I venditori di emergenze alla Filippo Caccamo
I venditori di emergenze sono quei figuri che, per tornaconto personale, sono ben disponibili a fare insorgere paure e indignazione nell'opinione pubblica. Il problema di questo tipo di personaggio è che, per accorgersi del loro operato, spesso occorre avere tempo e voglia per informarsi sui temi sui quali lanciano strali o beffe, o meglio ancora essere esperti nel settore. La storia italiana è costellata da simili personaggi, qualcuno ci ha fondato la sua carriera politica, altri, molto più prosaicamente, la loro carriera nello spettacolo. A cavallo tra XX e XXI secolo Beppe Grillo è stato un fulgido esempio di quest'arte. Oggi, nel piccolo del settore in cui, per sua sfortuna, lavoro, lo fa Filippo Caccamo. Per evitare ogni possibile incomprensione: Filippo Caccamo è un comico che sa fare ridere solo parlando di un mestiere che conosce, in realtà, per un'esperienza brevissima e per vie traverse, grazie al genitore dirigente scolastico. Il resto, il corpo dei suoi spettacoli teatrali e della sua produzione sui social, è tutto frutto di stereotipi e del tentativo di parlare alla pancia di chi lavora nella scuola o la scuola la frequenta a mezzo dei suoi figli. Caccamo parla al boomer che è in ogni docente o in ogni genitore di ogni studente, sempre rimpiangendo la scuola di una volta, le pagelle di una volta, i voti di una volta, gli insegnanti di una volta, gli studenti di una volta. Nulla della scuola di oggi funziona, nulla che peraltro lui conosca davvero.
L'ultimo capitolo dell'opera di Caccamo è, però, ancora più pericoloso, perché dall'antipatia per la pedagogia, per la partecipazione dei genitori alla vita scolastica, ora il nostro ha deciso di cavalcare il tema della sicurezza. Ad esempio con diversi suoi post come questo,
o ancora questo,
in quest'ultimo post Caccamo ci tiene a pontificare sul recentissimo caso di cronaca avvenuto a San Vito Lo Capo. Riporto il contenuto del post.
"Neanche una settimana.Non è passata neanche una settimana dall’aggressione di Parma, che un altro alunno ha tentato di accoltellare un suo docente a San Vito Lo Capo.Non c’è niente di più fastidioso al mondo della frase “Lo avevo detto io”. Eppure.Mai come oggi non riesco a pensare ad altro, purtroppo.Neanche una settimana fa dicevo, come tanti altri, ai colleghi di Parma DENUNCIATE.Fatelo per l’intera categoria, fatelo perchè i ragazzi vivono per emulazione.Se vedono che accade qualcosa di brutto a chi fa del male, non lo faranno.Se vedono che non accade niente…Neanche una settimana.Ed eccoci di nuovo qui.Speriamo che da San Vito arrivi un vento di tutela, un vento di provvedimenti, di corazzata attorno al prof.Speriamo.Affinchè questa settimana non sia stata vana.Io nel mio piccolo continueró a parlarne, ogni volta, senza arretrare di un millimetro.ORA BASTA!"
Mi permetto di non riportare il link alla fonte, facilmente raggiungibile, perché semplicemente non lo merita. A cosa fa riferimento il nostro? Non solo al caso di San Vito Lo Capo, ma anche a quello di Parma, in cui, un docente aggredito, ha deciso di non denunciare gli studenti che lo avrebbero assalito per non rovinare loro la vita, almeno questo è quello che riportano le fonti, e per fare prevalere l'aspetto educativo della propria funzione. È una posizione pienamente legittima. Il punto è che Caccamo vuole solleticare la vostra rabbia, la vostra paura, come docenti o come utenti indiretti della scuola.
Ci sono dei piccoli dettagli che Caccamo omette: nel corrente anno scolastico i docenti che hanno subito una qualche aggressione non sono 400, non sono 40, sono 4. Certo, sono 4 più del dovuto, ma questa non è un'emergenza. Come non era un'emergenza tale da giustificare la riforma della prova orale dell'esame di maturità il fatto che 5 studenti in tutta Italia abbiano protestato facendo scena muta. Caccamo ha capito che l'andazzo accetta e legittima l'autorità scambiata per autorevolezza, e ci si tuffa per vendere biglietti. Diamo un altro po' di dati. L'anno peggiore è stato il 2023/2024, con 75 casi censiti, mente il successivo ha visto un totale di 19 aggressioni: di nuovo, però, parliamo di un sistema, la scuola, che ogni giorno muove 7 milioni e mezzo di persone fra insegnanti e studenti, a cui andrebbero sommati i relativi tutori e genitori. Insomma, su un sistema che ogni giorno muove e riguarda non meno di 10 milioni di persone, nell'annata recente peggiore abbiamo avuto 75 casi di violenza. Chiedete ai rappresentanti di una qualsiasi altra area dell'amministrazione pubblica, chiedete ai medici, chiedete agli impiegati delle poste e vi direbbero che questi numeri rappresenterebbero un successo clamoroso. Ma dato che la scuola DEVE essere il luogo della sottomissione all'autorità agli occhi di un'opinione pubblica che nasce, cresce e muore culturalmente securitaria, questo dato appare incredibilmente alto. Ricordiamoci, come ha giustamente fatto il docente coinvolto nell'aggressione di Parma, che l'attuale ministro Valditara ha potuto parlare del valore dell'umiliazione nell'educazione senza perdere né il posto né la faccia, anzi. È su questo che gioca Caccamo, su un'emergenza che non c'è, e mentre vi vende l'emergenza lo state pagando con i follow, con la viralità, con il costo dei biglietti del suo spettacolo. Un modo mediocre e svilente per trattare temi e problemi della scuola.
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