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Flipped Classroom: un caso di studio

ABSTRACT


Per rispondere alla domanda fatidica, se la Flipped Classroom possa davvero conseguire risultati migliori rispetto ad una didattica tradizionale, occorre avere chiare le idee: qual è l'obiettivo della Flipped Classroom? Si potrebbe essere tutti d'accordo sul fatto che l'obiettivo di questa pratica non possa essere la semplice sostituzione tout court di tecniche ormai avvertite obsolete; semmai, la Flipped Classroom trova un suo perché nel tentativo di recuperare allo studio quegli alunni che nel lavoro d'aula appaiono più in difficoltà e che necessitano maggiormente di una didattica laboratoriale, permettendo inoltre ai discenti di raggiungere un grado di acquisizione delle competenze programmate quanto meno paritetico rispetto alla didattica tradizionale, se non superiore. Se questa strategia sia utile alla concettualizzazione è tuttavia la questione a cui si cercherà qui, non di dare risposta, ma di dare un contributo attraverso un caso di studio: l'esperienza di Flipped Classroom su una prima superiore, scuola secondaria di secondo grado, di un istituto tecnico, esperienza realizzata nell'arco di un quadrimestre: un'esperienza, nel complesso, contraddittoria, almeno nei suoi esiti.

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Poi sui forum e tra i gruppi della categoria ha iniziato a circolare una vignetta, che non riporterò, raffigurante un presunto insegnante d'altri tempi che rifila uno scappellotto ad un alunno, infallibile metodo educativo, e ho iniziato a pensare che forse hanno ragione i bulli, siccome so che la violenza di un bullo colpisce a scuola specialmente chi è ritenuto inadeguato al contesto, ecco, certi docenti non sono adeguati al contesto (tra l'altro stanno in compagnia di Sallusti…

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