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E così tutti salvano la faccia sulle Unioni Civili

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Il senatore Marcucci, foto Polisblog

Sul DDL Cirinnà tutti hanno fatto i loro interessi. Tutti, non c'è movimento o partito che si salvi. Si è portato in Parlamento un DDL che era già un compromesso al ribasso, consapevoli che nessuno lo voleva realmente per ragioni elettorali: basta guardare i numeri dei sondaggi, sia il PD che il M5S, i due partiti più "interessati" a portare a casa il DDL, hanno perso mezzo punto percentuale di consenso sulla questione. Per intenderci, le Unioni Civili vanno fatte, così come va tutelata la condizione dei bambini che si trovano nelle coppie di fatto, e non per un capriccio di questo o quello, ma perché è la Costituzione a stabilire che l'Italia, sui diritti fondamentali della persona, deve adeguarsi agli ordinamenti internazionali: "Articolo 3 - Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese." "Articolo 10 - L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
[...]".
Poi si è andati in Parlamento: il PD non aveva la maggioranza in Senato, non l'ha mai avuta in tutta la legislatura, non è una novità di oggi; il suo alleato principale, NCD, il DDL così com'è non l'ha mai voluto, coerentemente con una linea politica ed etica che non condivido ma almeno era esplicitata; idem per FI e Lega; Sel, unica forza politica, ha appoggiato il DDL senza se e senza ma; M5S ha giocato la sua partita politica sapendo che il suo elettorato "post ideologico"è in realtà un elettorato misto di destra e sinistra, e quindi, facendo la legge, avrebbe perso da una parte (destra) per non guadagnare particolarmente dall'altra (sinistra, dove il ruolo sarebbe già occupato da PD e SEL).
E allora cosa è accaduto? Il teatrino: PD si presenta con un DDL che una parte del partito non vuole; PD e SEL, anche con il pieno consenso del PD, non hanno comunque la maggioranza; il PD confida allora nel "soccorso" del M5S, ufficialmente dalla parte del DDL, purché, attenzione, non venga modificato in alcuno dei suoi punti: ogni modifica porterebbe alla perdita dei voti del Movimento. Il PD, per bypassare le trappole della sua minoranza, propone un emendamento, il cosiddetto "canguro", ovvero un emendamento che raggruppa gli altri e sancisce i principi base della legge che non possono essere modificati da altri emendamenti. Questa pratica, definita antidemocratica o incostituzionale dal M5S, è in realtà una prassi parlamentare antiostruzionistica presente nei regolamenti parlamentari da vent'anni; il Movimento rifiuta di votare questo emendamento, adducendo l'antidemocraticità: se fosse davvero così, perché il Movimento non contesta questa tecnica parlamentare davanti alla Consulta o alla Corte Costituzionale? La risposta è ovvia. Ma allora, che interesse ha il M5S nell'evitare l'emendamento Marcucci? Semplice: non decidere.
A dirla chiara, ci guadagnano tutti: perché il M5S, con la bestialità dell'antidemocraticità dell'emendamento premissivo, si libera le mani dal decidere scontentando una parte del suo elettorato; il PD, sia sull'equiparazione delle coppie di fatto con quelle definite dal matrimonio, sia sull'adozione del figliastro, può invece dare la colpa del fallimento al M5S e allo stesso tempo accontentare il suo elettorato cattolico che la legge non la vuole; le destre infine, potranno cantare vittoria di fronte al Vaticano e al loro elettorato tradizionalista. Infatti la legge ora va in Parlamento modificata: salteranno l'equiparazione (nel diritto patrimoniale e nei diritti - doveri) delle famiglie di fatto con quelle vincolate dal matrimonio e l'adozione del figliastro, di conseguenza il M5S si potrà sfilare dal voto, come già dichiarato in passato.
Tutti contenti? Certo, a parte coloro che quella norma la aspettavano e che vedranno approvata una legge che non serve a niente perché mantiene le condizioni discriminatorie contro cui, per paradosso, si scrive la legge.

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