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Ciò che non fecero i barbari a Roma...

Foto: Corrieredellosport
È sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere lo scempio che sta accadendo in questi giorni a Roma. Per chi non sapesse val bene fare un breve riassunto: negli scorsi giorni Comune  e Questura hanno fatto sgomberare un palazzo occupato abusivamente da richiedenti asilo e profughi legalmente presenti in Italia e spesso integrati nel tessuto sociale della città. A questi profughi e richiedenti asilo, non clandestini ma persone legalmente presenti in Italia, occorre ancora ricordarlo, nel corso degli anni non era mai stata offerta una sistemazione decente e se di questo non può essere fatta colpa esclusiva all'ultima giunta, quella della Raggi, anche questa però deve addossarsi la responsabilità di non aver fatto nulla nel periodo del proprio governo a parte sgomberi forzati e inconcludenti. I profughi e i richiedenti asilo, in attesa della proposta di sistemazione proveniente dal Comune o da privati, sono rimasti accampati a Piazza Indipendenza, senza servizi sanitari e senza sapere fino a quando uomini, donne e bambini sarebbero rimasti in quella condizione, almeno fino ad oggi. Questa mattina infatti la barbarie si è perpetrata, quando alle prime luci della giornata la polizia, sostenendo di essere stata attaccata con il lancio di più bombole di gas, anche se le immagini ne mostrano soltanto una, proveniente dal palazzo, in particolare dal primo piano, dove era stato concesso di rimanere ad alcune famiglie le cui condizioni sanitarie del tutto particolari impedivano lo sgombro, la polizia dicevamo ha sgomberato la piazza svegliando spesso i migranti con getti di idranti, che hanno tra l'altro colpito e rovinato in alcuni casi i beni delle persone accampate in piazza, in modo da liberare il luogo. Per fare tutto ciò non si ha avuto riguardo per i bambini o per le donne, comprese quelle incinte.
Che quanto è accaduto sia uno dei peggiori esempi della barbarie che sta colpendo il nostro paese ne è riprova non l'opinione di un buonista radical-chic come potrei essere io, ma quanto denunciato dai rappresentanti ONU a Roma, che per primi hanno condannato quanto accaduto e dichiarato pubblicamente come le proposte di sistemazione venute dal comune siano impraticabili per i rifugiati, perché comporterebbero la scissione dei nuclei familiari o il trasloco a centinaia di chilometri di distanza di lavoratori integrati nel tessuto sociale e di bambini già iscritti nelle scuole romane. Già negli scorsi giorni Medici Senza Frontiere avevo denunciato come non ci fosse alcuna cura delle condizioni sanitarie degli sgomberati e ancora oggi la ONG si è trovata da sola sul campo a curare i contusi e i feriti nello sgombero.
Oltre i fatti, che già mostrano uno scadimento morale e culturale del paese, ancor di più preoccupa come gli eventi qui riportati lascino del tutto indifferente l'opinione pubblica, concentrata sulla paura di un pericolo terrorismo alimentata da forze politiche irresponsabili, ma che sono esse stesse specchio di un sentimento purtroppo comune nel paese, un paese incapace di assumersi le proprie responsabilità riguardo agli accadimenti internazionali e alla crisi economica locale, intento solamente a trovare un capro espiatorio nel più debole di turno.

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