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Voxnews, ovvero cosa non è giornalismo

Ringrazio uno dei miei ex alunni per avermi segnalato, ieri, questo "magistrale" articolo di Voxnews , sedicente quotidiano online. A dire la verità l'alunno ha linkato questo articolo per comprovare le sue idee, avverse all'accoglienza degli immigrati in Italia. Purtroppo per lui, proprio le "qualità" di questo pezzo comprovano le idee opposte, e così, se volete in un gioco letterario, mi do all'analilsi e alla decostruzione di questa colonna portante della pseudo informazione.

Iniziamo dal primo dato. Un articolo come questo, stracolmo di commenti personali del giornalista (?) che l'ha scritto, andrebbe firmato, essendo un editoriale, un pezzo che delinea la linea politica ed ideologica del giornale; invece l'articolo non è firmato, facendo passare l'idea che i fatti che propone siano incontrovertibili e tutt'altro che discutibili.
Continuiamo: già dal titolo il falso ideologico è compiuto. Si parla infatti di "invasione". Ma cos'è un'invasione? Per rispondere usiamo la definizione più nota e più diffusa, anche perché di più facile accesso, quella di Wikipedia. "Per invasione si intende l'occupazione, generalmente violenta, di un certo territorio da parte di un nuovo gruppo di individui (che può essere un gruppo militare o anche un gruppo di civili) già sottoposto alla sovranità di un gruppo umano ivi stanziato. Tale invasione avviene di solito in armi, tanto da essere ricordata, dalle discendenze, sempre con aspetti negativi di morte e distruzione, anche se spesso nell'uso comune con tale termine si identificano anche invasioni "pacifiche", cioè laddove ingenti masse umane (o non umane) si stanzino anche temporaneamente su un determinato territorio.
Altro significato della parola invasione è di stampo più militare. Storicamente l'invasione quindi può, spesso, assumere i connotati di una pura operazione militare, pianificata e condotta, normalmente per ragioni economico-politiche, se non geostrategiche, sostenute da questioni ideologiche."
Stando a questa definizione, l'accezione più diffusa e accettata di invasione, anche se non l'unica, è quella di occupazione violenta, in armi, di un territorio precedentemente abitato. E allora, di che invasione parla Voxnews se le armi in questione, sono in possesso solamente di una parte, quella che, stando all'articolo, subisce l'invasione? Ma forse, più correttamente, il termine invasione dovrebbe essere sostituito con il termine "migrazione": " Per l'essere umano, a differenza degli animali e dei fenomeni naturali, si parla di soggetto di migrazione, in quanto appunto soggetto di un personale e più o meno consapevole progetto migratorio, anche qualora tale progetto sia inserito in un movimento collettivo e magari provocato da cause esterne (pestilenze, guerre, carestie, disoccupazione). Le cause (fatte salve quelle più meramente biologiche come le carestie) sono sostanzialmente differenti da quelle animali, implicando in molti casi una ricerca di ordine più esistenziale e culturale più che semplicemente materiale. Anche nei casi che la sociologia suole spiegare in termini di fattori push, come può essere nel caso della ricerca di lavoro, le ricerche attente ai racconti di vita tendono a evidenziare che a spingere il singolo migrante alla migrazione sono in realtà cause di ordine più complesso e individuale: ricerca di una emancipazione dal contesto familiare, ricerca di libertà di espressione, di crescita culturale, curiosità intellettuale. Va poi evidentemente sottolineato che solo in termini molto riduttivi l'amore quale causa della migrazione accomuna uomo e animali: non di pura riproduzione della specie o di accoppiamento è alla ricerca il migrante quando lascia il proprio paese" (fonte, ancora, Wikipedia).

Continuiamo la nostra analisi: "Baranzate - Sei nati su dieci sono stranieri, gli italiani sono già minoranza. Oltre il 30 per cento dei residenti sono immigrati."
Proprio questo cappello introduttivo mette in luce l'illogicità e la malafede dell'articolo. Sei nati su dieci sono stranieri, gli  Italiani (perché i nomi di popoli si scrivono in maiuscolo, ignoranti) sono in minoranza. Fermiamoci un attimo. Sei nati su dieci. Quindi parliamo di bambini nati in Italia, che frequentano le scuole italiane, gli oratori italiani, sono curati dall'assistenza sanitaria italiana, hanno amici italiani, parlano italiano. Insomma, non sono bambini italiani (si scrive in minuscolo se è aggettivo, ignoranti) per la burocrazia. Tanti Balotelli, insomma. Quei ragazzi che, quando conviene, sono esempio dell'Italia migliore, sennò, sono immigrati.
Ma continuiamo: oltre il 30 per cento sono immigrati. Peccato che prima si fosse detto che gli stranieri sono più de 50%. Insomma, decidiamoci.

Secondo parragrafo. "Baranzate è una cittadina di 11.538 abitanti in provincia di Milano, letteralmente invasa da un’accozzaglia senza identità. Una babele priva di senso di romeni, moldavi, albanesi, senegalesi, maghrebini, cinesi e filippini. Che non hanno nulla in comune, tranne l’essere in una terra che non è la loro."
A parte i nomi di popoli scritti in minuscolo, sintomo di un giornalista (?) che non conosce la sua lingua e critica gli stranieri (complimenti), dove sono i fatti certificati in questo paragrafo? L'unico dato è il numero di abitanti, poi il nulla. Dove sono le percentuali di presenza delle diverse minoranze?
Il giornalista poi parla d'identità. Peccato viva nella terra di cui si disse, alla sua nascita, "fatta l'Italia, ora occorre fare gli Italiani". Peccato parli di una regione, la Lombardia, che rivendica un'identità diversa rispetto al resto dell'Italia, la mitologica Padania, un altro falso storico di cui, se vorrete, potrete leggere in altri articoli su questo blog. Perché il giornalista non fornisce una definizione di questa fantomatica identità italiana? Perché, ad oggi, sono così vive nel nostro paese le identità regionali se, come si pretende, esiste un'identità italiana che questa "invasione" starebbe distruggendo?
Gli immigrati vivono in una terra che non è la loro. Questo è un tipico errore (voluto) nell'uso della logica, ovvero considerare un accidente, una casualità, come qualcosa di volontario e sacrosanto. Come se il giornalista (?) avesse scelto di nascere in Italia, avesse alla nascita firmato un contratto di proprietà e fosse, per tanto, proprietario di un non meglio precisato appezzamento d terra in quel territorio che oggi viene chiamato Italia. Poco importa che i confini dell'Italia siano mutati, e di molto, nel corso dei millenni; poco importa che l'Italia, in origine, fosse una piccola parte del meridione, che Milano fosse terra straniera, sino alle popolazioni preindoeuropee, se vogliamo. Ad essere precisi siamo tutti figli di migranti, tutti invasori di qualcun altro, ma quando non conviene, questo è un dato che è meglio evitare di ricordare.

" La città è invasa di negozi stranieri,  quelli italiani non esistono quasi più." Inutile dire quanto sia campata in aria questa frase: non un dato della camera di commercio, non un numero. Una splendida narrazione, quella di questo articolo. Ma di dati oggettivi neanche l'ombra, solo il gioco, scellerato, sulle paure, i preconcetti, le ignoranze altrui.

" All’istituto comprensivo Rodari, l’unico ente scolastico pubblico del Comune, ci sono in tutto 880 ragazzi delle scuole medie, con una quota di alunni stranieri che supera il 50 per cento. Fra questi sono 540 gli studenti che arrivano da diverse nazionalità iscritti, di cui 70 rom a completare la ‘ricchezza’."
L'italiano, questo sconosciuto. Se analizziamo per bene i primi due periodi di questo paragrafo, noteremo che, nei suoi errori grammaticali, lascia compiutamente adito a molti dubbi. Abbiamo 880 ragazzi delle scuole medie (e le elementari? E la materna?  Perché non rendere statisticamente probante il dato allargandolo non solo al triennio delle medie, ma all'intero ciclo tra materna, primaria e secondaria di primo grado, quindi dieci anni, di un istituto comprensivo? Forse perché il dato completo altererebbe i risultati che si vogliono mostrare per sostenere la propria tesi?), fra i quali più del 50% stranieri. E quindi? Può il giornalista dimostrare che questo dato abbassa o innalza in maniera significativa i risultati scolastici complessivi ovvero dei singoli alunni? Con quali strumenti può provarlo?
Ma continuiamo. Fra questi sono 540 che arrrivano da diverse nazionalità. Intanto si chiarisca, in italiano, fra questi chi. Il complesso di tutti gli 880 o solo il totale degli alunni stranieri? E se ci si riferisce a questi, se sono stranieri, come potrebbero non provenire da diverse nazionalità? O ci sono Italiani che sono contemporaneamente anche stranieri? In che modo? Insomma, il giornalista chiarisca in primis al suo cervello cosa diamine voleva dire. E magari chiarisca anche al mondo "l'ironia" della sua frase sui 70 bambini rom: se non frequentassero la scuola li si attaccherebbe perché chiusi nelle loro tradizioni; quando frequentano le scuole, li si attacca perché invadono le tradizioni altrui. Forse sarebbe invece il caso di dirci che del becero razzismo di chi scrive questi articoli non sappiamo più che cosa farcene.

" E una cittadina del genere, non poteva che avere un sindaco poco intelligente:

«L’integrazione è un problema, spesso è una fatica se pensiamo alle poche risorse che abbiamo a disposizione per attuarla — commenta il sindaco Giuseppe Corbari — Ma Baranzate si distingue per il suo animo di accoglienza e andiamo avanti, siamo un passo avanti rispetto al resto del Paese. Solo ieri sera all’oratorio di Sant’Arialdo ho assistito a un musical organizzato dai ragazzi, sul palco c’erano giovani di ogni nazionalità, uno spettacolo bellissimo. Tanti arrivano qui senza lavoro, senza soldi e noi facciamo sforzi quotidiani per affrontare le più disparate situazioni. La rabbia? Le istituzioni sovracomunali di tutto questo non si rendono nemmeno conto»."
Da notare la frase d'apertura di questo paragrafo, esempio di fine giornalismo d'inchiesta, sicuramente garantirà tanti premi a questa testata giornalistica. Il sindaco del comune mostra, con un esempio, i successi dell'integrazione, e il fiero giornalista ne parla come se parlasse di un idiota. Alto giornalismo.

"Si, siete un passo avanti verso il baratro.

E poi cosa significa ‘arrivano senza lavoro’? Semplicemente che non dovrebbero essere lì.  E vogliono ‘risorse’ per sostenere l’integrazione, che se fosse una cosa naturale, non avrebbe bisogno di risorse..
Continua la sagra della stupidaggine con l'assurdo ragionamento sull'essere senza lavoro. Per dimostrare quanto sia assurdo, applichiamolo in altra maniera. Stando al giornalista, chiunque si sposti in cerca di lavoro, compie qualcoosa di sbagliato, un danno, e andrebbe trattato come tale. Quindi quando un cittadino di Crema, per esempio, cerca lavoro a Milano, compie un danno, andrebbe trattato come un delinquente. Se un cittadino di Bergamo trova lavoro a Cremona, figuriamoci, eresia. Per non parlare del Mantovano che ruba il lavoro a Sondrio, un criminale da galera.
Forse poi il giornalista dimentica che lo stato sociale, i diritti, sempre e comunque, richiedono risorse. O pensa che i disoccupati italiani ricevano i sussidi di disoccupazione dalla cicogna e trovino il cibo sotto i cavoli?

" La cosa atroce è che le istituzioni e i media di distrazione di massa osservano e descrivono un genocidio in corso – il nostro – come un qualcosa di positivo.

E qui arriviamo a chi governa la Lombardia, Maroni.  Che da ministro degli Interni ha interpretato l’invasione come ‘questione di ordine pubblico’, e non come sostituzione etnica."
Continuiamo la sagra del giornalismo peracottaio con un parolone sparato lì a caso, "genocidio", perché fa tanto scena. Ma cos'è un genocidio? Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
"Costituiscono genocidio, secondo la definizione adottata dall'ONU, «gli atti commessi con l'intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso». Anche la sottomissione intenzionale di un gruppo a condizioni di esistenza che ne comportino la scomparsa sia fisica sia culturale, totale o parziale, è di solito inclusa nella definizione di genocidio.

Il termine, derivante dalla greco γένος (ghénos razza, stirpe) e dal latino caedo (uccidere), è entrato nell'uso comune ed ha iniziato ad essere considerato come un crimine specifico, recepito nel diritto internazionale e nel diritto interno di molti Paesi. Il genocidio è uno dei peggiori crimini che l'uomo possa commettere perché comporta la morte di migliaia, a volte milioni, di persone e la perdita di patrimoni culturali immensi. È pertanto definito dalla giurisprudenza un crimine contro l'umanità."
Sembra evidente che di genocidio qui non ci sia neanche l'ombra, ma l'unica vera arma di distrazione di massa, ovvero questo articolo, non fa che alimentare paure e sospetti per nascondere le colpe e gli errori italiani nella gestione dell'economia e della cultura della nostra terra; tanto ci sono sempre gli stranieri a cui dare la colpa, tra un lavoro in nero e l'altro, tra un diritto negato e l'altro.

" Avallare l’arrivo di regolari equivale a raccattare clandestini nel Canale di Sicilia. Non ci sono differenze nel risultato finale.  Essere sostituiti da clandestini o sedicenti regolari non cambia  nulla.

Proteggere l’identità significa impedire l’ingresso in Italia di immigrati, regolari compresi. Perché oggi è Baranzate, domani la Lombardia, e dopo domani tutta l’Italia. E’ tempo di svegliarsi e di bloccare la fonte primaria degli arrivi: i famigerati ricongiungimenti familiari."
Ed arriviamo al dunque, alla tesi di questo editoriale spacciato per articolo di cronaca: occorre chiudere le frontiere, a tutti. A prescindere. E non importa che il saldo tra nati e morti in Italia sarebbe passivo, che mancherebbe la manodopera, che calerebbero, e di parecchio, gli introiti dovuti alle tasse, che la parte culturalmente più accesa fra la nostra gioventù scomparirebbe (perché andateci nelle scuole, al di là dei luoghi comuni vi troverete piccoli Cinesi che disquisiscono con voi di Heidegger mentre la presunta crema italica non conosce la grammatica della sua lingua ed è intenta a sfornare selfie), che l'agricoltura morirebbe, che le fabbriche chiuderebbero. Tutto questo non importa, se si può cavalcare la vostra paura.
Viva l'Italia

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