Mi sembra giusto discutere di questo video. Non posso non apprezzare la scelta open source che, al contrario di quanto avvenuto in Italia, garantisce la piena trasparenza di un sistema così strutturato. Però, come detto nella conferenza, prima che strumentale, la questione è culturale. Pensiamo ai dati della recente ricerca Ipsos MORI, allo sfasamento tra dati reali relativi, per esempio, alla società italiana, e la percezione diffusa. Ora, pensiamo anche di dare uno strumento decisionale come questo ad una società in cui diffusamente la percezione del reale sia distorta. Cosa accadrebbe? È lecito pensare che un rappresentante, al di là delle sue competenze specifiche, debba sempre seguire il voto di una folla di persone che, plausibilmente, non è altrettanto competente? Lasciando la decisione in mano ad un sistema che, almeno in teoria, potrebbe coinvolgere l'intera società, quanto è alto il rischio corporativista? Mi vengono in mente i comuni medievali, una democrazia per molti aspetti diretta e di fatto bloccata dai corporativismi, per questo dovette prima prevedere consigli decisionali più ristretti, poi addirittura la presenza di un'istituzione esterna come il Podestà. L'accesso all'informazione garantisce la competenza? Inoltre, il digital divide non rischia di escludere alcune fasce di reddito e di età dal processo decisionale e, invece, sovrarappresentare altre? In Italia assistiamo ad un nuovo fenomeno: pensiamo alla consultazione sulla Buona Scuola, con un numero di partecipanti relativamente basso. Possiamo ipotizzare influisca la disillusione, ma forse inizia a subentrare, dopo il fallimento politico diffuso del M5S una nuova consapevolezza, che non tutti sanno o devono essere competenti au tutto, ma, proprio per questo, non spetterà a tutti decidere su tutto.
Quella che leggete è la mia risposta alla lettera del collega Matteo Radaelli , pubblicata sul Corriere della sera giorno 2 settembre e online giorno 3 settembre con il titolo «Sono un insegnante di liceo e vorrei cambiare lavoro. Mi fanno fare il burocrate, lo psicologo, l'informatico e il saltimbanco. Di tutto, tranne insegnare» . (EDIT: il Corriere si è poi ripetuto, pubblicando un'altra lettera in data 6 settembre dello stesso tono, titolata Questa scuola ci fa passare la voglia di insegnare ; va preso atto quindi che questa è una linea editoriale scelta dal quotidiano più letto in Italia) --- Buongiorno, mi presento, Sebastiano Cuffari , docente di lettere di un Istituto professionale . Vi scrivo perché ne ho abbastanza dei piagnistei, come quello che avete pubblicato, titolato «Sono un insegnante di liceo e vorrei cambiare lavoro. Mi fanno fare il burocrate, lo psicologo, l'informatico e il saltimbanco. Di tutto, tranne insegnare», del collega Marco Radae...
Per chi si chiedesse come fare ad allontanarsi dai social network dei broligarchi di Trump, un po' di alternative: 1. Friendica , la cosa più simile a Facebook, che in realtà è una sorta di contenitore open source a cui si possono appoggiare progetti locali. Il progetto italiano più avanzato che usa Friendica è Poliverso . Ancora non possiede una vera e propria app dedicata per dispositivi mobili e, va detto, l'esperienza per l'utente medio che viene da Facebook non è altrettanto intuitiva. Per certi versi anzi sembrerebbe di essere tornati a Myspace (cosa che, magari non è poi così malvagia). 2. Mastodon , con sede legale in Germania, ha un'interfaccia grafica e un'impostazione più simile all'ex Twitter. Anche Mastodon funziona su server locali: quello più frequentato dagli italiani è Mastodon.uno . Ugualmente, come per Friendica, una volta che ci si è registrati su un server locale si può tranquillamente interagire anche con altri server e utenti che vengono ...
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/7/7f/Tomba_Della_Fustigazione.jpg La sessualità nell’antichità viene spesso considerata in maniera indistinta e, altrettanto spesso, si ha la presunzione di credere che sia stata la modernità a scoprire la libertà sessuale e a conoscere pratiche e differenze sessuali prima ignote. In realtà questo pregiudizio va sfatato, e del resto, se ci fermiamo già solo all’antichità classica, numerose fonti epigrafiche, opere letterarie e opere d’arte ci mostrano un mondo ben diverso rispetto a quello che comunemente pensiamo. Va subito detto che la sessualità, nel mondo antico, ha a che fare con i rapporti gerarchici e le pratiche religiose in maniera molto più evidente e onesta che nella nostra società. Per quanto riguarda la sessualità nella pratica religiosa, l’astinenza rituale esiste anche nell’antichità, si pensi ad esempio alle vestali romane, ma, cosa ignota in epoca moderna, esiste anche una prostituzione rituale che coinvolge talor...
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