Passa ai contenuti principali

La buona scuola di Renzi (?)


Ieri giorno 3 Settembre sul sito passodopopasso.italia.it il governo italiano presieduto da Matteo Renzi ha presentato il suo piano di discussione e di riforma della scuola italiana. I punti da discutere sono tanti e il tutto si presenta ancora in uno stadio pressoché embrionale, insomma, ai propositi devono seguire i contenuti e devono essere spiegate le modalità con cui certi propositi vogliono essere messi in pratica. Dico qualcosa al riguardo dopo un'analisi molto sommaria e che, quindi, si presta a molte critiche e cambiamenti d'idea.

L'idea dell'organico funzionale di per sé non mi dispiace, anzi, se ne parla da anni in realtà perché sembra l'unica soluzione concreta contro la precarietà permanente. Immettere quindi in ruolo i docenti precari che oggi si accavallano nelle graduatorie ad esaurimento mi sembra un'idea condivisibile. Occorre però capire cosa fare di questi docenti. Una parte andrà a coprire le cattedre disponibili e non assegnate fino ad ora, e fino a qui tutto bene. Gli altri invece verranno distribuiti sulla base delle richieste nell'organico funzionale, a disposizione per ampliare l'offerta formativa di vari gruppi discuole, per fare rete e per coprire le supplenze. Anche in questo caso, in linea teorica tutto funziona, ma occorre poi vedere come realizzare concretamente questo piano. Ovviamente pensare che per le supplenze sia però il dirigente scolastico a decidere chi viene a lavorare e chi no (come funziona? se siamo tutti già assunti, veniamo pagati anche per stare a casa a girarci i pollici in attesa che qualche preside si ricordi di noi?) mi convince molto poco, per non dire per niente. Comunque mi aspetto la levata di scudi dei precari storici, soprattutto perché si parla di assunzione anche in regione diversa da quella di residenza. Non riusciranno ad ottenerla, i precari sono troppo abituati all'idea che il posto a tempo indeterminato prima o poi debba arrivare per grazia divina e diritto acquisito, possibilmente sotto casa. 

Nei piani del ministero si parla di aggiornamento costante che verrà premiato. Come è ovvio, sono d'accordo. Ma c'è un punto di cui non si fa menzione: oltre alla premialità, occorre pensare anche all'adeguamento degli stipendi alla media europea, perché non si può pensare di continuare ad avere degli insegnanti che, a parità d'orario, vengono pagati un terzo dei colleghi tedeschi o la metà di quelli francesi. Dopo l'adeguamento degli stipendi penso che saremo tutti molto più d'accordo a discutere di temi fondamentali quali valutazione (quali saranno i criteri? chi valuterà? si terrà conto della differenza e della difficoltà d'insegnare in un liceo classico piuttosto che in un professionale, come suggeriva il ministro Profumo, o si userà il dato nudo e crudo dell'INVALSI?), merito, e si potrà persino introdurre un tema spinoso: la possibilità di allontanare o licenziare i docenti incompetenti o non motivati. E solo sulla base dell'adeguamento di stipendio si potrà anche chiedere ai docenti di rinunciare agli scatti d'anzianità.

Sul fatto che per insegnare ci voglia l'abilitazione, anche per le graduatorie d'istituto, scelta impopolare quanto vogliamo, sono d'accordo. Viviamo in un paese in cui buona parte dei docenti è convinta che per insegnare basti l'esperienza, non rendendosi neanche conto di come in questo modo sminuiscano il loro lavoro. Se per tutto dovesse bastare l'esperienza, a cosa servirebbe la scuola, l'apprendimento, la capacità di concettualizzare? Allora per tutto ci basterebbe mettere i nostri ragazzi davanti ad una televisione o a fare apprendistato dai 10 anni in su. Per fortuna l'esperienza non è tutto, e forse finalmente pretendendo abilitazioni e concorsi ci toglieremo da davanti agli occhi certi caproni che ancora oggi fanno parte del mondo della scuola sostenendo posizioni sempre più indifendibili.

foto: passodopopasso.italia.it


Posta un commento