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Ghost in the shell, Robert Sanders


Ghost in the shell, film diretto da Robert Sanders, è il remake dal vivo dell'omonimo film di animazione giapponese, tratto dal manga di Masamune Shirow, edito nel 1989.
Il film si fregia di un buon cast - tra gli altri attori, spicca, non senza aver suscitato polemiche, la presenza di Scarlett Johansson - e di un discreto budget speso per la ricostruzione della futuristica Hong Kong.
La trama ripercorre più o meno fedelmente il film d'animazione fonte d'ispirazione, a parte delle scelte, evidentemente compiute per semplificare la vita al pubblico contemporaneo, come il racconto dell'incidente che coinvolge Batou.
Tutto il film si concentra sulla questione della distinzione tra artificiale e umano: in un mondo in cui gli innesti artificiali nei corpi umani sono all'ordine del giorno, si può considerare umana una donna il cui corpo sia per intero una macchina e di cui rimanga solo il cervello? Una simile donna, in balia della sua azienda produttrice, che diritti e doveri ha?
Se il plot del film rimane fedele all'originale, ciò che manca è la primigenea potenza evocativa: Scarlett Johansson è fuori luogo e, soprattutto, l'impatto filosofico della storia si perde nella ricerca dell'effetto speciale. Si guardi per esempio alla potenza evocativa dei paesaggi, che, come sostiene Nerdwriter, nell'originale creano lo straniante e caratteristico effetto eterotopico, purtroppo assente in questo remake.



Un'ultima nota, ancora sull'aspetto visivo del film. Milioni di dollari spesi in computer grafica, in questo caso, non valgono uno yen speso in buoni disegnatori con conoscenze artistiche e filosofiche che, come in Akira, sono capaci di rendere l'atmosfera cyberpunk molto meglio, e questo è un paradosso, di qualsiasi computer.

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