Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da 2017

Questa è l'acqua, o del perdere la propria umanità tra razzismo e ridicolo

In questi giorni  Vice ha pubblicato uno studio sui legami tra gruppi Facebook e movimenti xenofobi e razzisti di estrema destra . Secondo il giornale online il legame sarebbe facilitato dal fatto che i social network aggregano molto facilmente e senza particolari forme di moderazione gruppi di cittadini, spesso caratterizzati proprio dallo spiccato spirito identitario e localistico, humus ideale per la propaganda di estrema destra di movimenti che, altrimenti, probabilmente potrebbero contare su una minore risonanza e un minor consenso. Dall'analisi del sito risulta anche chiaro come questi gruppi siano facilmente luoghi di diffusione di notizie false e di disinformazione, quasi sempre di carattere parascientifico o xenofobo. Bisogna d'altro canto dire che, soprattutto per quanto riguarda la propaganda parascientifica, essa non riguardi solo i gruppi identitari di destra ma sia tristemente distribuita anche attraverso gruppi caratterizzati più spiccatamente per ceto sociale o…

Libero, Flavio Cattaneo e la cattiva informazione

Mentre i dipendenti muoiono di fame Quaranta milioni in 16 mesi da Tim
Flavio Cattaneo, amministratore delegato dell’azienda telefonica, incassa una cifra mostruosa e ingiustificabile non per lavorare bensì per andarsene. Ecco perché l’Italia fa schifo
Libero
23 Jul 2017
Di RENATO FARINA

L’architetto Flavio Cattaneo è un lombardo di 54 anni che, con quella mascella larga e magra, ha l’aria del frequentatore di bar sport e di intendersi di carambole, Campari soda, soldi e donne. Della sua attitudine a cavarsela splendidamente con il ramo femminile testimonia il legame durevole con Sabina Ferilli. Quanto a manager, parla il curriculum (...)

Al solito, come non si dà una notizia: la buonauscita era presente già nel contratto firmato dal signor Cattaneo, chi si indigna ora, cosa faceva all'epoca? Seconda cosa: il contratto del signor Cattaneo prevedeva un 10% di fisso e un 90% di provvigioni all'ottenimento dei risultati aziendali stabiliti dal CDA nominato dagli azionisti. Risultati c…

La morte di Chester Bennington o della fine dell'adolescenza

Quando usciva In the end era il 2001 e io non avevo ancora compiuto vent'anni.



Frequentavo l'università, iniziavo a superare la mia cronica apatia del vivere adolescenziale, l'indole asociale che dall'infanzia mi aveva rinchiuso in una prigione autocostruita che mi aveva impedito tante amicizie e tante possibilità. In the end è stato il mio primo incontro con la voce di Chester Bennington, in un certo senso una rivelazione.



Dopo anni ad ascoltare in loop quasi esclusivamente i Queen, Metallica, Iron Maiden, Megadeath, Dream Theater e Blind Guardian (ad eccezione dei Queen, gruppi ascoltati al traino di mio fratello) dopo anni di venerazione per le voci di Freddie Mercury e di James LaBrie, la voce di Bennington e le melodie rap/metal dei Linkin Park mi aprirono un mondo. Era il mondo che da adolescente avrei voluto saper esprimere ma per cui mi mancavano le parole, le corde vocali, i ritmi.



Diciamocelo chiaramente: i primi album del gruppo, da Hybrid Theory a Meteora,

La scopa del sistema, David Foster Wallace

La scopa del sistema è il primo romanzo di David Foster Wallace. In questo romanzo l'autore pone le basi per quelli che sono i suoi temi caratteristici: l'ironia pungente, il racconto corale, il rapporto controverso con il sesso, l'ossessione per le scene surreali.
La trama ripercorre le vicende delle due Lenore Beatsman, bisnonna e pronipote, intente in un reciproco ricercarsi, simbolico da un lato, reale dall'altro. Accanto il comprimario, coprotagonista, antagonista Rick Vigorous, compagno e datore di lavoro della Lenore pronipote, assieme a tutti gli altri personaggi che ruotano intorno alla vicenda (dal finto psicologo al padre proprietario di azienda, all'adolescente conturbante divenuta moglie tradita, fino al pantagruelico Norman Bombardini e al pappagallo capace di formulare frasi sconce trasmesse in televisione in un programma di un santone cristiano), costituisce un intreccio di storie che si accavallano nel comune paesaggio della provincia americana, C…

Sul reato di apologia di fascismo o della damnatio memoriae

La questione dell'estensione del reato di apologia di fascismo è complessa. Trasformiamo il  ragionamento comunemente espresso in questi giorni dai detrattori del provvedimento del governo in un sillogismo:  abbiamo avuto un passato fascista; abbiamo fatto i conti con il nostro passato; non dobbiamo temere il nostro passato. Il sillogismo però è fallace perché una delle due premesse è falsa: noi NON abbiamo fatto i conti con il nostro passato. Nessun gerarca fascista è stato condannato per crimini di guerra o contro l'umanità; in pochi sanno di avere avuto magari dietro l'angolo dei campi di concentramento e in pochissimi sanno che la percentuale di morti nei campi in Slovenia era pari o superiore ai campi di sterminio tedeschi; la maggiorparte degli italiani non sa che la gran parte dei fascisti sono stati amnistiati e non conosce la gravità dei reati commessi in Italia, Grecia, Albania, Etiopia e Libia; relativamente in pochi conoscono le falsità della propaganda fascis…

Linguaggio e senso, la costruzione della proposizione significativa in Gilles Deleuze

Nella sua Logica del senso, Gilles Deleuze dà un suo contributo significativo ad uno dei problemi che in qualche maniera affligge da De Saussure in poi la linguistica, ovvero come si sviluppi il rapporto tra significanti e significati e come una proposizione possa risultare significativa. Per capire i termini della questione, in particolare cosa si intenda con i termini significante e significato, si farà riferimento ad un precedente post intitolato De Saussure, Wittgenstein: dalla linguistica alla logica linguistica.
Per Deleuze, sia nel caso della scelta della singola parola, sia nel caso della costruzione delle proposizioni, pensare che il tutto avvenga per un semplice meccanismo di denotazione non è sufficiente: non è sufficiente cioè pensare che la costruzione di un testo possa avvenire dando un nome (significante) ad ogni concetto o oggetto (significato) - si pensi per esempio all'idea biblica dei primi uomini che iniziano semplicemente a nominare il creato -, perché questo …

Essere radical chic ed esserne fieri

È la condanna di chiunque voti sinistra: prima o poi arriverà il fenomeno di turno e, se non siete un operaio metalmeccanico, vi dirà che siete dei radical chic (o, quasi come fossero sinonimi, un hipster). Prima o poi ci si passa, dà un certo fastidio, almeno fino a che non ci si rende conto che il nostro interlocutore, spessp, non sa di cosa parla.

Cosa sia radical chic è lungo da raccontare (ed è una bella storia sullo slittamento semantico, su come l'italiano medio non capisca una ceppa di inglese e su come i giornalisti di destra, a partire da Indro Montanelli, conoscano e capiscano veramente poco della storia della sinistra), per cui rimanderò all'ottima spiegazione di Luca Sofri su Il Post, intitolata Cosa sono i radical chic?

Perché tirare fuori questa questione lessicale? Perché dietro la scelta di definire chi fa politica o vota politiche di sinistra con questa definizione (e dietro lo slittamento semantico a cui accennavo) si nasconde una buona dose di malafede e d…

Come non si fa informazione sui vaccini, ovvero delle fake news

Per lo meno nell'ultimo anno, l'opinione pubblica italiana si è divisa sull'ennesima questione tecnica (e che forse ai tecnici sarebbe meglio lasciare), ovvero l'obbligo vaccinale; in particolare il dibattito si è inasprito dopo che alcuni casi di autismo sono stati attribuiti (a torto, si è poi scoperto), alle vaccinazioni, e al conseguente crollo del numero dei vaccinati, con le immaginabili conseguente (si guardino per esempio i dati sull'epidemia di morbillo che sta attualmente colpendo il paese), fino ad arrivare al decreto Lorenzin e all'obbligo di somministrazione di 12 vaccini per poter frequentare gli asili nido.
Qualsiasi cosa si pensi sulla questione, che si sia dalla parte di chi pretende il rispetto delle libertà personali, compresa la scelta autonoma sulla necessità o meno di vaccinare i propri figli, sia che si sia dalla parte di esperti come il prof. Burioni, una cosa comunque rimane certa, ovvero la necessità di fare buona informazione sull…

Emily e il vento, Lorenzo Gobbi

Non è nello stile di questo blog, tuttavia, avendo avuto il piacere di conoscere di persona Lorenzo Gobbi, mirabile collega e splendida persona, non posso esimermi dalla "marchetta" del suo ultimo lavoro, Emily e il vento

Da un luogo lontano, da un tempo nuovo, un uomo scrive a Emily Dickinson: non vuole parlarle di sé, ma raccontarle, immaginando, di Emily stessa. Davanti ai suoi occhi, ecco Emily ragazza, che amava il sogno e amava il gioco, con una gioia infantile e consapevole; ecco il suo mondo perduto, la sua città, Amherst, la famiglia e gli amici, il cane Carlo, le api e il vento dei suoi boschi. Lo sguardo dell'autore la insegue negli anni, fino alla solitudine scelta volontariamente: entra con lei nella stanza che ne divenne la dimora, apre i cassetti dello scrittoio, contempla l'abito bianco che la rivestì, ne ascolta le poesie e il silenzio inconfondibile.



Inutile dire quanto alto sia il valore dell'opera, per cui l'unica cosa che posso fare è invi…

Esami di Stato, giornali, tv e scuola di classe

Passata la seconda prova dell'esame di Stato 2016/2017, una cosa mi amareggia particolarmente, ovvero il fatto che, malgrado gli anni passati dall'epoca di Gentile, nel modo in cui parliamo della scuola italiana siamo ancora fermi alle posizioni di chi divideva in scuole di serie A o serie B (se non LegaPro), a seconda degli indirizzi frequentati dagli alunni.
In che senso? Basti pensare al battage mediatico sulla seconda prova: chi sa che prove sono state assegnate, non dico agli altri licei (qualcuno forse avrà sentito di Eco al liceo delle Scienze Umane), al di fuori di Classico e Scientifico, ma, che so, agli Istituti Tecnici o, peggio, ai Professionali? Ci sono tre quarti dei ragazzi che si stanno accingendo all'esame di Stato di cui, saccentemente, ci frega poco o nulla.
A dire la verità sui giornali qualcosa è comparsa: in ordine sparso i principali quotidiani nazionali (Corriere, Repubblica, Il Giornale e La Stampa su tutti) hanno pubblicato i testi delle prove pr…

Esami di Stato, vecchie polemiche

Passata la 1° prova dell'esame di Stato, come ogni anno ciò che rimane è il corollario di polemiche, a partire da quelle suscitate dal post di Monica Cartia per continuare con Corlazzoli fino a chiudere con  Raimo su Internazionale.   

Ora, potrei dire che se Corlazzoli e Cartia criticano la scelta delle tracce, a occhio, la scelta delle tracce è stata ottima. Scherzi a parte, un conto è la scelta più o meno criticabile dell'attualità o della banalizzazione dei temi di grandi della letteratura come Caproni, Machiavelli, Leopardi, Foscolo, etc; un altro conto è il nascondersi dietro questi rischi per non ammettere che non si svecchia il proprio modo di fare e pensare la scuola da vent'anni. Ah, se, come Carlazzoli, non sapete nulla di robotica o della letteratura dal secondo dopoguerra ad oggi, la colpa non è del MIUR.
Il punto è che l'esame non serve a valutare se i ragazzi sono diventati saggisti o critici d'arte, ma per valutare competenze di base in un contesto …

Il paradosso del barbiere, spiegato

Il paradosso del barbiere è un noto paradosso ideato da Bertrand Russell (e ripreso poi da Wittgenstein e dalla sua scuola) per spiegare per assurdo alcuni meccanismi della logica linguistica.
Letteralmente il paradosso è così formulato:
« In un villaggio vi è un solo barbiere, un uomo ben sbarbato, che rade tutti e solo gli uomini del villaggio che non si radono da soli. Il barbiere rade se stesso? »
In che senso parliamo di paradosso?
Analizziamo premessa e conclusione. I personaggi in scena sono il barbiere e gli uomini del villaggio, divisi fra coloro i quali sono in grado di radersi da sé, e coloro che per radersi necessitano del barbiere. Ad essere precisi però tutti i personaggi in scena non esistono di per sé, ma in base alla loro funzione logica che scaturisce dalla relazione con gli altri. A ben guardare, il barbiere è colui che rade o non rade gli uomini del villaggio, e questi sono coloro che si fanno o no radere dal barbiere.
Fino a qui tutto bene.
Il paradosso nasce per…

Dodici tesi per la sinistra

Il diritto alla proprietà privata è un portato culturale, non naturale, come tutto ciò che riguarda l'organizzazione sociale dell'uomo. Non esiste in natura, non è conosciuto​ fra gli altri animali, neanche fra quelli più vicini all'uomo quali i primati.

Se la proprietà privata non è un diritto naturale, ma espressione culturale, la sua difesa non può travalicare i diritti umani sanciti dalla condizione stessa di esseri umani.

L'uomo migra da ben prima che il diritto alla proprietà privata sancisca confini, individuali o comunitari.

L'uomo migra per sua natura per cercare condizioni di vita favorevoli, sicché la mobilità, prima del diritto alla proprietà, è un diritto legato alla condizione di esseri umani.

La difesa della proprietà e dei confini, materiali o immateriali, non può prevedere la discriminazione di esseri umani in quanto tali sulla base di concetti legati alla proprietà, come identità, nazione, etnia, ceto.

Anche lì dove l'organizzazione sociale di una…

De Saussure, Wittgenstein: dalla linguistica alla logica linguistica

Da De Saussure in poi chiunque studi le questioni della lingua ha dovuto riconoscere come ogni linguaggio funzioni con meccanismi ben più complessi rispetto a quelli che normalmente siamo in grado di ammettere.
Il ginevrino ci informa infatti di come ogni linguaggio si fondi sul complesso rapporto tra langue e parole, ovvero tra tutte le scelte sintattiche, stilistiche, di registro e lessicali che lo strumento ci permette (langue) e la concreta ed individuale realizzazione personale (parole).


Ancora di più la questione viene complicata dal rapporto circolare che si instaura tra significante (il segno materiale che noi adoperiamo per veicolare un significato), il significato (l'idea che ciascuno di noi possiede e che intende veicolare attraverso il segno materiale) e il contesto che modella le idee del mittente e del destinatario. Praticamente, quando noi adoperiamo la parola "albero", indichiamo un referente concreto (l'albero che esiste o non esiste nella realtà), …

Il metodo Fusaro, spiegato

Arrivi a scuola, in attesa degli scrutini leggi le ca$$ate quotidiane di Diego Fusaro su Lettera43, che di sociologia e antropologia non sa una fava e che di economia conosce solo il termine capitalismo, e dopo cinque righe di farneticazioni senza costrutto logico, scritte in una pessima sintassi e con un presuntuosissimo uso di un lessico pseudotecnico, con una sequenza di ripetizioni che farebbero prendere 4 al più mediocre dei miei alunni, capisci che fare istruzione e divulgazione, in maniera seria, è, nella società delle webstar della rete, un obbligo civile.
Mi risulta del resto che il pensiero filosofico preveda la validità di una tesi finché essa non viene confutata. Nel caso specifico: Fusaro ritiene le migrazioni governate dal criptocapitalismo, ignorando o volendo ignorare il fatto che le migrazioni sono strutturali e che le migrazioni lungo i mari e attraverso i confini hanno caratterizzato la storia dell'uomo ben prima del capitalismo; quando parla di capitalismo e ci…

Una proposta per un laboratorio di scrittura a scuola

Il seguente prospetto è il frutto della rielaborazione di quanto appreso durante il corso di formazione "Video-riprese di azioni d'insegnamento e formazione dei docenti: il Feedback Formativo e la Valutazione per l'apprendimento", erogato dall'Università degli studi di Verona e tenuto dal dott. Maurizio Gentile.



Progetto di apprendimento: Laboratorio di scrittura

Contesto
Argomento: Esercitazione guidata e autocorrezione nella produzione di elaborati di tipo regolativo, narrativo, informativo e argomentativo

Tempo necessario: 250 minuti

Numero di studenti: 20

Descrizione: L'attività, strutturata in tre fasi, consta di una fase produttiva individuale e di una serie di fasi di discussione guidata e di cooperative learning. In particolare, oltre all'azione di tutoraggio da parte del docente, l'attività vuole valorizzare l'azione di tutoraggio tra pari.


Obiettivi
Competenza linguistica; Competenza collaborativa

Risultati attesi
Identificare (Comprensione): ri…

Serracchiani, Fermo, le ONG, i valori, la traslazione della colpa e la deumanizzazione

Nella passata settimana sono accaduti una serie di fatti che mi hanno spinto, sulla mia pagina Facebook, a pubblicare un post abbastanza chiaro



Tuttavia credo di dover spendere qualche parola in più sui fatti di cui si dice qualcosa nel post riportato sopra.
Per chi ha seguito le cronache, l'ultimo mese, ed in particolare la passata settimana hanno coinciso con un crescere spasmodico della messa in stato di accusa del fenomeno migratorio (e dei suoi presunti fiancheggiatori).
Andando in ordine, siamo partiti dalle dichiarazioni pubbliche del procuratore di Catania Zuccaro, che lamentava come l'intervento delle ONG nelle acque del Canale di Sicilia porti ad accrescere la difficoltà del catturare gli scafisti che guidano i barconi salpati dalla Libia verso le coste siciliane. Alle parole di Zuccaro sono seguite varie prese di posizione, la difesa delle ONG da parte di una parte del governo e contemporaneamente il ribadire delle accuse dal resto, nonché dalle varie forze politich…

Wallace, il soliloquio, Faulkner e Proust

Nell'immaginario comune, nella gran parte dovuto e modellato dalle esigenze scolastiche, le grandi innovazioni della letteratura​ contemporanea traggono origine nelle opere di Virginia Woolf, Joyce, Mann, Pirandello e Svevo (al massimo D'Annunzio). Lasciando perdere la sopravvalutazione dell'impatto e dell'importanza dei tre italiani, chi rimane fuori da questo panorama sono due autori, in realtà molto più influenti, ma di molto più difficile lettura. Parliamo ovviamente di Proust e Faulkner. La scrittura novecentesca, anzi, si forma ad imitazione o in contrapposizione al periodare di questi due grandi.
Quanto detto prima risulta evidente osservando il periodare di alcuni giganti contemporanei. Fra i grandi degli ultimi quindici anni, uno risulta particolarmente influenzato dalle sperimentazioni sopracitate: David Foster Wallace. Si legga per esempio il seguente soliloquio tratto da La scopa del sistema (capitolo V),

Mettiamo che qualcuno mi avesse detto, dieci anni fa,…

Linkiesta, Jstor Daily e le donne pirata

Allora, partiamo da una premessa: se prendi un pezzo, un bel pezzo, di qualcun altro e lo traduci o lo reinterpreti nella tua lingua, non fai di per sé un male. Anzi, magari permetti a dei lettori che non potrebbero accedere a quei contenuti, banalmente, per un problema di decodificazione linguistica, di sapere qualcosa in più su un determinato argomento.
Ma dato che è tra i dettagli che si deve frugare per capire i reali interessi in gioco, quando si tratta di buona fede, la prima cosa da fare è dichiarare che si sta traducendo o prendendo ispirazione. Così non è per un recente articolo di Linkiesta (lo trovate qui) che riprende praticamente per intero un articolo pubblicato su Jstor Daily (questo). Ripeto, di per sé nulla di male, se non fosse che da nessuna parte si leggono:
A) il rimando bibliografico al saggio dello storico che viene citato, Marcus Rediker;
B) il rimando o il link all'articolo originale.

Vogliamo essere sicuri che si tratti di una traduzione? Prendiamo il pr…