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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

Principesse e principessi, studentesse e studentessi

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Scrollando su Instagram mi sono imbattuto in questo intervento del linguista Manolo Trinci , a commento di un intervento dell'onorevole Anna Laura Orrico , del M5S .  https://youtube.com/shorts/RPljUJAK5ks?si=VHDrZR_C3B1h0PUA Secondo me Trinci non coglie (detta meglio, non vuole cogliere) cosa sta accadendo in quell'intervento, e favorisce sulle sue pagine social una facile ironia sulla questione che non contestualizza e non favorisce il dibattito sulla scelta linguistica dell'onorevole. Per essere chiari: delle due l'una, o la scelta di usare studentessi è un lapsus , o è una scelta. È possibile sospettare che l'onorevole abbia scelto di usare studentessi proprio per le ragioni spiegate nel video, ovvero evidenziare il senso del suffisso in -essa , per cui oggi si sceglie di non adoperare il suffisso in -essa per riferirsi alle donne impegnate in mestieri e ruoli non riferibili con termini ambigenere o invariabili . Insomma, l'onorevole avrebbe voluto crear...

L'arte di complicare le cose, o delle linee guida sull'IA a scuola

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L' IA  è arrivata nel mondo della scuola. È arrivata malgrado la scuola, ed è arrivata perché la realtà si mangia ogni paravento ideologico, prima o poi, soprattutto se la realtà è assistita dall'interesse delle grandi aziende. Il punto è che gli studenti la usano, questa IA, e la usano anche i docenti, anche quelli che dicono che però non la vorrebbero in classe. Anzi, quei docenti spesso scrivono i propri proclami contro l'IA appaltando la scrittura al loro peggior nemico (immaginario). Detto questo, dato che però parliamo sempre della  scuola italiana , regolamentare vuol dire non guidare l'uso consapevole, vuol dire burocratizzare procedure e tentare di mettere una diga costruita da castori per arginare una marea oceanica. Le scuole dovranno rivolgersi al responsabile per la privacy, valutare le necessità, progettare gli interventi amministrativi e didattici legati all'introduzione della nuova tecnologia, stabilire gli stakeholder, elaborare una lista di app da ...

La polemica incomprensibile sull'ultimo episodio di Wilson di Francesco Costa

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Capisco la polemica sull'ultimo episodio di Wilson e sulle parole di Costa, ma anche no, nel senso che capisco chi dice che il giornalista e il giornale si schierano già nella scelta dei temi, e che quindi la semplice pretesa ingenua della neutralità è un falso: solo che questa premessa la fa già Costa e la ammette ad inizio episodio. L'episodio parla di altro: della pretestuosa richiesta al giornale di raccontare le notizie solo in modo tale che confermino le idee del lettore. A questo, giustamente, Costa si ribella. Poi lo fa con ingenuità storiche, ma concettualmente la sua posizione è chiara e condivisibile. Le critiche alla linea editoriale di Il Post, invece, l'idea che il tentare di spiegare nei dettagli le cose sia una posa spocchiosa, ecco, quella mi sembra ancora di più una polemica strumentale di chi, se già sa, pensa che tutti debbano sapere come ləi, (e pensare come ləi) e se non sa, pensa comunque di saperne abbastanza da non accettare posizioni di...

Persone normali, Sally Rooney

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Persone normali , di Sally Rooney , è un romanzo edito per la prima volta nel 2018. Secondo romanzo di successo dell'autrice, racconta la storia di Marianne e Connell, che conosciamo ragazzi di liceo, quando Marianne è una studentessa ricca ma esclusa dai compagni per il suo carattere eccentrico, e Connell è un ragazzo di origine sociale più modesta, ma affermato per i suoi risultati sportivi. I due in segreto hanno una relazione, solo apparentemente di carattere esclusivamente sessuale, mentre in realtà si completano reciprocamente e finiscono per spronarsi e superare assieme i propri limiti. Tempo dopo Connell e Marianne si iscrivono al Trinity college a Dublino , dove i rapporti si invertono: qui è Marianne ad essere ammirata e desiderata, mentre Connell è uno tra tanti. Eppure i due continuano a cercarsi, a inseguirsi e a perdersi, a proteggersi da lontano. Infine i due protagonisti raggiungono una loro maturazione: finalmente adulti, non in senso anagrafico ma in s...

Fare qualcosa

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Siamo un paese in cui l'ordine costituito non si tocca. Siamo un paese in cui, se vedi un senzatetto per casa, gli dai un euro per lavarti la coscienza, ma non muovi un dito perché lui trovi lavoro e alloggio; anzi, se qualcuno di sua sponte lo fa, viene visto come se si stesse occupando di cose che non gli competono, qualcuno che sta facendo troppo, sicuramente un arrivista che lo fa per farsi e sentirsi superiore agli altri. Perché il punto è quello: l'ordine costituito non si tocca. E così gli attivisti a favore di un'azione decisa contro lo stato di Israele e in favore di un aiuto concreto, politico e non solo umanitario, nei confronti dei palestinesi, sono un problema. Li si valuta secondo standard morali che non sono gli stessi che si adoperano in altri casi, per esempio. Così i marò che sparararono e uccisero di fronte alle acque territoriali indiane andavano difesi e riportati a casa, perché mantenevano un ordine costituito, la preminenza dei commerci it...