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Se a New York c'è il sole, a Roma non possono essere le nove del mattino, ovvero, a me un insegnante che sa ragionare, non dispiace

Passata la sbornia della prima prova del famigerato concorsone per gli insegnanti, cosa rimane? Come lecito attendersi, rimane una spaccatura netta, fra coloro che hanno passato la prova, circa il trenta per cento dei candidati, e tutti gli altri. E fra questi, come prevedibile, già in molti s gridare allo scandalo. Per la verità il gioco al massacro sui quiz della prima prova era cominciato un po' di tempo fa, quando già i precari della scuola s'erano risvegliati per protestare contro un concorso ritenuto iniquo e inutile (salvo poi protestare, quando fa comodo, contro le illegalità commesse dal MIUR). Si è detto tanto, anche su questo blog. Ora francamente si sfiora il ridicolo. Da più parti ci si lamenta perché gli argomenti del quiz, logica, interpretazione del testo, informatica e lingua straniera non sarebbero attinenti alle discipline. A no? A me, personalmente, sembra paradossale che si possa pensare di insegnare senza conoscere almeno le basi della logica, dell'...

J. R. R. Tolkien e il mio mondo

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Sembrerà incredibile, per chi mi conosce, osservare quanto poco spazio abbia Tolkien su questo blog. Riflettendoci anche io faccio fatica a trovare una ragione del perché così poco abbia parlato dei due libri che, probabilmente, più mi hanno aiutato a superare i periodi più bui della mia vita. Infatti prima Il signore degli anelli e poi il Silmarillion sono state le letture che mi hanno maggiormente formato, probabilmente in maniera del tutto inconsapevole, ed instradato verso alcuni dei valori in cui credo. E allora perché l'assenza di Tolkien da questo blog? Pensandoci su, forse per pudore. Perché il mondo di Tolkien, così fiabesco ed epico ad un tempo, così profondamente impregnato di etica e religione, oggi non è più il mio mondo, o per lo meno non il solo. È un mondo a cui di tanto in tanto torno volentieri, come la casa natia a cui si torna per trovare conforto durante i lunghi ed estenuanti viaggi che ci portano chissà dove, ma che non è più ugualmente la nostra casa. Og...

Questa è l'acqua, D. F. Wallace

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Questa è l'acqua è una raccolta di racconti e scritti inediti del compianto David Foster Wallace, autore fra i più creativi nel panorama della letteratura americana di fine Novecento. Questa raccolta ripercorre le diverse fasi della produzione dell'autore, partendo dal primo scritto di Wallace a vedere la pubblicazione all'interno della rivista dell'università presso cui ha studiato, sino ad arrivare ad un discorso pubblico tenuto presso una seduta di laurea (avete presente il famoso discorso di Steve Jobs? Ecco, quel tipo di discorso). Ciò che emerge dall'opera è l'assoluta e magistrale verve creativa dell'autore, capace di districarsi con splendidi risultati fra parodia, tecniche narrative sperimentali e tematiche importanti, prima fra tutte la depressione, uno dei temi che più lo andrà a contraddistinguere. Anche l'amore nell'epoca delle disillusioni e delle contraddizioni entra di diritto fra i temi portanti dell'opera. Ma su tutto stupisc...

I vostri "Racconti contro la precarietà" sulla nostra Webzine

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Rai Educational Letteratura intervista Morgan Palmas | Blog | Sul Romanzo

Rai Educational Letteratura intervista Morgan Palmas | Blog | Sul Romanzo : 'via Blog this'

Le associazioni per il Software Libero italiane scrivono al Ministro Profumo per le domande del "Concorso Scuola 2012" | Ubuntu Italia

Le associazioni per il Software Libero italiane scrivono al Ministro Profumo per le domande del "Concorso Scuola 2012" | Ubuntu Italia : 'via Blog this'

Digitalizzazione della scuola, se deve essere, almeno che sia fatta bene

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Come docente, mi trovo il più delle volte a subire, più che a condividere, le scelte che provengono dal MIUR, che siano scelte sui programmi, i cicli di studi, variazioni contrattuali o innovazioni metodologiche. La realtà è che la classe docente è talmente poco considerata da non essere quasi mai interpellata nelle decisioni che riguardano la scuola pubblica, che siano decisioni sulla gestione, sui contratti o sulla didattica. Probabilmente non ci si fida di noi, o non ci si ritiene veramente capaci, chissà. Questo è per esempio il caso della scelta di imporre (più o meno) repentinamente la digitalizzazione della scuola pubblica. Scelta che io condivido, sia chiaro, perché nello strumento digitale vedo, appunto, uno strumento, che va conosciuto e che si deve poter sfruttare per adattare la didattica alle nuove generazioni, sempre più inconsapevolmente bombardate dalle informazioni dei diversi media, talora in cattiva fede. Dileguato quindi ogni possibile dubbio su eventuali prec...