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Generazione web, considerazioni in itinere

Ho già più volte scritto su questo blog della partecipazione della scuola in cui insegno al progetto Generazione Web, finanziato dalla regione Lombardia, per favorire l'uso dei nuovi media nella didattica. In particolare il mio liceo ha optato per l'adozione nelle classi prime di libri di testo digitali, adoperando come strumento di lettura dei tablet Samaung Galaxy Tab 2 da 10 pollici. I libri di testo adottati sono stati acquistati dai ragazzi sul portale Scuolabook e vengono letti adoperando l'apposita applicazione.
Prendendo spunto dalla documentazione presente in rete, ancor scarsa per quantità, sebbene di ottima qualità, si è deciso di proporre modalità didattiche laboratoriali, fondate sul concetto di cloud teaching. Per questa ragione tutti i ragazzi sono stati invitati a munirsi di una casella e-mail del servizio Gmail e del connesso account di cloud storage sul servizio Google Drive. Le modalità di cloud teaching adottate prevedono l'uso di lezioni frontali e di attività collaborative fra studenti, approntate sia in presenza e in aula che in modalità virtuale, attraverso la condivisione di documenti, file multimediali audio, video, immagini e la messa in opera di materiali didattici autoprodotti dai ragazzi stessi. Fondamento di una simile attività è, come comprensibile, il buon funzionamento dei tablet e, soprattutto, della rete internet.
Dopo due mesi di sperimentazione, non certo semplici viste le notevoli difficoltà tecniche affrontate, si possono trarre alcune conclusioni, cercando lati positivi e negativi.
Fra i dati positivi si può sicuramente annoverare la possibilità di variare le modalità didattiche della lezione, avvalendosi non solamente del classico testo scritto ma anche di tutta la serie di apparati iconografici che la rete fornisce. In questo senso il valore democratico e culturale della rete è innegabile. Va inoltre considerato quanto emerge dai recenti studi sugli stili cognitivi delle nuove generazioni, quelle comunemente dette native digitali, abituate a lavorare simultaneamente su più fonti input/output. La possibile distrazione procurata dalla connessione costante in rete, secondo quanto emerge da recenti studi svolti in America sulla popolazione dei campus universitari, non inficia il rendimento scolastico. Al contrario un simile progetto può e deve incentrarsi sull'acquisizione di una capacità critica di discrezione delle fonti adoperabili in rete, data l'abitudine emersa dei ragazzi di considerare quanto scritto sul web indistintamente vero o plausibile.
Passando alle notte negative, esse sono in primis tecniche. Questo progetto è monco senza una buona connessione internet, inficiando quanto di buono possono realizzare i docenti. Vengono meno, senza la rete, i propositi laboratoriali e il tablet si riduce a mero lettore e-book, per altro di scarsa qualità.
Altra nota negativa è la stabilità dell'applicazione di Scuolabook per il sistema operativo Android (e dall'ultimo aggiornamento anche per Ubuntu Linux). Inutile dire come il dover in continuazione avere a che fare con crash e malfunzionamenti del reader obbligatorio per i libri di testo causi frustrazione, fra i docenti come fra i discenti. Ultima nota negativa, l'incredibile difficoltà dimostrata dal tablet Samsung nel gestire quello che dovrebbe essere un processo di calcolo semplice come la gestione di un libro di testo digitale.
Nota al margine per quanto riguarda i docenti. La naturale, per quanto non giustificata, ritrosia di alcuni docenti nell'adoperare questo strumento giustifica, in alcuni casi, lo stereotipo dell'insegnante elitario d'altri tempi. Il voler a tutti costi negare l'esistenza di altri media oltre il libro cartaceo atti alla divulgazione del sapere, spesso in concorrenza con la scuola, può sembrare un modo per voler negare l'esistenza di forme culturali diverse da quelle tradizionali, e la possibilità d'accesso alla cultura di nuove sacche di popolazione fino ad ora escluse. Va poi ricordato che, come funzionari pubblici, gli insegnanti hanno l'obbligo dell'aggiornamento, ivi compreso nell'uso dei nuovi strumenti che sono ormai già capillarmente diffusi nell'utenza con cui si lavora (si vedano i dati di vendita dei tablet, in fortissima crescita e prossimi oramai a quelli dei computer portatili).
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