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Messina, figli di un dio minore

Anche sull'alluvione nel messinese scrivo con colpevolissimo ritardo. La gente della mia terra deve perdonarmi, ma le vicende avevano bisogno di essere analizzate prima di parlare.
Anche perché di voci e storie se ne sono sentite, alcune francamente di troppo, altre giuste, antiche riflessioni purtroppo sempre attuali.
Già in occasione dell'alluvione in Liguria di quest'anno ho avuto modo di scrivere come le colpe di quanto accaduto siano sempre dei soliti noti. Ho letto da qualche parte accuse nei confronti di chi, giornalisti e politici, criticano la gestione dell'emergenza e le accuse di connivenze mafiose. No, miei conterranei, diciamocela tutta la verità: sarà pur vero che anche in Liguria ci sia stata una grossa parte di colpa umana nei fatti accaduti, ma che la Sicilia sia regno di dissesto idrogeologico lo sappiamo ormai da quasi cento anni. Che la nostra terra sia spesso soggetta all'influenza mafiosa, pure. Che nelle nostre amministrazioni, non tutte, è ovvio, sia alto il livello di clientelismo e di omertà, lo sappiamo pure.
Non nascondiamoci dietro facili indignazioni e scaviamo a fondo negli accadimenti, o oltre l'indignazione tutto si ripeterà.
Detto questo, è stato come al solito molto triste assistere allo sciacallaggio dei media da salotto, di quel giornalismo becero e meschino che, dietro pianti di facciata, era in caccia dell'ennesima tragedia di cui sfamarsi. Mentre servivano informazioni vere, serviva poter prevenire, serviva aggiornare i dati, serviva avvisare le famiglie, i parenti, le persone in viaggio. Serviva vera informazione insomma, non quella che si fa, per la maggior parte, sulle nostre televisioni, pubbliche e private. Tutto ciò, anche questo è vero, a fronte di un certo pudore di fronte al mistero della morte e della disgrazia usato nei confronti della tragedia ligure. Ma si Sto arrivando!, il siculo è uomo esotico e passionale, dalla lingua arcaica e misteriosa, ottimo per fare scena in tv mostrando le immagini del bifolco da compatire.
Ma la nostra tv di questo non se ne cale, ha bisogno del cadavere di un bambino e di una madre che piange per riempire il solito pomeriggio monotono.
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