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Il Dibattito in classe



In questo anno scolastico 2015 - 2016 sto cercando, come docente, di innovare le modalità di svolgimento delle mie lezioni, anche per venire in contro alle sacrosante esigenze dei miei alunni di un maggior coinvolgimento, oltre che di una preparazione più attiva e consapevole in funzione degli esami di maturità. Proprio per questo, fra le novità proposte nelle mie classi quarta e quinta, la principale è l'attività del Dibattito.
Con questo termine non si intende una semplice discussione autonoma e informale, bensì un'attività strutturata, che prevede una preparazione ed una partecipazione consapevole da parte degli alunni.
Di preciso, cosa si fa?
La classe viene suddivisa in gruppi di 4 o 6 alunni: i membri di quest gruppi si suddivideranno a loro volta tra coloro che dovranno sostenere una tesi loro assegnata dal docente e quanti dovranno invece confutare tale tesi. Un fattore importante è il role playing: sarà importante fare in modo che i ragazzi non sostengano posizioni che sono loro familiari, ma che si confrontino con modi diversi di ragionare, con le argomentazioni che sono soliti non considerare, per raggiungere un sapere che non sia calato dall'alto secondo modalità deduttive, ma sia invece critico e fondato sui dati (ragionamento induttivo.)
Una volta che il docente avrà assegnato il tema del dibattito, gli alunni avranno dalle due alle tre settimane di tempo per raccogliere i dati e le argomentazioni che dovranno suffragare o confutare la loro posizione. In questa fase di preparazione i ragazzi dovranno anche strutturare i loro discorsi, secondo le regole della retorica classica, stando quindi attenti sia alla formulazione logica delle proposte che all'ornamento retorico.
In classe poi i ragazzi si confronteranno in un dibattito formalizzato, scandito da tempi di parola definiti (5 - 10 minuti ad intervento), con brevi intervalli in cui riflettere sulla confutazione della posizione altrui appena espressa. Il moderatore (il docente o uno degli alunni non coinvolti) farà in modo che non vengano violate le regole del dibattito: non si interrompe l'intervento dell'oratore e non si usano argomenti ad hominem: è consentito confutare le argomentazioni, non attaccare le persone.
Alla fine del dibattito la giuria, composta dal resto della classe, darà dei punteggi basati su criteri di valutazione ben definiti, stabilendo in questo modo i vincitori del dibattito. 
E la valutazione del docente?
Ovviamente la valutazione del docente non coinciderà tout court con le scelte della giuria: dovrà tenere in conto dell'emotività degli alunni, del lavoro di preparazione, di eventuali errori di formulazione e dell'uso di fallacie logiche sfuggite ai ragazzi.
Dopo la fase della valutazione tuttavia risulterà utile ridiscutere con la classe gli esiti del dibattito, per mettere in luce positività e carenze emerse, in modo da giungere ad una costruzione più consapevole del ragionamento critico.

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