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Di cosa parliamo quando parliamo di integrazione

Spesso e volentieri sui media nazionali e locali si parla di integrazione, tuttavia nell'usare questo termine si fa molta confusione, confondendo modelli di riferimento. Persino nel lessico il pressapochismo è d'obbligo, sicché quando nel lessico giornalistico e politico si usa il termine integrazione, nella gran parte dei casi questo viene adoperato al posto del meno frequente ma più preciso termine assimilazione.
Intendiamo con il termine integrazione il «processo in cui gli immigrati diventano membri di pari diritti e opportunità, in base alla disponibilità da parte della maggioranza degli individui che compongono la collettività a coordinare regolarmente ed efficacemente le proprie azioni con quelle degli altri individui a diversi livelli della struttura sociale, facendo registrare un grado relativamente basso di conflitto» [Gallino 2006].
Volendo fare un po' di chiarezza, occorre prima delineare quali sono stati i modelli di integrazione prevalenti nel corso degli ul…
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Mongol, Sergej Vladimirovič Bodrov

Uscito nel 2007, Mongol, di Sergej Vladimirovič Bodrov, è un film di ottima fattura che racconta con discreta precisione storica la difficile ascesa al potere di Temujin, meglio noto agli occidentali con il suo titolo onorifico, scambiato per nome proprio, Gengis Khan. Di Temujin si racconta la nascita all'interno di uno dei tanti clan dei nomadi mongoli, talora cristiani nestoriani, come nel caso di Temujin, l'assassinio del padre Yesugei da parte di rivali, l'infanzia difficile condotta ramingo fra le steppe. Successivamente Temujin seppe crearsi un seguito, delle alleanze, seppe vendicare i torti subiti, anche di fronte agli improvvisi rovesci, come i continui assalti che la sua orda dovete subire, sia da parte di altre popolazioni, sia da parte di altri mongoli, che lo condussero fino alla prigionia nel Catai, ovvero la Cina settentrionale. Accanto a lui la moglie Borte e, adolescente, l'amico, il fratello di sangue Jamuka, con cui condividerà tenda e letto.
Assurt…

Il pugile del Duce, Tony Saccucci

Il pugile del Duce di Tony Saccucci, partendo dalla biografia di Mauro Valeri, racconta la storia di Leone Jacovacci, ragazzone figlio di padre italiano, anzi romano, e madre congolese, venuto su tra le borgate di Roma e fattosi campione di boxe all'estero. Leone infatti, nell'Italia degli anni '20 del Novecento, fa fatica a farsi accettare per il colore della sua pelle e per il suo essere meticcio. Con un nome d'arte inglese e costretto a sottostare agli stereotipi sui pugilatori di colore, Jacovacci diventa atleta di successo nel mondo ma a fatica riesce a far riconoscere il suo essere italiano per competere per il titolo nazionale. Giunto infine al match titolato, Leone sui laurea campione; tuttavia questa vittoria segna il declino della sua carriera: l'Italia fascista non può accettare un campione meticcio e le immagini del trionfo di Leone vengono oscurate. La sua stessa figura viene messa in un angolo in favore dell'emergente Primo Carnera, perfetta incar…

In regione la discriminazione inizia dai bambini

Forse non tutti sanno che il 14 febbraio del corrente anno, il 2017, la regione Veneto, su proposta di Maurizio Conte e Giovanna Negro, ha approvato la proposta di revisione della legge 23 che regolamenta le precedenze nell'accesso agli asili nido. Se la legge 23 del 1990 aveva come obiettivo l'inclusione e, attraverso l'istituto degli asili nido, il facilitare il reinserimento delle mamme nel mondo del lavoro, la revisione approvata dalla giunta regionale ha come obiettivo evidente la discriminazione. Nella suddetta revisione leggiamo infatti che hanno la precedenza, oltre ai bambini disabili (e meno male)
i figli di genitori residenti in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni o che prestino attività lavorativa in Veneto ininterrottamente da almeno quindici anni.  La ratio del provvedimento sarebbe il ritenere che
si debbano privilegiare quei cittadini che dimostrino di avere un serio legame con il territorio della nostra Regione, vuoi perché vi risiedono da alm…

Per favore, leggete l'Iliade

Con il passare dei decenni, una delle letture più importanti e che più aveva caratterizzato la scuola italiana, la lettura di brani scelti dell'Iliade, è andata sparendo in favore di altri testi ritenuti più attuali. Senza voler discutere la qualità artistica delle scelte fatte nella redazione delle antologie, viene da chiedersi però se queste decisioni siano state frutto di reale conoscenza dei testi proposti, o se siano piuttosto dipese dal volgere delle mode e degli eventi.
Una conoscenza dell'Iliade che vada oltre la lettura scolastica (quella che in genere si fa al biennio delle superiori, per intenderci), avrebbe forse potuto portare ad una maggiore tutela di quello che è, in primis, il testo fondativo delle letterature europee. Questo post quindi, lungi dal voler essere un'approfondita disamina dell'opera omerica, si propone piuttosto come tentativo di riscoperta e di dimostrazione d'affetto per un'opera ingiustamente sottovalutata.

Partendo dal primo ca…