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In risposta al movimento no pettine

Inviato da Marco de Marchi - Inviamo un documento del movimento per fare esplicita richiesta di tutela della nostra posizione attraverso l'attivazione di un bonus di permanenza.

Diritto: principio di giustizia dal quale debbono prendere norma e misura gli atti della libertà umana.
Diritto: ciò che a ciascuno spetta secondo la legge naturale o positiva.
Diritto come elemento che rende ciascun essere umano parte della società civile.
Diritto come elemento indissolubilmente legato ad un insieme di doveri.
Diritto come conseguenza logica e naturale di un principio sancito da una o più leggi.

Oggi ci sono dei diritti lesi. Diritti di tanti insegnanti che pur avendo rispettando una legge ed accettando i doveri da essa scaturenti, si ritrovano trascinati all’interno di uno scenario a dir poco caotico ed irrazionale, ove le
logiche partitiche, quelle economiche e gli interessi individuali e contingenti fanno da padroni.

Stiamo parlando di quegli stessi docenti che nel 2007 fecero una precisa scelta di vita, seguendo i dettami della legge 296/2006 voluta dall’allora Ministro della Pubblica Istruzione Fioroni. Una scelta che sicuramente è uscita dal campo strettamente professionale ed è andata a toccare tutti gli altri aspetti dell’esistenza.

Ci fu detto che le nostre graduatorie venivano trasformate da Permanenti ad Esaurimento.
Ci fu detto che avremmo potuto scegliere, per l’ultima volta, una provincia nella quale eleggere il nostro domicilio lavorativo.
Ci fu promessa stabilità lavorativa e di vita.

Dopo anni di diatribe politico-giuridiche i sostenitori dei trasferimenti hanno finalmente ottenuto quello che da tempo chiedevano: il DM 44/2011 riapre le Graduatorie ad Esaurimento, consentendo aggiornamenti e trasferimenti.

E’ in forza dell’essenza vera e profonda di diritto, che oggi poniamo una semplice domanda: è giusto tutelare gli interessi di alcuni, quando ci sono tanti, tantissimi, la stragrande maggioranza degli insegnanti italiani che rischia di perdere tutto quello che per legge aveva acquisito?

Ed è altrettanto semplice dare una risposta qualora si possieda un minimo senso umano, morale, civile ed etico.
Sono stati gravemente lesi dei diritti. Stanno per essere stravolte molteplici esistenze. Reclamiamo dunque un intervento urgente che riesca quantomeno ad attenuare gli effetti deleteri delle ultime decisioni in merito alle Graduatorie ad Esaurimento.
Pertanto come insegnanti, come cittadini rispettosi di una concezione sana di legge, di diritti e di doveri chiediamo:

• La stipula dei contratti a tempo indeterminato sulla base delle graduatorie valide nell’anno scolastico 2010-2011.
• L’introduzione di un BONUS per chi ancora oggi, nonostante gli eventi avversi, continua a rispettare una scelta professionale ed esistenziale, rimanendo nella provincia per la quale ha optato nel 2007.

Fonte orizzontescuola

Il movimento no pettine fa finta di non saper che ogni legge approvata in Italia deve rispettare i diritti fondamentali sanciti dalla costituzione, e che i diritti, quelli sì, contingenti a cui fanno appello, derivano da una palese violazione delle norme costituzionali. Lo stesso farebbe un eventuale bonus per chi decide di rimanere nella stessa graduatoria, violando le norme sulla parità di diritto al lavoro in tutta Italia. Le immissioni in ruolo poi, fatte da una graduatoria ormai superata per via degli aggiornamenti e dei trasferimenti, porterebbero solo ulteriore caos, confusione, ricorsi, senza avere per altro una particolare ragione etica né politica. In Italia TUTTI hanno pari diritto di lavorare, in ragione delle competenze e dell'esperienza, non in ragione di elementi contingenti come data e luogo di nascita, o violazioni dei diritti e di doveri del cittadino, sanciti dalla costituzione.
Si fa appello a diritti acquisiti in base a delle scelte di vita, dimenticando che anche le persone che erano rimaste al sud avevano fatto tale scelta in base ad un piano di immissioni in ruolo mai finalizzato dal presente governo, abile nel mettere precari contro precari on una guerra fra poveri. Tali scelte di vita sono già di fatto decadute, grazie ai tagli del duo Tremonti-Gelmini e alle mancate immissioni in ruolo. Un solo faro rimane ai docenti, la costituzione e i diritti che essa sancisce, faro che stanno tentando in tutti i modi di nasdonderci. Noi precari che vediamo calpestati i diritti dovremmo essere i primi a farci garanti della costituzione davanti ad un governo liberticida, anziché avvinghiarci al nostro utile, in qualsiasi modo esso sia stato acquisito, anche se in palese violazione dei diritti altrui.

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