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Non è un paese per

L'Italia non è un paese per, aggiungete voi cosa. L'Italia non è un paese per imprenditori, ma neanche per dipendenti. L'Italia non è un paese per giovani, ma neanche per anziani. L'italia non è un paese per chi studia, ma neanche per chi lavora, figuriamoci per chi non fa né l'uno né l'altro. L'Italia non è un paese per donne, ma anche un maschietto ha difficoltà a sapere cosa fare di se stesso; figuriamoci chi non si sente né uomo né donna.

L'Italia non è un paese per. Forse anche perché c'è chi specula su questo paese, sulla distruzione, non di una sua fantomatica identità, ma sulla distruzione di ogni possibilità.
L'Italia è il paese in cui tanto tutto è già deciso, in cui gli imputati non si fidano dei loro giudici, i magistrati non danno fiducia a chi scriverà le leggi, i legislatori non danno credito a chi quelle leggi dovrà farle rispettare; in Italia gli alunni e i genitori non credono agli insegnanti, gli insegnanti non credono a chi dovrà formarli e giudicarli, chi giudica e forma gli insegnanti non crede di avere davanti gente realmente interessata al suo mestiere.
In Italia il paziente pretende di conoscere le sue malattie meglio del medico, i media speculano sulla salute pubblica maneggiando la sanità come carne da macello.
In Italia la Storia con la lettera maiuscola non esiste, non è un patrimonio condiviso di idee, non è neanche argomento di riflessione o dolore nazionale. Semplicemente non è, e chi pensa di fare storia, non fa che parlare del nulla.
In Italia guardare oltre il proprio orto è peccato, perché ancora oggi peccato e reato sono sinonimi.
In Italia la Rivoluzione Francese non c'è mai stata.
In Italia non esiste una cultura umanista che sia in grado di mettere in crisi l'opinione comune. In Italia la cultura umanista è morta, gli intellettuali sono delle controfigure di straccioni al soldo del politicante di turno, per cui si prostituiscono cavalcandone con entusiasmo motti, slogan e sfottò. In Italia l'intellettuale rifugge la cultura critica, molto meglio vendere una copia in più o rubare uno spettatore al prossimo spettacolo teatrale.
Ma tanto in Italia libri e teatro non sono che ricordi, perché la cultura si fa sulla TV e in Rete.
In Italia TV e Rete hanno deciso di fagocitare la cultura, tra tette e culi di stelle e stelline di turno e la ggente che deve assolutamente fare sapere e condividere. Cosa non si sa, perché non importa che l'informazione sia vera o falsa, l'importante è che sia condivisa.

L'Italia non è un paese per.

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