ereditate da forme impoverite e banalizzate del già citato attivismo, ma anche del costruttivismo; soprattutto, però, a finire sotto accusa è l'abuso di strumenti multimediali e della tecnologia non calata in un ragionamento pedagogico e non fondata sulla reale conoscenza dei meccanismi dell'apprendimento studiati dalla psicologia e dalle neuroscienze.
In conclusione, il volume è ricco, anche grazie all'apparato di note e soprattutto alle appendici che permettono al lettore di orientarsi attraverso le cornici teoriche delle pratiche citate. Si tratta di una lettura consigliata sia ai docenti alle prime armi, sia ai docenti esperti o presunti tali.

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