L'eroe discreto, Mario Vargas Llosa
L'eroe discreto, di Mario Vargas Llosa, è un romanzo ambientato in Perù che si muove trattando parallelamente due storie, che alla fine si intrecceranno svelando un legame nascosto.
Da una parte, a Lima, don Rigoberto, colto amante della lettura, dell'arte e della musica classica, che viene coinvolto nelle vicende dell'amico ottuagenario Ismael, che si risposa con la domestica Armida per fare un torto ai due figli gemelli e non lasciare loro in eredità la sua ricca azienda; peccato che Ismael muoia di ritorno dal viaggio di nozze, mettendo nei guai la moglie e l'amico che gli ha fatto da testimone di nozze, accusati dai gemelli di aver orchestrato una truffa ai danni di un anziano incapace di intendere e volere.
Dall'altra parte c'è la storia di Felicito, un uomo venuto su dalla povertà estrema, che ha messo su una ditta di trasporti a Piura e che conduce una tranquilla vita in provincia: un matrimonio che gli ha dato due figli, uno dei quali probabilmente non suo, una moglie mai amata e un'amante mantenuta di nascosto, unico vero amore. Tutto per Felicito cambia quando inizia ad essere minacciato se non pagherà il pizzo; il capannone della sua azienda va a fuoco e la sua amante viene rapita.
Se questi primi elementi della trama possono fare immaginare un testo drammatico, in realtà linguaggio e andamento degli sviluppi fanno più somigliare il romanzo ad un testo comico; Llosa descrive la società peruviana in tutte le sue contraddizioni, tratteggiando tipi più che caratteri, e anche nei suoi protagonisti lo sviluppo psicologico è tratteggiato con leggerezza. Contemporaneamente nel suo realismo l'autore non lesina l'introduzione di elementi magici e inverosimili, non del tutto spiegati, come l'amica preveggente di Felicito o le visioni diaboliche del figlio di don Rigoberto.
In ogni caso l'intreccio che porta le vicende ad incontrarsi porta alla fine ordine nel disordine attraverso due figure femminili, sorelle umili e distanti, fisicamente e psicologicamente, ma che finiranno per essere lo spunto risolutore della vicenda.
Il romanzo risulta una lettura piacevole e ricca, non pedante; dimostra un amore sincero verso la varietà della vita e della condizione umana, lo sguardo dell'osservatore che nel viaggio si muove con leggerezza sulla realtà. Una visione del mondo che viene apertamente esplicitata nella citazione finale di Magris e Calvino.
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