Mi sembra giusto discutere di questo video. Non posso non apprezzare la scelta open source che, al contrario di quanto avvenuto in Italia, garantisce la piena trasparenza di un sistema così strutturato. Però, come detto nella conferenza, prima che strumentale, la questione è culturale. Pensiamo ai dati della recente ricerca Ipsos MORI, allo sfasamento tra dati reali relativi, per esempio, alla società italiana, e la percezione diffusa. Ora, pensiamo anche di dare uno strumento decisionale come questo ad una società in cui diffusamente la percezione del reale sia distorta. Cosa accadrebbe? È lecito pensare che un rappresentante, al di là delle sue competenze specifiche, debba sempre seguire il voto di una folla di persone che, plausibilmente, non è altrettanto competente? Lasciando la decisione in mano ad un sistema che, almeno in teoria, potrebbe coinvolgere l'intera società, quanto è alto il rischio corporativista? Mi vengono in mente i comuni medievali, una democrazia per molti aspetti diretta e di fatto bloccata dai corporativismi, per questo dovette prima prevedere consigli decisionali più ristretti, poi addirittura la presenza di un'istituzione esterna come il Podestà. L'accesso all'informazione garantisce la competenza? Inoltre, il digital divide non rischia di escludere alcune fasce di reddito e di età dal processo decisionale e, invece, sovrarappresentare altre? In Italia assistiamo ad un nuovo fenomeno: pensiamo alla consultazione sulla Buona Scuola, con un numero di partecipanti relativamente basso. Possiamo ipotizzare influisca la disillusione, ma forse inizia a subentrare, dopo il fallimento politico diffuso del M5S una nuova consapevolezza, che non tutti sanno o devono essere competenti au tutto, ma, proprio per questo, non spetterà a tutti decidere su tutto.
Giorno 16 gennaio Matteo Zenoni, uno dei migliori italianisti tra quelli che lavorano nella scuola pubblica italiana, ha postato sul suo blog un lungo e articolato post sui rischi e i limiti dell'applicazione dell'IA nella scuola secondaria 1 . Ora, dato che nutro una grande stima per il collega, con cui mi sono confrontato più volte in privato su questo come su altri temi, mi sembra giusto qui porre le mie considerazioni su quanto ha egli scritto. Considerazioni che nascono da qualche anno di studi su questo argomento e sul digitale a scuola da un punto di vista tecnico e pedagogico, nonché dall'esperienza di formatore per docenti della scuola secondaria di secondo grado. Zenoni, da buon critico qual è, adotta unno stile narrativo per introdurre il tema in discussione, per poi svilupparlo con argomentazioni sempre più serrate: l'esperienza del docente in questa fase dell’anno scolastico è l'improvvisa apparizione, quasi un'epifania, di decine di mail, provenien...
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/Tomba_Della_Fustigazione.jpg La sessualità nell’antichità viene spesso considerata in maniera indistinta e, altrettanto spesso, si ha la presunzione di credere che sia stata la modernità a scoprire la libertà sessuale e a conoscere pratiche e differenze sessuali prima ignote. In realtà questo pregiudizio va sfatato, e del resto, se ci fermiamo già solo all’antichità classica, numerose fonti epigrafiche, opere letterarie e opere d’arte ci mostrano un mondo ben diverso rispetto a quello che comunemente pensiamo. Va subito detto che la sessualità, nel mondo antico, ha a che fare con i rapporti gerarchici e le pratiche religiose in maniera molto più evidente e onesta che nella nostra società. Per quanto riguarda la sessualità nella pratica religiosa, l’astinenza rituale esiste anche nell’antichità, si pensi ad esempio alle vestali romane, ma, cosa ignota in epoca moderna, esiste anche una prostituzione rituale che coinvolge talor...
Tre ore che nessuno mi restituirà. Questo è quello che ho provato di fronte ai titoli di coda de l'Odissea, film scritto e diretto da Christopher Nolan. Certo, il classicista che è in me ha guardato il film in una maniera che non è per forza quella di qualsiasi spettatore, eppure anche mia moglie, accanto a me, conclusa la visione è uscita dal cinema quanto meno perplessa. Ma cos'è che non mi ha convinto in questo film? Praticamente tutto, ad eccezione dell'unica cosa su cui si è fatto polemica prima dell'uscita del film, ovvero il casting. Nulla da dire sugli attori, ottime prove da parte più o meno di tutti, nessuna interpretazione sopra le righe o eccessivamente caratterizzata. Non cercavo nell'Odissea la verosimiglianza, intanto perché non se la spettavano neanche i greci di 2500 anni fa, e poi perché allora ci sarebbe da mettere in discussione tutto il comparto costumi, le armi, le armature. Insomma, non si guarda l'Odissea di Nolan pensandola u...
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