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Visualizzazione dei post da luglio, 2025

Di maturità, maturi e immaturi

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Analizzando in maniera seria le proteste che si stanno verificando in giro per l'Italia contro gli Esami di stato , registro il fatto che gli adulti che stanno criticando la scelta degli studenti di rifiutarsi di condurre l'orale all'esame stanno realizzando la loro critica nella forma dell' attacco ad hominem ("e questa sarebbe maturità!", "che bamboccioni", "furbo lui/lei!") evitando accuratamente di discutere nel merito le critiche mosse dai ragazzi al sistema di valutazione, a ciò che precede la valutazione e a quello che da quella valutazione deriva. Questo ci dice tante cose: 1) abbiamo qui dei ragazzi che come sempre svalutiamo ma che sono più "maturi", cioè dotati di capacità critica e di assumersi responsabilità, rispetto a quanto siamo disponibili a riconoscere loro, anche se questi sono disposti a rimetterci o ad entrare nell'occhio del ciclone; 2) abbiamo una parte degli adulti, anche nella classe diri...

Flee, Jonas Poher Rasmussen

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Il film d'animazione Flee   è un'opera notevole che racconta la storia vera di Amin Nawabi , un rifugiato afghano che fugge dal suo paese natale per cercare una vita migliore in Europa. La trama è narrata attraverso una focalizzazione interna, con Amin stesso come narratore protagonista, il che ci permette di vivere la sua storia in modo intimo e personale. La struttura narrativa del film è un lungo flashback, che ci porta indietro nel tempo per rivivere gli eventi chiave della vita di Amin. Fin dalle prime scene, il film mette in luce uno degli elementi centrali della vicenda: l'omosessualità del protagonista. Questo aspetto della sua identità è presentato con sensibilità e tatto, mostrando le sfide e le difficoltà che Amin deve affrontare. Tuttavia, è solo verso la fine del film che viene rivelato un altro elemento cruciale della storia: Amin ha mentito al suo compagno, e non solo a lui, sull'esistenza della sua famiglia. Questa rivelazione aggiunge un ult...

Odio gli indifferenti, Antonio Gramsci

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  Odio gli indifferenti . Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani». Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costrutti; è la materia bruta che si ribella all’intelligenza e la strozz...