Quella che leggete è la mia risposta alla lettera del collega Matteo Radaelli , pubblicata sul Corriere della sera giorno 2 settembre e online giorno 3 settembre con il titolo «Sono un insegnante di liceo e vorrei cambiare lavoro. Mi fanno fare il burocrate, lo psicologo, l'informatico e il saltimbanco. Di tutto, tranne insegnare» . (EDIT: il Corriere si è poi ripetuto, pubblicando un'altra lettera in data 6 settembre dello stesso tono, titolata Questa scuola ci fa passare la voglia di insegnare ; va preso atto quindi che questa è una linea editoriale scelta dal quotidiano più letto in Italia) --- Buongiorno, mi presento, Sebastiano Cuffari , docente di lettere di un Istituto professionale . Vi scrivo perché ne ho abbastanza dei piagnistei, come quello che avete pubblicato, titolato «Sono un insegnante di liceo e vorrei cambiare lavoro. Mi fanno fare il burocrate, lo psicologo, l'informatico e il saltimbanco. Di tutto, tranne insegnare», del collega Marco Radae...
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/Tomba_Della_Fustigazione.jpg La sessualità nell’antichità viene spesso considerata in maniera indistinta e, altrettanto spesso, si ha la presunzione di credere che sia stata la modernità a scoprire la libertà sessuale e a conoscere pratiche e differenze sessuali prima ignote. In realtà questo pregiudizio va sfatato, e del resto, se ci fermiamo già solo all’antichità classica, numerose fonti epigrafiche, opere letterarie e opere d’arte ci mostrano un mondo ben diverso rispetto a quello che comunemente pensiamo. Va subito detto che la sessualità, nel mondo antico, ha a che fare con i rapporti gerarchici e le pratiche religiose in maniera molto più evidente e onesta che nella nostra società. Per quanto riguarda la sessualità nella pratica religiosa, l’astinenza rituale esiste anche nell’antichità, si pensi ad esempio alle vestali romane, ma, cosa ignota in epoca moderna, esiste anche una prostituzione rituale che coinvolge talor...
Giorno 16 gennaio Matteo Zenoni, uno dei migliori italianisti tra quelli che lavorano nella scuola pubblica italiana, ha postato sul suo blog un lungo e articolato post sui rischi e i limiti dell'applicazione dell'IA nella scuola secondaria 1 . Ora, dato che nutro una grande stima per il collega, con cui mi sono confrontato più volte in privato su questo come su altri temi, mi sembra giusto qui porre le mie considerazioni su quanto ha egli scritto. Considerazioni che nascono da qualche anno di studi su questo argomento e sul digitale a scuola da un punto di vista tecnico e pedagogico, nonché dall'esperienza di formatore per docenti della scuola secondaria di secondo grado. Zenoni, da buon critico qual è, adotta unno stile narrativo per introdurre il tema in discussione, per poi svilupparlo con argomentazioni sempre più serrate: l'esperienza del docente in questa fase dell’anno scolastico è l'improvvisa apparizione, quasi un'epifania, di decine di mail, provenien...
Ottima notizia
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