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Giovani dentro


Bah magari avrà un che di patetico, ma, con l'occasione dell'arrivo del 2012, in corrispondenza della triste annata in cui giungerò ai trent'anni, sto riscoprendo il piacere del fare alcune cose che in passato erano la norma e che, malauguratamente, oggi sono l'eccezione. E così in questi giorni, in compagnia dell'allegro simposio di scavezzacollo che caratterizza le mie sobrie serate catanesi, ci siamo ritrovati per canti e balli (loro, ve lo potete scordare di vedermi ballare), goliardia e tanto, ma davvero tanto, freddo. Sarà che il siciliano è convinto che il riscaldamento  non serve, sarà che mi sono abituato ai termosifoni perennemente accesi di Cremona, ma arrivare a Catania e, come ovvio, prendersi il raffreddore, è un rito.

Altra cosa considerevole: sono dovuto tornare a Catania per vedere la neve, dopo quattro mesi cremonesi. La neve ci ha accolti morbidamente depositata ai lati delle strade verso l'Etna, lì dove, giovani dentro, il manipolo di impavidi che costituisce lo zoccolo duro delle mie amicizie, meno uno impegnato in una colpevole diserzione (:-D) ha tentato di ammirare l'alba. Tentato, dico, perché, come dicevo, siamo giovani dentro, ma mica tanto fuori...

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