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Un post politicamente scorretto

Se si pensasse davvero sia giusto abolire “tutti i privilegi”, varrebbe anche per il privilegio di essere italiani. A dimostrazione che gli slogan generano contraddizioni e che alcuni privilegi si vuole mantenerli (i propri, di solito). — Luca Sofri (@lucasofri) 18 luglio 2018


Visto che siete fan del politicamente scorretto, vi accontento: paragonare la situazione di un migrante che viene da paesi in guerra o in cui il reddito pro capite annuo spesso equivale a quanto prende un salariato medio in italia in un mese con situazioni, seppur tragiche, vissute dai poveri o dai disoccupati o da coloro che hanno vissuto la disgrazia di una calamità naturale in Italia. è voler non vedere che tra le due situazioni c'è un abisso. Se vogliamo essere seri, dobbiamo dire che in Italia, uno dei paesi più sviluppati al mondo, un paese altamente progredito dal punto di vista industriale, in cui, malgrado tutto, il sistema del welfare funziona dal decentemente al bene, in qualche modo si sopravviv…
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La prima volta che mi hanno definito radical chic

La prima persona che mi ha definito radical chic la ricordo bene: una collega, lo stesso mio stipendio, però a quanto pare se io prendo 1400 euro al mese sono borghesia che non ha diritto ad essere solidale, se lei prende lo stesso (con qualche sgravio fiscale di più, in realtà), lei è "popolare" col sacrosanto diritto ad essere incazzata col mondo. Se io devolvo parte del mio stipendio ad Amnesty International o a Save the children lo faccio decidendo di sacrificare un giocattolo per mio figlio o una maglia firmata per me o mia moglie. E non lo dico per avere il plauso, francamente non me ne frega una mazza e scrivere, sui social o un libro, per me è in primis uno sfogo; ma rivendico il diritto ad essre dissidente, ad essere fermamente razionalista in un epoca di nazionalisti; rivendico il diritto di dire che lo studio non è un inutile orpello e che la competenza non è una vergogna; e rivendico il diritto di dire che non c'è vergogna nel non sapere, ma che la peggiore …

Trasformiamo le scuole in centri di ricerca

Come molti avranno notato, da tempo scrivo poco di scuola. Non è che l'argomento non mi interessi più, anzi, ma è che altre questioni, più impellenti, mi costringono a trattare argomenti che eviterei volentieri, se la schizofrenia non stesse colpendo l'opinione pubblica e l'agenda politica del paese, Tant'è.

Un argomento mi sta tuttavia particolarmente a cuore, quello delle sperimentazioni didattiche riguardanti i cosiddetti "nativi digitali". Più in generale poi quello che noto è la scarsa propensione ad una sperimentazione sistematica e scientifica in ambiente scolastico. In parole povere: sebbene ad un livello che appartiene al mondo della ricerca universitaria sia ormai acclarato come il metodo trasmissivo funzioni poco e male, specialmente con gli alunni nati dopo il 1999 (data spartiacque che divide, simbolicamente, nativi digitali ed immigrati digitali), nelle scuole la sperimentazione viene demandata a pochi volenterosi, quasi mai è sistemica, e, in …

Platone, Apologia di Socrate

L'Apologia di Socrate è uno di quegli scritti su cui torno quando vivo un momento di ansia o di crisi. L'esempio del filosofo greco allora mi appare come uno dei massimi apporti alla stessa umanità, uno dei momenti più alti della storia dell'Occidente, sempre che l'Occidente esista.
La storia è nota ai più: Socrate, ormai anziano, dopo il fallimento del governo dei Trenta, tra cui il suo allievo Crizia, e dopo la fine ingloriosa di Alcibiade, anch'egli suo discepolo amato, viene portato in tribunale dai nuovi leader della rinascente democrazia ateniese. L'accusa, sebbene grave, è in realtà una scusa per colpire colui che viene considerato il padre putativo degli oligarchi e del più carismatico leader che Atene abbia conosciuto dopo Pericle. Socrate sarebbe un corruttore di giovani e un ateo.
E Socrate si difende, lo fa certo con le parole di Platone, ma non c'è reale motivo per non credere che il filosofo, magari dicendolo in maniera diversa, abbia usato q…

Beppe Grillo plagia TED e questo è il minore dei problemi

Mi sono andato a leggere il post di Beppe Grillo sulla sostituzione del sistema elettivo con il sorteggio (link: http://www.beppegrillo.it/il-piu-grande-inganno-della-politica-e-farci-credere-che-servano-politici/ ). Per carità, interessante, se non fosse che si tratta di un plagio. Infatti il buon Beppe ha preso un  video pubblicato su Ted il giorno precedente alla  pubblicazione del suo post e l'ha tradotto, spacciando per sue le idee altrui (link: https://youtu.be/cUee1I69nFs). In merito poi alla proposta, non mi dilungo tanto: comparare la democrazia antica fondata sul sorteggio in comunità di non più di 50/60.000 cittadini con democrazie moderne da milioni di abitanti è come voler mettere a paragone balene e scimpanzé perché tanto sempre mammiferi sono; lo puoi fare, ma fino ad un certo punto. Due passaggi mi risultano interessanti: nel primo si sostiene che la volontà di rappresentanti così scelti rappresenterebbe più della somma delle singole volontà, e in questo a chiare l…

Quando Socrate si oppose alla dittatura della maggioranza

Siamo verso la fine della guerra del Peloponneso. Gli Ateniesi si sono incredibilmente ripresi dopo una serie di disastri e di intrighi che hanno quasi distrutto la democrazia, e la vittoria delle Arginuse (406 a. C.) sembra segnare il ritorno della grandezza della città.
Proprio però questa vittoria navale segna il tracollo finale: Teramene, che già aveva tentato di prendere il controllo della politica cittadina per altre vie, prova la strada giudiziaria per allontanare dalla scena politica i dieci strateghi, i generali, che avevano portato al trionfo militare. I dieci vengono così accusati di un atto sacrilego, il non aver raccolto i morti in mare per dare loro una degna sepoltura, o magari scoprire qualche superstite.
A decidere viene chiamato un tribunale speciale, l'intera assemblea popolare, cinquemila giurati abilmente manipolati dalla retorica demagogica di Teramene e pronti a colpire gli strateghi al di là e contro le leggi vigenti. Il tutto si svolge in un'atmosfera…

Antifonte (V sec. a. C.), Sulla verità, Fr. 44 B, col. 2, Diels-Kranz

<τοὺς ἐκ καλῶν πατέ->ρων ἐπ̣<αιδούμεθά τε κ<αὶ σεβόμεθα, τοὺς δὲ <ἐκ μὴ καλοῦ οἴκ<ου ὄντας οὔτε ἐπ<αιδούμεθα οὔτε σεβόμ<εθα. ἐν τούτω<ι δὲ πρὸς ἀλλή<λους βεβαρβαρώ<μεα, ἐπεὶ φύσει πάντα πάντ<ες ὁμοίως πεφύκ<αμεν καὶ βάρβαροι καὶ Ἕλλην<ες εἶναι. σκοπεῖν δὲ παρέχει τὰ τῶν φύσει <ὄντων ἀναγκαί<ων πᾶσιν ἀν<θρώποις· π<ορίσαι τε κατ<ὰ ταὐτὰ δυνα<τὰ πᾶσι, καὶ ἐν <πᾶσι τούτοις οὔτε β<άρβαρος ἀφώρις<ται [δ̇] ἡμῶν ο̣<ὐδεὶς οὔτε Ἕλλην<·> ἀναπνέομεν τε γὰρ εἰς τὸν ἀέρ<α> ἅπαντες κατὰ τὸ στόμ<α κ>αὶ κατ<α> τὰς ῥῖνας κ<αὶ ἐσθίομε>ν χ<ερσὶν ἅ<παντες? ....>

"Noi rispettiamo e veneriamo chi è di nobile origine, ma chi è di natali oscuri, né lo rispettiamo, né l'onoriamo. In questo, ci comportiamo gli uni verso gli altri da barbari, poiché di natura tutti siamo assolutamente uguali, sia Greci che barbari. Basta osservare le necessità naturali proprie di tutti gli uomini (...) nessuno…