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È finita: considerazioni di fine anno scolastico

Anche quest'anno scolastico se n'è andato: sembra ieri quando ho iniziato ad insegnare alle mie prime due classi, una quarta e una quinta ginnasio, e oggi, ancora ogni tanto riesco a tenermi in contatto con quei ragazzi, quelli più grandi di loro stanno ultimando l'esame di maturità. Insomma, gli anni passano.
L'esperienza di quest'anno è stata toccante: mi sono trovato a dover affrontare situazioni che non m'erano mai capitate, forme di disagio complesse e intelligenze fini, anche se ancora spesso acerbe, vista l'età dei miei alunni (scuola media) da coltivare. Anche quest'anno ho imparato più io dai miei alunni e dai miei colleghi rispetto a quanto ho potuto insegnare.
Certo, fosse per me abolirei gli esami, li trovo spesso inutili e fuorvianti, ma vabbè, la scuola è anche questa.
Mi avrebbe fatto piacere poter usare di più gli strumenti digitali, magari esplorare la rete con i miei alunni, visto che spesso ne sono in balia, ma non c'è stato verso: speriamo nell'anno prossimo.
Mi rimane il fatto che ho potuto insegnare tanta storia e tanto italiano e, se qualche volta è rimasto qualcosa di queste discipline a chi proprio non ne voleva sapere, allora forse male male non ho fatto.
E mi rimangono le immagini dei miei alunni, del loro terrore agli esami, delle stupidate dette e fatte in classe e in gita, delle loro insicurezze, apprensioni e certezze in classe, delle belle discussioni fatte, delle lezioni in cui, caso strano, pendevano dalle mie labbra e di quelle in cui insegnare era una lotta contro i mulini al vento.
Insomma, i gran bei ricordi dell'insegnamento


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